D’Alema ha preso una sberla, su questo non ci piove.
In Puglia, la vittoria di Nichi Vendola alle primarie per la candidatura alla presidenza della Regione
è stata travolgente, oltre ogni previsione. Ma limitarsi a rilevare la sconfitta dell’uomo forte (ex?) del PD è come andare al Louvre per ammirare la cornice della Gioconda.
Qui sta scricchiolando tutto e le leggi elettorali capestro non bastano più. Lo diciamo da tempo e lo confermiamo: il sistema del dopo Tangentopoli non regge, salvo che nei benefits che continua ad assicurare ai molti che hanno fatto partire il convoglio o ci sono saliti in corsa.
Vendola in Puglia come Renzi a Firenze: le ribellioni ed i colpi inferti alle decisioni degli apparati dei partiti non si contano più: i giornali si occupano solo dei casi più eclatanti.
Il centrodestra ancora regge perché è al governo ed è vincente. Ma presenta forti analogie con la situazione del PD. E lo si vede proprio in Puglia, la stessa regione di Vendola, dove è frantumato di fronte alla scelta del suo candidato alla presidenza come lo era il centrosinistra. Ed il ruolo del suo uomo forte, il ministro Fitto, sempre più è speculare a quello dell’uomo forte del PD, D’Alema.
Il bipartitismo è già sepolto; il bipolarismo in via di estinzione, a giudicare dal ruolo da protagonisti che nella campagna per le regionali stanno assumendo Emma Bonino, Nichi Vendola ( la cui immagine è ormai proiettata sulla ribalta nazionale), la ricerca delle alleanze con l’UDC di Casini, i timori per le mosse di Di Pietro, la “competition” nel centro destra con la Lega di Bossi.
Messo peggio è il centro-sinistra: è del tutto evidente. E la crisi dai partiti più piccoli, “sacrificati” da Veltroni che negò l’apparentamento nel 2008, si è ora spostata nel cuore del PD che riesce ad esprimere candidati credibili solo nelle tre regioni tradizionalmente “rosse”.
E’ come se il muro di Berlino fosse finalmente crollato anche da noi con venti anni di ritardo mettendo a nudo una storia con la quale nessuno aveva voluto fare i conti. Quando il movimento delle cooperative e le associazioni ed i circoli taglieranno definitivamente i cordoni che li legano al partito andrà anche peggio.
Sono sintomi che confermano le analisi contenute dagli interventi nel dibattito di Pensalibero delle scorse settimane su Riforme e ruolo dei laici.
Purtroppo gli avvenimenti confermano anche l’incapacità dei laici e dei socialisti di cogliere le opportunità e la loro tendenza a ripetere gli stessi errori.
O forse no: in Puglia molti socialisti, raccolti in varie associazioni, hanno appoggiato Vendola e ci sono anche circoli laici, repubblicani e liberali che hanno preso il largo dalle eterne nomenclature che si illudono che vecchie sigle possano ancora fruttare rendite di posizione.
Che sia venuto il momento di una chiamata a raccolta, una nuova Bertinoro? Non lo sappiamo. Siamo però sicuri di una cosa: una eventuale nuova Bertinoro dovrebbe fare a meno dei partiti e della loro propensione a metterci il cappello sopra.
P.
AIUTO GLI ELETTORI VOGLIONO SCEGLIERE!
Il bipartitismo è già sepolto; il bipolarismo in via di estinzione, a giudicare dal ruolo da protagonisti che nella campagna per le regionali stanno assumendo Emma Bonino, Nichi Vendola ( la cui immagine è ormai proiettata sulla ribalta nazionale), la ricerca delle alleanze con l’UDC di Casini, i timori per le mosse di Di Pietro, la “competition” nel centro destra con la Lega di Bossi. (P.)

Brava Chiara! Onestamente non vedo manco io da questa maggioranza – non tacciatemi divenuto di parte poichè critico nelle mie posizioni e comunque sempre nella minoranza – risposte credibili, o meglio: non vedo risposte! Salvo non si parli di processi. Ma quello è un altro discorso. Che poi si riallaccia al principio elementare dell’eguaglianza della dignità dei diritti ect ect ma è un cane che si morde la coda e non voglio fare sterili polemiche da casa del popolo! :)
Ogununo fa le proprie valutazioni che credo siano legittime, Illusorio, come ben sa chi in questa trappola è caduto, è sentir dichiarare liberali persone che disconoscono persino l’elementare principio dell’eguaglianza fra individui e dei diritti civili uguali per tutti. Non vedo alcuna maggioranza che abbia dato buona prova di sè, vedo solo partitocrazia sancita per legge e spartizione selvaggia del potere. Detto questo, a ciascuno le proprie illusioni. Siamo ancora in democrazia, per quanto ormai solamente formale.
Grazie dell’info su Toscani, che, ribadisco, è un peccato non sia stato il candidato del PdL.
Su liberali e repubblicani: i liberali del PLI di De Luca, nel 2008, furono gli unici a presentarsi fuori dall’attuale bipolarismo. Li sostenni e votai, personalmente.
I repubblicani (che peraltro con la firma di Nucara e La Malfa concorsero alla presentazione proprio della lista del PLI), fecero purtuttavia l’unica cosa saggia: contrattare due seggi con lo schieramento più riformatore.
Oggi, cara Chiara, penso sia assolutamente illusorio stare fuori. Rimaniamo laici, ma concorriamo a rafforzare la nostra area all’interno dell’attuale maggioranza di governo.
Che è l’unica che sino ad oggi ha dato un minimominimo di risposte credibili.
http://www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
Caro Luca, poichè i radicali son più veloci della luce, ti informo che in Toscana hanno cambiato candidatura. Toscani si è ritirato di sua volontà perchè non ha ottenuto l’appoggio del Pdl, il nuovo candidato è Alfonso De Virgilis, personaggio noto in città per la sua attività imprenditroiale e per le sue inziative culturali. Riguardo a Bertinoro, aggiungo: i repubblicani e di liberali guardavano da un’altra parte e dunque, a casua della loro distrazione, hanno subito lo scippo….
Sono anni che non vado a votare e questo a causa di leggi elettorali nazionali profondamente antidemocratiche e che di fatto mi hanno esautorato del voto e, come me, milioni di cittadini.
Posto questo non mi rassegno – quando posso – a fare dichiarazioni di voto e nella fattispecie le voglio fare dando esplicita indicazione/suggerimento ai lettori di questo blog – che sarà anche un blog culturale, ma non riuncia al suo ruolo politico – in vista delle elezioni regionali del 28 e 29 marzo prossimi.
Innanzitutto ritengo sia serio votare e sostenere possibilmente candidati locali e che propongono programmi relativi a problematiche locali. Guardo pertanto con un certo fastidio a “candidature calate dall’alto” che, nei fatti, sono spesso prese in giro nei confronti degli elettori stessi.
Ho in questo senso qualche remora a suggerire agli elettori del Lazio di votare per Emma Bonino – eterna candidata quando si vuol salvare il salvabile – ma di fronte al nulla val bene una tenace laica e radicale come lei, anche se candidata del carro cattocomunista.
Essendo comunque possibile il voto disgiunto potete comunque sbizzarrirvi nel votare le liste del Partito Repubblicano Italiano – qualora fossero presenti – quelle della Lista Bonino-Pannella oppure del PdL, per dare comunque un segnale di opposizione all’attuale opposizione inconcludente.
In Toscana non vi sono dubbi: il fotografo e creativo Oliviero Toscani, laico, libertario, repubblicano, radical-socialista e candidato per la Lista Bonino-Pannella. E’ stato un vero peccato che il PdL non abbia accettato di appoggiarlo come proposto da Toscani stesso: c’era davvero il rischio di battere i cattocomunisti al governo della regione da sessant’anni.
In Campania suggerisco di votare per Stefano Caldoro, socialista candidato alla presidenza della Regione nelle liste del PdL. Un segnale laico, oltre che forte, in alternativa ai furbetti del quartierino Jervolino e Bassolino !
Infine per il Comune di Venezia ecco candidato a Sindaco il liberalsocialista Renato Brunetta per il PdL. Investitura scontatissima di cui questo blog vi diede notizia in anticipo già alla fine di agosto 2009. Ci auguriamo solo – come in agosto rilevammo – che questo non sia utile a taluni al fine di togliersi di torno il rigoroso Brunetta dal Governo e da una possibile futura leadership.
Le possibilità di ottenere più che buoni risultati per questi candidati Presidente vi sono tutte.
Vi terrò ulteriormente aggiornati per altre candidature laicamente rilevanti. L’indicazione che, sopra ad ogni altra voglio dare, è comunque di dare priorità nel firmare per la presentazione delle liste del Partito Repubblicano Italiano ed invitare a votarle.
Tratto da http://www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
PS: Bertinoro fallì perché chi vi prese parte si affidò unicamente ai social-boselliani ed ai pannelliani che guardavano ai cattocomunisti.
Escludendo liberali e repubblicani che invece guardavano altrove.
” Lupus ex fabula “: qualcuno sa dirmi perché ognitanto Renzi va a New York?
Ma quanto ci voleva a capire che bisognava appoggiare Vendola senza si e senza ma, data la grande popolarità acquistata nei suoi cinque anni di governo! E come è nata la leggenda metropolitana di D’Alema politico intelligente, dato che non ne “azzecca” una?
La mia opinione su una nuova Bertinoro sta qua sotto nella mia rubrica. Aggiungo solo: sì, gli elettori vogliono scegliere e le primarie, se autentiche e correttamente svolte, si confermano un potente strumento democratico nelle mani degli elettori.
Dovrebbe ,ma non potrebbe . Come non potrebbe tener fuori dalla porta i vecchi tromboni ,più o meno in attività od in sonno : i benefits in ballo sono troppo appetibili,come credo tu sappia bene . Al punto che mi pare illusorio parlare di “nuove Bertinoro” . Senza azzerare l’ eccesso almeno di benefici ,vantaggi e prebende , non si può cominciare a discutere di niente . Nè di regole nè di poltrone. Altro che bandiere…