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Afghanistan, i talebani vietano la voce delle donne

Da tre anni il mondo assiste alla totale negazione dei diritti delle donne in Afghanistan da parte dei talebani.  La sharia ovvero la legge islamica è stata dichiarata la nuova fonte generale del diritto da Talebani nel 2021, successivamente al loro controllo del Paese, ma attualmente le nuove norme estendono restrizioni ulteriormente intollerabili ai diritti delle donne afghane.

di Dolores Di Mambro | 29 Agosto 2024

Da tre anni il mondo assiste alla totale negazione dei diritti delle donne in Afghanistan da parte dei talebani.  La sharia ovvero la legge islamica è stata dichiarata la nuova fonte generale del diritto da Talebani nel 2021, successivamente al loro controllo del Paese, ma attualmente le nuove norme estendono restrizioni ulteriormente intollerabili ai diritti delle donne afghane.

Lo scorso 21 agosto la nuova legge entrata in vigore, approvata dal leader supremo politico e militare, Hibatullah Akhundzada e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, emana divieti già noti nell’Emirato Islamico, ma tale promulgazione è destinata a rafforzare lo stretto controllo della popolazione.

Chiamata legge per “la propagazione della virtù e la prevenzione del vizio” è composta da 35 articoli, nei quali è presente il divieto aberrante che rende le donne invisibili.

Il provvedimento impone alle donne di coprirsi il volto e il corpo per evitare di “indurre in tentazione”, imponendo di far sentire la propria voce in pubblico, compresi canti, poesie, recite e discorsi ai microfoni. Per i talebani la voce di una donna   deve rimanere privata perché considerata un aspetto intimo “awrah”.

Inoltre alle donne è vietato indossare abiti corti e attillati, non possono guardare uomini con cui non hanno legami di sangue o matrimoniali.

Possono viaggiare su mezzi di trasporto solo se accompagnate da un “guardiano” di sesso maschile. E’ inoltre   proibito qualsiasi forma di intrattenimento “haram” o gioco.

Agli uomini è fatto divieto di tagliare la barba più corta di un pugno o di portare i capelli “all’occidentale” onde evitare di imitare lo stile degli infedeli. Non è consentito loro di portare le cravatte al collo poiché simbolo della croce.

Viene impedito a chiunque di suonare o ascoltare musica. E’ proibito pubblicare foto o immagini di qualsiasi essere umano.  Mentre altri divieti includono l’adulterio, l’omosessualità il gioco d’azzardo e il combattimento tra animali.

Il testo stabilisce varie punizioni che vanno dagli ammonimenti alle multe e agli arresti.

La Muhtaseeb ovvero la polizia morale del regime, potrà eseguire controlli per verificare l’aderenza dei cittadini alle norme, anche nella propria fera privata ispezionando strumenti informatici qualora si individuano comportamenti ritenuti immorali e in caso di recidiva, la questione verrà deferita ai tribunali.

Con quest’ultimo editto le donne non hanno tregua, oltre a perdere l’accesso all’istruzione e al lavoro ora si trovano ad affrontare crescenti minacce di violenza di genere un altro serio colpo ai loro diritti alla libertà di movimento, e qualsiasi libertà e dignità in quanto donne.

Ogni spetto della loro vita ad ogni età è limitato, sradicate dalla vita pubblica vietando loro di coltivare sogni, aspirazioni  ogni scelta e diritto di essere.

L’Unione europea così come il resto del mondo, appare sconcertata su queste nuove restrizioni imposte alle donne che potrebbero configurarsi come persecuzioni di genere , un vero e proprio crimine contro l’umanità.

Dolores Di Mambro

Pubblicato in : Primo pianoTag: afghanistan, anni, lavoro, mondo, movimento, multe, nuova legge, polizia, regime

Info Dolores Di Mambro

Pedagogista con esperienza nella consulenza pedagogica e assistenza specialistica, agendo attraverso l’affiancamento, sostegno e relazione.
Docente di Scienze Umane, Storia e Filosofia, estremamente motivata e dotata di approccio riflessivo e analitico, rapportandomi agli studenti e famiglie con empatia, cordialità e professionalità. Animata da spirito di ricerca e sperimentazione per avvicinarmi alle esigenze degli alunni, promuovendo un dialogo aperto anche in contesti multiculturali. Dedita a svolgere il proprio lavoro applicando le proprie competenze da consentire apprendimento con metodologie formative che mirino alla condivisioni al fine di motivare gli allievi. Ambiziosa, motivata e in grado di lavorare in gruppo, dedita a creare e alimentare un ambiente di lavoro positivo per tutti ed integrare conoscenze provenienti da ambiti differenti. Dotata di buone competenze organizzative e comunicative con un marcato senso del dovere congiunto a grande entusiasmo. Intraprendente e dinamica, appassionata di lettura, autrice di molti articoli giornalistici e creativa nelle idee e scrupolosa nella stesura, collaborando con varie testate giornalistiche a livello locale, nazionale e internazionale.

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