In Italia il Partito Socialista non è stato oscurato dalla volontà popolare o dagli eventi storici internazionali, così com’è avvenuto per il Partito Comunista Italiano, travolto dalle macerie del “Muro” di Berlino, bensì dagli stessi socialisti, pusillanimi e incapaci di resistere all’assalto della magistratura, sferrato contro la D.C. e il P.S.I. nel momento delicato degli equilibri politici internazionali.
I socialisti più pavidi, abiurando la propria fede, si sono prostituiti ai comunisti per sottrarsi alle ire dei magistrati. Molti altri si sono nascosti tra i muri domestici. Altri ancora, si sono accodati ai Berlusconiani nella lotta di resistenza contro le Toghe rosse.
Negli ultimi quattordici anni, i socialisti irriducibili, degni eredi di Bettino Craxi, hanno tentato, per ben quattro volte, di ricomporre il Partito, senza riuscirvi per il tradimento di coloro i quali oggi chiamano a raccolta i vecchi compagni per non cancellare dalla storia politica italiana il socialismo. La decisione di ricomporre la diaspora socialista è stata presa troppo tardi e solo dopo l’impossibilità di realizzare un’alleanza, sia con il Partito Democratico, sia con i Radicali e i Liberali.
Gli organizzatori della nuova rifondazione socialista non hanno le qualità politiche per un’impresa notoriamente ardua e difficile. A ciò, va aggiunto che essi non sono più credibili. Tantissimi socialisti non si sentono rappresentati dagli attuali dirigenti nazionali e sono amareggiati per la nuova umiliazione elettorale che sopporterà il socialismo, che pure ha dato all’Italia benessere economico, sviluppo civile, libertà e democrazia.
Oggi, in Italia, è proprio la democrazia a correre i rischi maggiori. La politica portata avanti dai due grossi partiti non lascia sperare nulla di buono. Essi hanno, di fatto, annullato la centralità dell’uomo, sancita dalla Carta costituzionale e stanno programmando la fine dei piccoli partiti, quali reali supporti della democrazia.
Veltroni, alleandosi con il giustizialista, On. Di Pietro e annettendo la deludente compagine radicale, ha confermato il suo DNA stalinista, come, dall’altra parte, Berlusconi, alleandosi con il separatista onorevole Bossi, sarà costretto a porre un confine tra il nord e il sud d’Italia.
Il Partito Socialista Italiano riprenderà certamente il suo cammino storico dopo le votazioni politiche prossime, quando gli attuali obsoleti dirigenti nazionali saranno collocati a riposo per libera decisione popolare.
Saranno i giovani socialisti a riprendere la politica da dove l’ha lasciata Bettino Craxi e a conquistare l’autonomia e l’identità ideologica da rimettere al servizio dei bisogni e dei meriti di tutti gli italiani.
Il Socialista Autonomo Domenico Civitano Bitetto(BA)

Il voto dato chiudendo gli occhi , pur sperando in bene , dichiarando il classico “beh ,io sono sempre stato dell’idea….” ,non solo è contrario alla normale e consapevole coscenza civica dell’elettore ,ed alla logica di qualsiasi ragionamento ; ma appare chiaramente atteggiamento succube di quel “credere ,obbedire ,combattere” che un tempo ebbe a catalizzare l’attenzione della maggioranza degli italiani .
Di fronte a simili posizioni di fede (veramente pochissimo “laica”) , mi sembra ci sia poco da discutere . Si può solo sperare che l’esortazione sia poco seguita . Potrebbe essere un segnale del recupero di consapevolezza nell’ elettorato ,che ,pur ridotto in schiavitù ,rifiuta di accettare le catene di una delle tante “cupole” che obnubilano le menti.
Meglio aver torto…., ricordava Pietro Nenni.
Quanto al “de profundis”, Gino, spero ve ne siano tanti altri prima dei socialisti: Di qualsiasi componente questi ultimi siano.
Caro Paolo,
Ognuno è libero di fare, e votare, ciò che crede, ma sul nome del Socialismo non è consentito di giocare a fare i sentimentalismi.
Detto questo con Voi sentimentali ne riparliamo proprio se è necessario dopo il 14 aprile.
Concordo con Civitano che sul coinvolgimento di Gesù state toccando il fondo.
Ma mi sono imposto di non parlare del “PS” per cui non commento più nel profondo.
un caro saluto
Gino
Caro Giampaolo, ho desiderato tanto la composizione della diaspora socialista per ritornare, a pieno titolo, a fare politica in difesa dei deboli e per il riconoscimento dei bisogni e dei meriti di tutti i cittadini italiani. Il Partito Socialista di Boselli non è l’unità dei socialisti, bensì lo SDI allargato, che lotta per la propria sopravvivenza, sapendo di essere in naturale estinzione. Sono le dichiarazioni di Angius, di Spini, dello stesso Boselli, a confermare che si è lontani anni luce dall’unificazione attesa e desiderata dai vecchi compagni. Il Partito di Boselli rasenta il ridicolo con lo spot elettorale, che coinvolge Gesù nella politica socialista, mentre si sostiene che bisogna annullare il concordato con lo Stato Pontificio. Tali considerazioni non possono essere definite affermazioni contorte dovute ad un sentimentalismo superato dalla realtà storica del momento, come ammonisce il caro e stimato Gino. Il quindici aprile prossimo sarà il giorno della verità. In altre parole, si potrà capire, dalle dichiarazioni che saranno pronunziate dai dirigenti nazionali, se il Partito Socialista riprenderà, autonomamente, il proprio cammino storico o scomparirà dalla scena politica.
Domenico Civitano Bitetto(BA)
Caro Gino, noi sentimentali abbiamo letto il libro “cuore” di De Amicis.
Tu sei molto più “pragmatico” e stimoli il voto alla tua assistita serba candidata nelle liste “arcobaleno”
Ognuno è libero di fare ciò che crede.
Lascia che noi facciamo lo stesso. O no?
Caro Paolo, il ragionamento di Voi sentimentali è talmente contorto che mi fa venire il mal di testa.
Soprattutto dopo una giornata piena.
Comunque ne riparliamo dopo il 14.
un caro saluto
Gino
Hai ragione mimì, però ormai il latte è stato versato.
Indietro non si può tornare, anche se abbiamo dato molto e avremmo dovuto avere maggiori soddisfazioni. Ma cosa vuoi: questa è l’Italia.
Io mi consolo solo pensando che TUTTI gli altri sono peggiori di noi, ma come sempre accade dall’epoca di Pilato (vado giù sul pesante!), si è sempre scelto Barabba e demonizzato il Cristo (povero cristo!).
Io voto convintamente PS – non per Boselli, ovviamente, ma per la speranza futura, senza ideali e con questi partiti “belli senz’anima”, non si va da nessuna parte.