• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

ALITALIA E’ MORTA. NASCE LA NUOVA COMPAGNIA DI BANDIERA ITALIANA. LA POLITICA FA MOLTI PASSI INDIETRO MA CONTINUA ANCORA A STRAVOLGERE LE REGOLE DEL MERCATO

di Giancarlo Magni

di Giancarlo Magni | 2 Ottobre 2008

La vicenda Alitalia si avvia alla conclusione. Berlusconi formalmente ha vinto la partita ma molti dei problemi che avevano messo ko la compagnia di bandiera restano. Competere sul mercato del trasporto aereo non sarà facile anche perché gli altri vettori internazionali, negli anni dal 2001 ad oggi, si sono ristrutturati confrontandosi con il mercato e la concorrenza. Due concetti che in Alitalia non sono mai esistiti e che non esistono nemmeno in questa fase iniziale della CAI. L’opposizione afferma che sarebbe stato meglio vendere ad Air France-Klm, dalla maggioranza si ribatte che anche in quel piano c’erano costi molto elevati per l’Erario, quindi meglio preservare l’italianità della compagnia. A nessuno viene in mente che sul tavolo c’era anche un’altra soluzione: il fallimento. Dopo il 2001 in Europa sono già fallite le compagnie svizzera e belga, Swiss e Sabena che non avevano saputo adeguarsi ai cambiamenti del mercato. Eppure quelle compagnie erano oro rispetto ad Alitalia che dal 2003 ad oggi ha prodotto sei diversi piani industriali senza riuscire mai ad attuarne uno ed ha perso la bellezza di 3,5 miliardi di euro. Il fallimento avrebbe avuto certo conseguenze dolorose ma non tutte negative. Il valore della compagnia sarebbe stato determinato dal mercato e certamente sarebbe stato superiore a quello proposto da CAI. Inoltre si sarebbe avuta una vera liberalizzazione sulla tratta Roma-Milano, con indubbio vantaggio per i cittadini. Il costo degli ammortizzatori sociali poi non sarebbe stato di molto superiore a quello di oggi anche perché non ci sarebbero stati gli ammortizzatori speciali che garantiranno ai dipendenti in esubero sette anni di stipendio all’80 per cento. D’altro canto solo formalmente ci sarebbero stati 18.000 persone mandate a casa perché molte di queste sarebbero state riassorbite dalle aziende che avrebbero coperto gli spazi lasciati liberi da Alitalia. Il fallimento avrebbe inoltre fatto comprendere a molti, sindacati e classe politica, che un’azienda deve vivere seguendo le regole del mercato, e non sarebbe stato un risultato di poco conto. Solo che il fallimento non è venuto in mente a nessuno. O forse era venuto in mente al solo ministro Tremonti che, cosa del tutto anomala, non hai detto una parola sulla vicenda durante tutti questi mesi. Del resto Tremonti, nella precedente esperienza di governo del centro destra, fu l’unico a sostenere questa tesi che fra l’altro gli costò pesanti attacchi da parte di Fini che alla fine riuscì anche a fargli togliere il dicastero. Memore della lezione, o più probabilmente per non dispiacere Berlusconi che aveva sostenuto la tesi della cordata italiana, oggi ha preferito tacere. Non sarebbe stato male invece affermare anche in Italia, una volta tanto, che le aziende per vivere devono produrre profitti. Questo è il loro compito. Assolvendolo bene fanno anche gli interessi di tutta la collettività.

Giancarlo Magni

Pubblicato in : Primo piano

Info Giancarlo Magni

Giancarlo Magni, giornalista professionista, ha seguito per anni, a Roma, la vita politico-parlamentare. Ha lavorato nella carta stampata, nelle radio e nelle TV. Ha collaborato con la Nuova Eri e con il RadioCorriere. In Rai, e’ stato prima alla redazione del TGR della Liguria e poi al TGR della Toscana, dove ha ricoperto la carica di Vice Capo Redattore. Attualmente è VicePresidente del Comitato Regionale per le Comunicazioni della Regione Toscana. Fa parte del Comitato Direttivo della Fondazione “F. Turati”, una Onlus che opera in Toscana, Lazio e Puglia e che gestisce Centri di Riabilitazione, Rsa, Centri per disabili e strutture per persone in stato vegetativo permanente e per malati di Alzheimer.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. elena ronconi

    4 Ottobre 2008 alle 13:00

    Non ci sono settori in italia che rispettino le regole del libero mercato e delle concorrenza. Se ce ne fossero, siete pregati di farcelo sapere.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Giorgio Pizzol su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luca Bagatin su Il disagio giovanile italiano ed europeo
  • Luca Bagatin su Ucraina: il tradimento di Trump mette a nudo le contraddizioni politiche italiane
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti