E’ diventato non difficile ma impossibile continuare a sostenere la necessità del servizio pubblico radiotelevisivo. Noi ci crediamo sinceramente, ma l’azienda che dovrebbe svolgerlo ci fa vedere ogni giorno di tutto e di più per sconfortarci.
In questi giorni SKY, il terzo incomodo tra RAI e Mediaset, ha presentato un nuovo canale ( Babylon si dovrebbe chiamare se ben ricordiamo), che è quasi un esempio di scuola di ciò che dovrebbe fare il servizio pubblico: interpretare ciò che avviene nel Paese e sviluppare programmi che vadano incontro ai nuovi bisogni. Babylon – è stato annunciato – sarà un canale satellitare interamente dedicato agli immigrati che vivono in Italia. Non è un’idea sconvolgente o nuova. E’ semplicemente una cosa di cui c’è bisogno.
Avrebbe dovuto realizzarla la RAI almeno da dieci anni, ma non lo ha fatto. Perché troppo presa dalle lotte di potere interne, e perché paralizzata dalla propria autorefenzialità e dalle beghe politiche che la stanno allontanando dal pubblico.
Le vicende che tengono banco nel servizio pubblico sono quelle relative alle sorti di giornalisti e presentatori e dei loro stratosferici compensi.
Mentre il concorrente privato mette in pratica quello che tutti sanno: è il mezzo, la televisione, a creare i personaggi e non viceversa. Così Sky, dopo aver selezionato e lanciato una schiera di giovani pagati a minimo contrattuale, che non sfigurano affatto di fronte ai capricciosi mezzibusti del servizio pubblico, ora impartisce questa seconda lezione.
C’è da giurare che il nuovo canale dedicato agli immigrati attirerà una fascia di utenti interessantissima e nuova. E che costerà meno di quanto costa al servizio pubblico qualche puntata di uno dei suoi programmoni zeppi di divi e lustrini ma poveri di idee.
Programmi che, oltretutto, la RAI non produce più ma acquista tramite contratti chiavi in mano.
Ma quello dei milioni e milioni spesi per l’acquisto di programmi realizzati da privati, delle modalità e della mancanza di controlli, è tema che meriterà esaminare a parte.
ALLA RAI SI FANNO I CAPRICCI A SKY SI PENSA A NUOVE FASCE DI PUBBLICO
C’è da giurare che il nuovo canale dedicato agli immigrati attirerà una fascia di utenti interessantissima e nuova. E che costerà meno di quanto costa al servizio pubblico qualche puntata di uno dei suoi programmoni zeppi di divi e lustrini ma poveri di idee. Programmi che, oltretutto, la RAI non produce più ma acquista tramite contratti chiavi in mano.
(P.)

A me pare che questo mondo televisivo sia sempre piu’ lontano dalla realtà di vita della gente, e che questa multitudine di nuovi canali non faccia altro che mettere in giro altre starlette e mezzi busti, e poi per cosa? Per ascoltare le soporifere trasmissioni su Sky al pomeriggio con la Saluzzi che propina il suo volto a santificetur ossequiando alla melassa i suoi ospiti? E Sky cosa si proporrebbe di essere, una terza via per mostrare moltiplicato 3 le vicende del Papa?
Ormai la televisione italiana, che sia Rai, Mediaset, Sky, ne esistessero 1000, mostra l’attualità vista dal Papa, a questa é ridotta l’Italia.
“Marea Nera”..il Papa ha detto…”Crollo delle borse”, il Papa ha suggerito, “Scandalo pedofilia”, il Papa ha tanto sofferto…”Nave abbordata dagli israeliani”, il Papa ha suggerito…
Non se ne puo’ piu!
Questi nuovi giornalisti “easy jet” poi commentano le notizie con una falsità che fa rabbrividire.
Le storie dei Vespa e dei Santoro, i loro scambi di accuse in diretta a spesa dei contribuenti, coi loro salari da nababbi, fanno solo voglia di vomitare, meglio chiudere la tv e farsi una passeggiata, o guardarsi un film nella speranza di dimenticare il tutto almeno per due ore.