
Da tre anni il mondo assiste alla totale negazione dei diritti delle donne in Afghanistan da parte dei talebani. La sharia ovvero la legge islamica è stata dichiarata la nuova fonte generale del diritto da Talebani nel 2021, successivamente al loro controllo del Paese, ma attualmente le nuove norme estendono restrizioni ulteriormente intollerabili ai diritti delle donne afghane.
Lo scorso 21 agosto la nuova legge entrata in vigore, approvata dal leader supremo politico e militare, Hibatullah Akhundzada e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, emana divieti già noti nell’Emirato Islamico, ma tale promulgazione è destinata a rafforzare lo stretto controllo della popolazione.
Chiamata legge per “la propagazione della virtù e la prevenzione del vizio” è composta da 35 articoli, nei quali è presente il divieto aberrante che rende le donne invisibili.
Il provvedimento impone alle donne di coprirsi il volto e il corpo per evitare di “indurre in tentazione”, imponendo di far sentire la propria voce in pubblico, compresi canti, poesie, recite e discorsi ai microfoni. Per i talebani la voce di una donna deve rimanere privata perché considerata un aspetto intimo “awrah”.
Inoltre alle donne è vietato indossare abiti corti e attillati, non possono guardare uomini con cui non hanno legami di sangue o matrimoniali.
Possono viaggiare su mezzi di trasporto solo se accompagnate da un “guardiano” di sesso maschile. E’ inoltre proibito qualsiasi forma di intrattenimento “haram” o gioco.
Agli uomini è fatto divieto di tagliare la barba più corta di un pugno o di portare i capelli “all’occidentale” onde evitare di imitare lo stile degli infedeli. Non è consentito loro di portare le cravatte al collo poiché simbolo della croce.
Viene impedito a chiunque di suonare o ascoltare musica. E’ proibito pubblicare foto o immagini di qualsiasi essere umano. Mentre altri divieti includono l’adulterio, l’omosessualità il gioco d’azzardo e il combattimento tra animali.
Il testo stabilisce varie punizioni che vanno dagli ammonimenti alle multe e agli arresti.
La Muhtaseeb ovvero la polizia morale del regime, potrà eseguire controlli per verificare l’aderenza dei cittadini alle norme, anche nella propria fera privata ispezionando strumenti informatici qualora si individuano comportamenti ritenuti immorali e in caso di recidiva, la questione verrà deferita ai tribunali.
Con quest’ultimo editto le donne non hanno tregua, oltre a perdere l’accesso all’istruzione e al lavoro ora si trovano ad affrontare crescenti minacce di violenza di genere un altro serio colpo ai loro diritti alla libertà di movimento, e qualsiasi libertà e dignità in quanto donne.
Ogni spetto della loro vita ad ogni età è limitato, sradicate dalla vita pubblica vietando loro di coltivare sogni, aspirazioni ogni scelta e diritto di essere.
L’Unione europea così come il resto del mondo, appare sconcertata su queste nuove restrizioni imposte alle donne che potrebbero configurarsi come persecuzioni di genere , un vero e proprio crimine contro l’umanità.
Dolores Di Mambro

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