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AFFAMARE LA BESTIA. ANCHE GIAVAZZI SI CONVERTE. SI PUO’ TAGLIARE LA SPESA PUBBLICA SOLO SE “COSTRETTI” DAL RIDOTTO GETTITO FISCALE

di Redazione Pensalibero.it | 22 Gennaio 2008

“Giù le tasse. Ora o mai più” Così il fondo del Corriere della Sera, a firma di Francesco Gavazzi, di lunedì 21 gennaio. Nel testo il professore della Bocconi contesta le affermazioni di Draghi che aveva chiesto il taglio delle tasse solo dopo aver ridotto la spesa pubblica. La relazione fra tasse e spesa pubblica è del tutto evidente. Le prime servono a reperire le risorse per garantire la seconda. Più alta sarà la spesa pubblica più alta dovrà essere l’imposizione fiscale. Fin qui tutti d’accordo. Le differenze invece nascono se e quando si entra nell’ordine d’idee di dover tagliare. Fino ad ieri erano solo i pochi “liberali” in circolazione a parlare di riduzione fiscale, anche se ormai tanti economisti hanno da tempo dimostrato, grazie alla “curva di Laffer”, che, in progresso di tempo, il gettito aumenta solo se le tasse diminuiscono. Ora anche in settori del centrosinistra, da sempre concettualmente più incline allo statalismo, ci si comincia ad accorgere che il motto “le tasse sono belle” , oltre a non essere vero, non è nemmeno funzionale allo sviluppo economico. Fatto dunque il primo passo, tagliare, resta il secondo scoglio. Si taglia prima la spesa o si tagliano prima le tasse? Nella scorsa legislatura Berlusconi fu travolto da un’ondata di critiche per aver proceduto ad una sia pur minima limatura delle imposte senza aver provveduto nel contempo a tagliare la spesa pubblica. Ora, almeno per la sponda Gavazzi, che comunque rappresenta l’ala più avanzata, anche se nettamente minoritaria, del centrosinistra, verrebbe la voglia di dire “la foglia di fico” del governo sul fronte liberale, cade anche il secondo tabù: bisogna tagliare le tasse, a prescindere. Sarà poi il taglio delle tasse, e quindi le minori entrate, ad obbligare il governo a tagliare la spesa pubblica. E’ la politica conosciuta attraverso l’espressione “affamare la bestia”, dove la bestia è appunto la spesa pubblica. La frase “affamare la bestia” si deve a due studiosi americani Jonathan Baron, professore di psicologia alla Università della Pennsylvania, ed Edward J. McCaffery, docente di economia applicata al California Institute of Technology. Noi, per il poco che conta, siamo d’accordo. Bisogna però cominciare a spiegare alla gente il meccanismo e coinvolgere le persone nella scelta dei settori da sottoporre a dimagrimento. Non sarà facile e non sarà indolore. Ma è l’unica strada se vogliamo davvero riportare il Paese sulla strada di uno sviluppo possibile.

Raimondo Magnini

Pubblicato in : Primo piano

Info Redazione Pensalibero.it

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. Puccio cartoni

    25 Gennaio 2008 alle 13:10

    “Bisogna però cominciare a spiegare alla gente il meccanismo e coinvolgere le persone nella scelta dei settori da sottoporre a dimagrimento. Non sarà facile e non sarà indolore. Ma è l’unica strada se vogliamo davvero riportare il Paese sulla strada di uno sviluppo possibile.” Appunto ,sembrerebbe di poter dire “elementare Whatson !” . Epperò il grido dei padroni del vapore si alza subito terrificante : si sacrificano le pensioni ,la sanità ,il welfare ! Anche questo è il giochino delle tre carte , e la donna di denari viene spostata rapidamente per impedire il riconoscimento della posizione. Chi spiegherà alla gente che il costo di mantenimento di “onorevoli” ed affini ( una folla !)andrebbe sottoposto a verifica più attenta ? Chi avvertirà che sarebbe bene snellire certe burocrazie poco produttive sul piano sociale ,ma fondamentali per il mantenimento di parenti ,supporters ed alleati ? Purtroppo – e non è un voler vendette ad ogni costo – sintanto che le ricompense per l’impegno politico si manterranno su certi livelli di straordinarietà (rispetto ai livelli della normale cittadinanza ) ,sarà veramente difficile procedere ad un risanamento . Più che “coinvolgere le persone “( termine generico ed indefinito ) si dovrebbe coinvolgere chi di questi andazzi beneficia oltre il dovuto :non si tratta della popolazione , ma di chi , per “rappresentarla”,presenta conti personali oltre la media e la decenza. Si dovrebbe dare il via ,quindi ,ad una specie di “autotassazione”….credete che un Tommaso Padoa Schioppa , ad esempio , continuerebbe a dire che le tasse sono bellissime ? Chi affamerà la Casta ?

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