Non sarò io a guidare l’esercito, ma un re. Un capo con la paura nel cuore. Col terrore di avere sbagliato qualcosa e la consapevolezza che persa quella battaglia, perso tutto.
Ogni mattina di questi lunghissimi giorni, aperti gli occhi, l’osservavo irritata. Gli transitavo accanto mentre miravo al bagno. Rientravo con l’accappatoio sulle spalle. Capelli bagnati. Gocce sulle guance. Lo scrutavo e alla fine mi arrendevo. Lo prendevo in mano, lo accendevo. Da quel momento (ahi-ahi) ecco i suoni, le campanelle, gli odiosi bippettini (uno appresso all’altro).
Da giorni mettevo tra me ed il lavoro solo quel gesto, quello in cui zittivo il cellulare. Non avevo più armi, se non quella, a notte fonda, di staccare e dormire.
Da bambina mi trovai in una situazione simile. Ordinavo la stanza. Tante cose sugli scaffali. Tante per le mani. Alcune in tasca. Troppe. Alla fine non sapevo cosa fare, dove aggrapparmi, cosa mollare per farlo. Delle mani mi tennero da dietro, mi ressero, mi presero in braccio. Era mio nonno. Non appena a terra, disse che se avevo bisogno di lui, dovevo solo chiamarlo, e all’alba del quinto giorno, guardare ad Est (perché il nemico si attacca sempre con il sole alle spalle).
Era un grande amante del Signore degli anelli. Raccontava storie e storie di eroismi e battaglie. Di salvataggi.
Non amo essere assediata (soprattutto nel lavoro). Credo nella mobilità, nella fantasia, nella rapidità di esecuzione e nel pensiero laterale. Le battaglie di logoramento sono terribili. Le lunghe trattative sono difficili (per me). Essere circondata, agire in difesa, davvero non mi piace. Ma capita a chiunque: a una commessa quando entra una mandria di turisti. Ad una barista di fronte ad gruppo di conferenzieri assetati. Ad un’infermiera al pronto soccorso. Arrivano, sono tanti (non sai che fare).
Chi, in questo frangente, si avvale dei miei modesti servigi, è come una città assediata. Non da cavalieri ma dai debiti. Troppi pensieri. Troppi guai. Troppa paura. Troppi nemici. Occorre trovare risorse, cambiare punti di vista (tentare nuove soluzioni). Sicuramente chiudere con il passato, disfarsi di cose care ma senza futuro (liberarsi d’inutili fardelli). Realizzare un bel piano. Ad un certo punto si apriranno le porte e comincerà la battaglia.
Adoro quel momento. Arrivo stanca (come oggi), ma ritrovo adrenalina e voglia di battermi. Non sarò io a guidare l’esercito, ma un re. Un capo con la paura nel cuore. Col terrore di avere sbagliato qualcosa e la consapevolezza che persa quella battaglia, perso tutto. Io sono una consigliera e possono (solo) mettermi al suo fianco. Dimostrami fedele e risoluta.
Questa bella e calda mattina, inizia (finalmente) un giorno di sosta. Un momento per ritrovarmi. All’alba ero sdraiata nel lettone. Volgendomi ad Est, l’ho visto accanto a me. Lui ha sentito il mio sguardo ed ha aperto gli occhi.
Il mio quasi-fidanzato mi ha accarezzata. L’ho baciato felice come una bambina

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