Dopo le passate gestioni, sembra che i nuovi vertici, il Presidente della Regione Enrico Rossi e il Sindaco di Firenze Matteo Renzi, abbiano preso a cuore il problema in modo deciso. Ma restano le forti resistenze dei sindaci della Piana e della Provincia di Prato. Ognuno ha fatto ai suoi elettori delle promesse, ha preso impegni di “corrente”, ha presentato la propria faccia.
Così, il 23 febbraio u.s., dopo sei ore di discussione infuocata presso la sede della Giunta Regionale, in attesa che le industrie mondiali mettano a punto aerei passeggeri a decollo verticale (come gli Harrier), tutto torna in standby. Come sempre, a Firenze vincono le fazioni: Guelfi e Ghibellini, Bianchi e Neri, pragmatici e romantici.
Ma di cosa stiamo parlando? Di balocchi o di cose serie? Il problema dell’orientamento della pista, dal punto di vista della convenienza della cittadinanza, non esiste (come già sostenevo il 14.3.2010, su pensalibero: “Peretola può aumentare la propria capacità soltanto dotandosi di una pista parallela all’autostrada. Non vi sono alternative plausibili.”). Oggi ne sono ancora più convinto anche perché, mentre tutti gli altri problemi sono risolvibili (inquinamento acustico, perimetro del parco, numero di voli, dimensioni degli aeromobili, etc.), quello della posizione e lunghezza della pista di decollo/atterraggio non lo è. Finalmente, qualcuno lo ha dimostrato, carte alla mano: quello di Peretola può diventare uno dei sette aeroporti strategici italiani solo nel caso che la pista sia parallela all’autostrada (studio commissionato da ENAC a One Work, Kpmg e Nomisma e consegnato al Ministro Matteoli).
E’ di tutta evidenza che l’unica soluzione “logica” è quella che, dopo anni di incertezze, reticenze, falsi problemi e interessi politici contrari a quelli dei cittadini, è stata individuata nella pista parallela all’autostrada. L’unica soluzione che, collegando Firenze e il suo hinterland con il mondo, potrebbe garantire un futuro di sviluppo economico all’intero territorio.
Ma un’altra cosa, purtroppo, è altrettanto certa: più il tempo passerà (negli anni sessanta intorno a Peretola c’erano soltanto campi e lo spazio era abbondante) e più che i contrari allo sviluppo dell’aeroporto di Firenze avranno “ragione”. Nuovi insediamenti di vario tipo sorgeranno intorno a Peretola e il problema diventerà così difficile da essere irrisolvibile.
Forse è proprio questo che qualcuno si augura, magari speculandoci un po’ sopra………
Andrea Viero

No, proporrei di non costruirne altri. Non è ridicolo che l’accoppiata Galilei-Vespucci voglia competere con Bologna che dista meno di 100 km? E poi si crede davvero che il domani sarà quello che ci viene martellato oggi? Un’umanità brada per i cieli, tutti dovunque e dovunque per tutti?
E’ vero quanto dice Marzio Siracusa. Difatti, al Galilei di Pisa (con la FI-PI-LI e l’autostrada Azzurra a fargli da cornice), poco tempo fa, si schiantò ai margini dell’autostrada un aereo militare. Con l’attuale pista del Vespucci, ortogonale all’autostrada, e Brozzi subito al di là per mancanza di spazio, quanti aerei hanno concluso il loro rullaggio alle reti di recinzione? Forse il problema è un altro anche perché, se fosse questo, sarebbe immodificabile per l’Italia.
Gli aeroporti di Fiumicino (contenuto fra l’autostrada Fiumicino-Roma a sud e quella Azzurra a est), di Ciampino (con la circovallazione davanti e l’Appia Nuova dietro), di Linate (Idroscalo da una parte e autostrada dall’altra), di Venezia (affiancato dalla Statale 14 e dall’autostrada A27) e tutti gli altri aeroporti italiani, hanno strade e autostrade, agglomerati urbani e città, adiacenti o vicine. Vogliamo dunque fare gli “originali” e proporre di chiuderli tutti?!……
E’ anche di tutta evidenza chiedersi da dove passeranno le autoambulanze quando l’impoderabile, ma certo nelle probabiltà, farà schiantare un aereo sull’autostrada.