
Trump gioca con la decisione di fare guerra all’Iran se non accetterà una resa incondizionata: “Potrei farlo, oppure no. Intendo nessuno sa cosa farò”, ha detto.
Khamenei, la guida suprema, risponde: “non ci arrenderemo mai. Se gli USA attaccano, le conseguenze saranno irreparabili.”
Intanto, sulle portaerei americane i bombardieri B2 sono pronti a partire con le super bombe che possano distruggere i bunker.
Sull’altro fronte a Gaza, l’esercito israeliano, come ogni giorni, anche ieri ha sparato sulla folla in cerca di cibo.
Ma la notizia clamorosa è che l’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica), dichiara di non avere nessuna prova che l’Iran stia lavorando per la costruzione della bomba atomica.
Sembra ripetersi la stessa scena del 2003 quando il segretario di Stato USA, Colin Powell, parlò all’ONU sostenendo per attaccare l’Iraq che fosse in possesso di armi chimiche; cosa poi rivelatasi totalmente falsa.
Nel clima bellicista generale, non solo l’Europa tace o se nn parla di schiera con Israele, come Merz cancelliere tedesco, ma approva una risoluzione al parlamento europeo che chiede la proroga per i fondi pnrr e apre alla “possibilità” di utilizzarli per il riarmo. Purtroppo anche il PD, ad eccezione di Marco Tarquinio si accoda, anche se Zingaretti ribadisce il no all’utilizzo di quei fondi per il riarmo.
Infine c’è da registrare l’attacco di alcuni giornali contro la manifestazione per la pace che si terrà sabato prossimo a Roma.
Accusano i partecipanti di voler sostenere il regime degli ayatollah.
È una offesa surreale e infamante: evidentemente temono che saremo davvero in molti.
Come ho già detto, ci sarò anch’io.
Ho sempre considerato il regime religioso e fondamentalista degli ayatollah una dittatura feroce e misogina e ho sempre convintamente sostenuto la lotta del popolo iraniano per abbatterlo, in primo luogo quella delle coraggiose ed eroiche donne che per la libertà sono state uccise, imprigionate e torturate.
La verità è che agli USA poco importa della libertà e della democrazia in altri paesi, come dimostra il fatto che nel 2021 abbandonarono, dopo 20 anni, l’Afghanistan in mano ai talebani consentendo il ripristino della legge islamica e l’obbligo del burqua.
A Netanyahu a a Trump, due grandi amici e esponenti della stessa internazionale nera, interessano solo i loro destini personali. La guerra all’Iran è per entrambi una grande possibilità per riaffermare politiche razziste e colonialiste in Medio Oriente e presentarsi poi come vincitori agli occhi del mondo occidentale.
Inoltre, è evidente che dietro a tutto questo ci sono gli interessi del capitalismo delle multinazionali delle armi e del petrolio, di cui l’Iran è gran produttore.
Questa volta, infatti, non vale più la distinzione tra paese aggredito e paese aggressore. Ritornano nei dibattiti pubblici tutte le falsità con cui si giustificano da sempre le guerre e gli stermini.
Battersi per la pace è battersi anche contro gli inganni e le falsità.
Enrico Rossi

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