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Agguati botte e provocazioni: l’antisemitismo non va in ferie

L’antisemitismo da cui il mondo è invaso è definitivo, dall’ottobre 2023 punta concretamente alla sparizione di Israele e alla cancellazione degli ebrei innanzitutto con la loro neutralizzazione sociale e culturale. Abbiamo visto come si cancellano gli ebrei dai festival, le università, il cinema, l’editoria. Adesso, in tempo di vacanze si vede un’altra faccia della cancellazione: il globo terracqueo è un affollato intreccio di strade di incontro, di visita, di raccordo, che si ravviva nella stagione in cui liberi dal lavoro, la gente viaggia, si guarda intorno, conosce, apprezza.

di Fiamma Nirenstein | 15 Agosto 2026

L’antisemitismo da cui il mondo è invaso è definitivo, dall’ottobre 2023 punta concretamente alla sparizione di Israele e alla cancellazione degli ebrei innanzitutto con la loro neutralizzazione sociale e culturale. Abbiamo visto come si cancellano gli ebrei dai festival, le università, il cinema, l’editoria. Adesso, in tempo di vacanze si vede un’altra faccia della cancellazione: il globo terracqueo è un affollato intreccio di strade di incontro, di visita, di raccordo, che si ravviva nella stagione in cui liberi dal lavoro, la gente viaggia, si guarda intorno, conosce, apprezza. Bene, se sei un ebreo non puoi guardare alle vacanze con lo stesso senso di liberazione, se per caso sei un ebreo con una kippà in testa sei invitato a metterla in tasca, una donna deve far sparire la stella di David che porta al collo, perché una gran parte delle mete turistiche è pericolosa. Ci sono ormai guide alla maggiore e minore pericolosità. Il movimento antisemita propal si prepara alla tua venuta proprio per aggredirti. La lista degli ultimi eventi è  penosa, variegata, zeppa di significati, materiale per gli studiosi. A Roma l’attacco lungo due giorni di agguati a un giovane francese in pieno centro, con spray urticante negli occhi e botte, con slogan gridati “Free Palestine”, rimanda all’assalto ai ragazzini ebrei romani in Bulgaria: antisemiti locali, islamisti importati, qui a Roma anche un pregiudicato algerino. Nella capitale, teatro nel ’43 della deportazione di 689 donne 363 uomini e 207 bambini ad Auschwitz, non ho notizia di reazioni dei passanti all’attacco in piazza Cairoli e a Largo di Torre Argentina,all’angolo della zona delle deportazioni.

Non occorre Sherlock Holmes per disegnare l’ambiente di provenienza: è il solito quadro dell’alleanza rosso-verde, la continua criminalizzazione di Israele fomenta la schiuma antisemita, la sua popolarità diventa concime per un ulteriore uso popolare, per l’allargamento sui media e nella politica alla ricerca di consenso. La cacciata dalla pizzeria napoletana dei turisti israeliani, diventa costume locale della feccia, e la feccia è carne da voto.  L’odio islamista per gli ebrei, molto simile a quello per i cristiani, diffuso dell’immigrazione e dalle teorie woke fino a conquistare il proscenio internazionale (Mamdani ne è il maggiore esempio) a minore livello agisce ovunque, e si alimenta delle teorie nate nell’immediato dopoguerra nel campo comunista. Cioè, la guerra anticoloniale e terzomondista come principale impresa morale viene usata, truffando la storia e l’opinione pubblica, contro Israele facendone uno stato coloniale e razzista, l’esatto contrario di ciò che è. Ma anche Hitler immaginò con grande successo che gli ebrei volessero dominare e impossessarsi della Germania e del mondo occidentale, che fossero degli odiosi e aggressivi parassiti. Siamo sulla stessa strada: il Ministero degli Esteri Israeliano ha invitato i turisti israeliani a stare molto lontani, cinque giorni or sono, dalle ben 110 manifestazioni antisemite indette su tutta la carta geografica greca, e la Grecia è il paese più scelto dagli israeliani, spesso 50 voli al giorno. In Olanda, ad Amsterdam un ragazzo con una maglia rossa con su scritto gloriosamente “7 ottobre” in un supermarket sfoggiava la sua gioia per l’eccidio. A Vienna sono scomparse da venerdì una madre cinquantenne e una figlia ventenne, israeliane in vacanza: si teme il rapimento terrorista; all’aeroporto di Cagliari con ritmica scadenza bande proPal aggrediscono i turisti in arrivo coi voli da Tel Aviv.. la lista è senza fine, arriva in mille diverse città negli Stati Uniti e in America latina, in Canada, nel Lontano Oriente.

La violenza ne diventa un comma, il morto è dietro l’angolo, perché l’antisemitismo che vuole distruggere gli ebrei richiede sodisfazioni, vittorie, segnali di espansione nelle Università, scuole, partiti politici… Anche segnali di espansione ideologica, e il messaggio americano di vittoria islamista è ben ascoltato: quando Giuseppe Conte annuncia che il suo primo atto una volta conquistato il potere sarà riconoscere lo stato palestinese, quando l’Avvenire fa sapere che vuole dare il premio Nobel ai bambini palestinesi, seguito da Avi Shlein, sono inviti a farsi avanti e a parteggiare. L’antisemitismo si espande a macchia d’olio con questa eco. Rumori inconsapevoli? Nemmeno un poco. Risuonano a sinistra, nei movimenti jihadisti, nei movimenti neonazifascisti.  E conquistano consenso per un antisemitismo eccitato e soddisfatto che disegna dal 7 ottobre nuovi piani e alleanze per cancellare gli ebrei.

Fiamma Nirenstein

https://www.fiammanirenstein.com/articoli/agguati-botte-e-provocazioni-l-antisemitismo-non-va-in-ferie-6685.htm

Pubblicato in : Editoriale

Info Fiamma Nirenstein

Fiamma Nirenstein ha vissuto per anni a Gerusalemme, dove è stata inviata prima per “La Stampa” e poi per “il Giornale” su cui continua a scrivere. Oggi è deputata al Parlamento italiano e vicepresidente della Commissione Esteri della Camera. Presso Rizzoli ha pubblicato L’abbandono, Islam: la guerra e la speranza.

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