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Aforismi di libertà

di Paolo Marini | 23 Dicembre 2013

Il gusto della filosofia della libertà è ben noto a Leonardo Facco, giornalista, editore e co-fondatore del Movimento Libertario, che col suo “Micropensiero Libertario” propone al pubblico una silloge di aforismi, i cui autori solo in parte sono ascrivibili alla tradizione libertaria e alla filosofia politica.

ilmicropensieroHa un gusto, una forza inconfondibile; è slancio, rischio, suggestione; non si limita a coinvolgere la razionalità dell’individuo e non si vive soltanto sui libri; è qualcosa che si può e si deve sperimentare nella lotta quotidiana – non senza sacrifici e conseguenze. Il gusto della filosofia della libertà è ben noto a Leonardo Facco, giornalista, editore e co-fondatore del Movimento Libertario, che col suo “Micropensiero Libertario” (Libreria San Giorgio, pagg. 200, € 15,00) propone al pubblico una silloge di aforismi, i cui autori solo in parte sono ascrivibili alla tradizione libertaria e alla filosofia politica. A ciò si aggiungono, nella prima parte, 50 riflessioni al seguito di altrettante citazioni: frutto di vita, di partecipazione oltre che di studio, non scevre da ironia – per lo più amara e irriverente. Perché utilizzare brevi frasi e aforismi nel proporre al lettore la cultura liberal-libertaria? Scrive Facco: “i concetti più dirompenti, affascinanti ed esaltanti stanno racchiusi dentro frasi minimaliste”; eccone alcune: “più si governa, meno si raggiunge il risultato desiderato” (Lao Tse); “disobbedire a un ordine ingiusto (…) non è soltanto un atto legittimo, ma addirittura un dovere morale” (G. Miglio); “l’unico periodo in cui la mia educazione si è interrotta è quando andavo a scuola” (G. B. Shaw); “la logica dei politici è: se una attività si sviluppa molto devi regolamentarla; se ancora si sviluppa è necessario tassarla; se inizia ad andare in crisi bisogna sussidiarla” (R. Reagan); “salva un albero, non stampare lo scontrino” (detto libertario).

Variano i bersagli di una critica radicale e mai sottomessa; ce n’è uno, tuttavia, che pare riassumerli tutti: l’ideologia collettivista e, con essa, il “ricatto” ideologico per cui se non sei per la democrazia, automaticamente sei per la dittatura. “Non è forse (…) tirannia quella propria del processo democratico che pretende di imporre a ciascun individuo un’assicurazione sanitaria o l’accantonamento di una certa somma per la vecchiaia? Tanto per noi stessi quanto per il prossimo dovremmo invocare il nome della libertà, non quello della democrazia, a cui ci siamo ridotti oggi, nella quale un parlamento di farabutti decide su tutto ciò che può mettere ai voti” (W. William). Non è forse la democrazia, per dirla con Hans-Hermann Hoppe e alla luce di una crisi che si protrae da ormai diversi anni, “il dio che ha fallito”? I paesi civili funzionano anche senza rappresentanza democraticamente eletta e un paese che non ha né elezioni democratiche né un governo eletto dalla maggioranza non cessa, per ciò stesso, di essere un paese civile.

Quelle del Micropensiero sono pagine di un combattente di lungo corso, consapevole della immanità della sfida ingaggiata che è anzitutto “rompere le catene della schiavitù mentale che ci hanno imposto” – la più ambiziosa.   La filosofia della libertà è ancora, per molti, tanti, troppi, un oggetto privo di interesse e di credibilità, impraticabile, assurdo. Forse anche per questo, in contrasto con la patria-nazione e contro i recinti innalzati dagli Stati e dalla politica, la patria di un libertario è, semplicemente, la sua famiglia, insieme a tutte quelle persone con cui, oltre qualsiasi frontiera, si ritrovi e si riconosca in idee e azioni. L’unica che gli impone rispetto, fedeltà, abnegazione.

Pubblicato in : Invito alla lettura

Info Paolo Marini

Nato a Siena nel 1965, vive a Firenze da oltre quarant’anni. Laureato in giurisprudenza nel 1991, dopo una intensa militanza politica nel Partito Liberale (1984-1993) ha scelto di impegnarsi al di fuori del sistema dei partiti. Appassionato di arte, letteratura, storia, filosofia e diritto, ha pubblicato “Dal patto al conflitto” (1999) – critica radicale alla concertazione e ai suoi riti – e due volumi di poesia – “Pomi Acerbi” (1997) e “All’oro” (2011) -, oltre a numerosi articoli per varie testate, cartacee e on line. Avvocato civilista e del lavoro e consulente di imprese, ha al proprio attivo anche pubblicazioni – libri, articoli, note di commento, check list – soprattutto in materia di diritto e procedura civile, protezione dei dati personali e responsabilità amministrativa di enti e persone giuridiche.

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