Tanti nel nostro paese sono i freni che ritardano un’adeguata risposta al cambiamento.
“Una modesta cultura della concorrenza, un’ amministrazione pubblica poco efficiente, la difesa di rendite di posizione, bassi livelli di educazione civica rendono difficile una risposta rapida ed efficace: è difficile affrontare i grandi cambiamenti in corso senza intervenire sul livello di capitale umano”
Oggi, in un contesto di accelerato progresso tecnologico, a qualificare il capitale umano è il patrimonio di conoscenze di cui si dispone.
Nella Newsletter 1 di Confindustria Toscana un paragrafo è dedicato ad alcuni dati sulla qualità del capitale umano e delle strutture per l’istruzione nella Regione: i risultati sono preoccupanti ma come al solito si tende a rimuoverli all’insegna del “viviamo nel più bello dei mondi possibili”
Di conseguenza appare di grande importanza analizzare tutti i dati che possono consentire di valutare la qualità del capitale umano di cui la Toscana dispone, delle strutture per l?istruzione esistenti e della loro efficacia.
In questa sede si riportano i risultati di alcune indagini e classifiche che meritano comunque una attenzione maggiore di quella che normalmente ricevono: sono sintomi di “una certa pigrizia nella formazione”, come rilevava con troppo aplomb qualche anno fa il Presidente della Giunta Regionale Claudio Martini.
L?indagine ALL (Adult Literacy and Lifeskills, Letteratismo e abilità per la vita) condotta da un istituto scientifico specializzato INVALSI ha l’obiettivo di valutare la competenza alfabetica funzionale (literacy), la competenza matematica funzionale (numeracy) e la capacità di analizzare e risolvere problemi (problem solving) nella popolazione adulta di età compresa fra i 16 ed i 65 anni.
I risultati per la Toscana suscitano preoccupazione: le abilità/competenze della popolazione appaiono più limitate rispetto a quelle evidenziate dal campione nazionale, soprattutto in relazione alla minore presenza di persone che raggiungono i livelli medi e alti (da 3 a 5)
Si sono cercate alcune misurazioni della offerta di istruzione e formazione in Toscana che come tutte le misurazioni risentono dei parametri considerati e che tuttavia possono offrire spunti di approfondimento per proporre misure idonee a migliorare la qualità dell’offerta di formazione.
A. La dotazione di infrastrutture per l’istruzione misurata dall?Atlante della competitività di Unioncamere mostra una grave sottodotazione della Toscana: l’indice è 82 rispetto a 100 medio nazionale ma il distacco da regioni a sviluppo avanzato quali Lombardia ed Emilia Romagna è assai più pesante.
B. La qualità delle università toscane secondo la classifica del Il Sole 24 Ore appare insoddisfacente: tra le università, Firenze si colloca al 20° posto (al 15° tra le statali) Pisa al 31° posto ( 24° tra le statali) e Siena al 45° (37° tra le statali).
Dunque, siamo di fronte a cifre che smentiscono brutalmente l’immagine della Toscana Felix sulla quale troppo a lungo si sono adagiati un po’ tutti: governi locali, categorie, partiti, sindacati. E ciò è particolarmente grave nel momento in cui tutti gli sforzi dovranno indirizzarsi per contrastare la crisi che stiamo vivendo. Purtroppo manca non solo la discussione ma anche la consapevolezza di questo grave problema. Persino nel dibattito elettorale già abbondantemente iniziato questo tema è assente. Pensalibero cercherà di dare il suo contributo chiedendo ai candidati alla presidenza della Regione il loro pensiero e le loro proposte.
ALLARME ROSSO PER LA TOSCANA: LEONARDO NON ABITA PIÙ QUA?
Nella Newsletter 1 di Confindustria Toscana dati allarmanti sul capitale umano della regione dotato di scarsa competenza letteraria e matematica funzionale e capacità a risolvere i problemi. Anche le Università se la passano male. Purtroppo manca non solo la discussione ma anche la consapevolezza di questo grave problema. Ed è difficile affrontare i grandi cambiamenti in corso senza intervenire sul livello di capitale umano.

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