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Ai Rinnovati a Siena, un concerto di emozioni ed eleganza

Protagonista, Ludovico Troncanetti, nato a Siena e pianista diplomato al conservatorio “G. Verdi” di Milano con ampia esperienza e successi, con un vastissimo repertorio di compositori, da Scarlatti a Liszt, da Beethoven a Rachmaninov.

di Enrico Martelloni | 18 Novembre 2019

Dal foyer non scorgi ancora il teatro dei Rinnovati, sorvegliato dalla torre del Mangia che s’innalza sopra di noi. Lo gradisci appena oltrepassi la soglia. Lo apprezzi appena seduto, e con gli occhi, mentre ammiri gli stucchi, gli ori lucenti,  vedi il grande lampadario al centro del soffitto che illumina le decorazioni che rimandano al passato, recuperato dal restauro da tutti gradito. Il programma propone per Siena l’ouverture “ Coriolano”, in Do minore di Beethoven: direttore, Simone Lastrucci, Maestro dei Musici del Gran Principe, interessante ensemble emergente. L’ouverture è contemporanea alla quinta, datata 1807, tragica e di concepimento cupo, adatta alla Storia di Gneo Marcio Coriolano, dai Volsci assassinato ad Anzio. Si apre, così, con drammatico inciso che penetra irrequieto nell’anima, l’ouverture, che poi riprenderà la tonalità in bemolle della celebre sinfonia coeva, per descrivere incalzante la tragedia che si chiude nel registro grave degli archi. Splendida partitura, non solo dallo scriba apprezzata. Il corno e i timpani introducono il finale degli archi la morte di Coriolano, generale romano inviso ai Volsci traditi. Ad una tale potenza emotiva non si accosta, ma non per bravura d’interpretazione, la dichiarata  esperienza barocca dell’orchestra, per la circostanza rafforza in ambito romantico. Ma è un’idea dell’ istante. Ed anche se non esiste lo stile e un programma affine,  si riprende  in barocco il gusto della serata con la Sinfonia WQ 178 di  Carl Philipp Emanuel Bach, il più celebre dei venti figli di Sebastian: un “FANDANGO” che nel mondo mozartiano, Figaro  canta come rimprovero all’adolescente leggero Cherubino. Ardito definirlo Barocco, difficile assegnarli un’altra classificazione per l’epoca della sua stesura. La Sinfonia proposta si ascolta senza porvi questione, brillante negli archi, nei fiati e nel clavicembalo;  con l’accortezza di non confondere il barocco musicale con l’arte figurativa del secolo precedente al XVIII.  Si arriva così a Mozart, centro di questa serata musicale senese per mezzo di uno dei concerti più celebri che si completa alla breve sinfonia dell’illustre maestro della corte di Federico II re di Prussia. Protagonista, Ludovico Troncanetti, nato a Siena e pianista diplomato al conservatorio “G. Verdi” di Milano con ampia esperienza e successi, con un vastissimo repertorio di compositori, da Scarlatti a Liszt, da Beethoven a Rachmaninov. Gioca in casa Torncanetti con Mozart, niente di meno che, per il concerto nr 20 in re minore.  Il drammatico incipit degli archi  rompe l’uso galante dei concerti mozartiani precedenti. Il sincopato, ne annuncia l’esordio, anticipando il pianoforte  che più avanti con un terzo tema  chiuderà il primo movimento tra i più belli dei concerti di Mozart. La “ romanza” seguente, apre il secondo movimento col solo pianoforte, introduce un tema soave che il “tutti “ accompagna in uno stupendo equilibrio con l’orchestra. Il rondò del terzo appassiona e, brillante, conduce alla conclusione in re maggiore. Ludovico Trocanetti ne esprime con  egregia una  interpretazione che posso solo confrontare dal vivo con quella di Murray Perahia grande interprete di questo concerto. Il detto “ Nemo propheta in patria” non vale per questo artista, che invece, e con merito, questa sera a Siena è stato lungamente applaudito.

Enrico Martelloni

Pubblicato in : Cultura ed eventiTag: concerti, conservatorio, merito, milano, mondo, movimento, mozart, nato, siena

Info Enrico Martelloni

Fiorentino di nascita ma senese d’adozione, disegna su qualsiasi elemento gli capiti in mano, passando da una vignetta pungente ed irridente ad un ritratto del proprio interlocutore con estrema naturalezza. Nasconde una profonda sensibilità ai temi ucraini, ben raccontati su questo sito.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Elio Notarbartolo

    18 Novembre 2019 alle 20:07

    l’arte si nasconde dietro i nomi più impensati. Complimenti! Ti credevo una persona normale!

    Rispondi

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