Da una presenza in parlamento è possibile ripartire per il nuovo soggetto laico e riformista. Il segretario del PSI Nencini ha fatto, nella circostanza, ciò che si richiede ad un vero leader.

Cerchiamo di ragionare razionalmente, non con i sentimentalismi o, peggio, spinti da improduttive nostalgie.
La sensazione, in questa fase della campagna elettorale, è che la vittoria del centrosinistra sia tutt’altro che scontata. Una lista percepita come espressione del riformismo laico avrebbe probabilmente contribuito ad una immagine complessivamente più equilibrata della coalizione di quanto, assieme al PD di Bersani e SEL di Vendola, non riesca a fare il Centro Democratico di Bruno Tabacci.
Ma al segretario del PSI, Riccardo Nencini, si deve riconoscere di avere avuto il coraggio di esercitare fino in fondo il suo ruolo di leader, imponendo una scelta che, in ogni caso, rientra fra quelle utili a rafforzare la prospettiva di un soggetto politico nuovo, autonomo e ispirato alla cultura laica e riformista.
Le condizioni della presenza di candidati socialisti e laici nelle liste PD (autonomia politica e organizzativa nei gruppi parlamentari, patto di consultazione sulle principali questioni, rappresentanza nel governo) non ledono gli elementari principi della dignità politica. Sul numero degli eletti si può discutere ma, realisticamente, una lista autonoma difficilmente ne avrebbe avuti di più.
In conclusione: qualche malumore che ha accompagnato in casa socialista le ultime fasi della trattativa si giustiofica alla luce di comprensibili aspettative personali. Gli elementi importanti in gioco erano, il contributo alla vittoria della coalizione e la salvaguardia della presenza e della prospettiva di un soggetto laico e liberalsocialista. Sul primo, è legittimo pensare che una lista autonoma avrebbe potuto contribuire maggiormente; ma la valutazione, in ogni caso, è stata, giocoforza, condivisa dalla coalizione tenendo conto degli interessi complessivi.
Quanto alla prospettiva, da una presenza in parlamento e al governo è possibile ripartire per dare vita al nuovo soggetto laico e riformista. Il segretario del PSI Nencini, come abbiamo detto, ha fatto, nella circostanza, ciò che si richiede ad un vero leader. Ha ascoltato le diverse e non collimanti posizioni, valutato i rischi di un eventuale fallimento che avrebbe potuto compromettere definitivamente l’esistenza del suo partito e si assunto in pieno le responsabilità del segretario. Ha chiuso una fase in attesa di aprirne un’altra, quella della edificazione di un soggetto ben più largo dell’attuale PSI. Che non potrà nascere con la vecchia illusione di mettere assieme vecchi cocci. Sarà indispensabile una chiara identità, un nucleo di proposte riformiste, un leader ed un gruppo dirigente credibili.
Solo così la cultura laica, liberale e socialista, rinnovata e aggiornata, potrà avere rilevanza politica.

Difficilmente chi si pone nell’area socialista possa essere contento della scelta di Nencini, ma se abbiamo il coraggio di guardare alle proiezioni elettorali penso che sia stata l’unica scelta per potere avere dei posti in parlamento. A questo punto ,a mio avviso, coloro che avranno la fortuna di essere eletti dovranno avere la volontà di rilanciare quel progetto laico e socialista distinguendosi dagli altri portando avanti con forza quelle tesi che fino ad oggi non e stato possibile lanciare in quanto mancanti di cassa di risonanza come quella parlamentare. Possiamo fare congressi,possiamo incontrarci quante volte vogliamo , ma all’elettorato possiamo arrivare soltanto dimostrando il nostro impegno in parlamento. Se poi questo accordo è stato fatto soltanto per occupare poltrone , allora è un’altra cosa.
Frase colta al volo da Nencini : il lavoro rende liberi ! Mi sembrava di averla sentita da qualche altra parte…
A mio avviso Nencini ha commesso un grave errore politico. Egli ha ripetuto lo stesso errore che fece Bobo Craxi quando si lasciò sedurre dalla sirena D’Alema. Oggi, come allora, il PD ha tutto l’interesse a far capire agli ingenui elettori che l’anima del partito è socialista. La logica del PD è di essere socialista in Europa e comunista in Italia. De Martino quando tentò di costruire una grande sinistra unendosi al PCI, il PSI precipitò al 6% o 7% di voti. Nencini avrebbe deciso da solo di fare l’alleanza politica con il PD. Che io sappia non c’è stata nemmeno una riunione dell’esecutivo del Partito. Non parlo di errore doloso, ma di errore di calcolo politico. Determinate decisioni devono scaturite da un regolare congresso. Il Partito Socialista, quello di Nenni, di Pertini, di Lombardi, di Macini e in particolar modo di Bettino Craxi deve riprendere il cammino politico in assoluta autonomia e autorevolezza nel rapporto con gli altri Stati e nel programmare realisticamente lo sviluppo socio-economico del Paese. Spesso, quando i socialisti sbagliano mi torna in mente la poesia “ All’Italia” di Giacomo Leopardi.
Caro Nencini, legga la poesia prima di andare avanti.
ALL’ITALIA
O patria mia, vedo le mura e gli archi
E le colonne e i simulacri e l’erme
Torri degli avi nostri,
Ma la gloria non vedo,
Non vedo il lauro e il ferro ond’eran carchi
I nostri padri antichi. Or fatta inerme,
Nuda la fronte e nudo il petto mostri.
Oimè quante ferite,
Che lividor, che sangue! oh qual ti veggio,
Formosissima donna! Io chiedo al cielo
E al mondo: dite dite;
Chi la ridusse a tale? E questo è peggio,
Che di catene ha carche ambe le braccia;
Sì che sparte le chiome e senza velo
Siede in terra negletta e sconsolata,
Nascondendo la faccia
Tra le ginocchia, e piange.
Piangi, che ben hai donde, Italia mia,
Le genti a vincer nata
E nella fausta sorte e nella ria.
Se fosser gli occhi tuoi due fonti vive,
Mai non potrebbe il pianto
Adeguarsi al tuo danno ed allo scorno;
Che fosti donna, or sei povera ancella.
Chi di te parla o scrive,
Che, rimembrando il tuo passato vanto,
Non dica: già fu grande, or non è quella?
Perché, perché? dov’è la forza antica,
Dove l’armi e il valore e la costanza?
Chi ti discinse il brando?
Chi ti tradì? qual arte o qual fatica
O qual tanta possanza
Valse a spogliarti il manto e l’auree bende?
Come cadesti o quando
Da tanta altezza in così basso loco?
Nessun pugna per te? non ti difende
Nessun de’ tuoi? L’armi, qua l’armi: io solo
Combatterò, procomberò sol io.
Dammi, o ciel, che sia foco
Agl’italici petti il sangue mio.
Dove sono i tuoi figli? Odo suon d’armi
E di carri e di voci e di timballi:
In estranie contrade
Pugnano i tuoi figliuoli.
Attendi, Italia, attendi. Io veggio, o parmi,
Un fluttuar di fanti e di cavalli,
E fumo e polve, e luccicar di spade
Come tra nebbia lampi.
Né ti conforti? e i tremebondi lumi
Piegar non soffri al dubitoso evento?
A che pugna in quei campi
L’itala gioventude? O numi, o numi:
Pugnan per altra terra itali acciari.
Oh misero colui che in guerra è spento,
Non per li patrii lidi e per la pia
Consorte e i figli cari,
Ma da nemici altrui
Per altra gente, e non può dir morendo:
Alma terra natia,
La vita che mi desti ecco ti rendo.
Oh venturose e care e benedette
L’antiche età, che a morte
Per la patria correan le genti a squadre;
E voi sempre onorate e gloriose,
O tessaliche strette,
Dove la Persia e il fato assai men forte
Fu di poch’alme franche e generose!
Io credo che le piante e i sassi e l’onda
E le montagne vostre al passeggere
Con indistinta voce
Narrin siccome tutta quella sponda
Coprìr le invitte schiere
De’ corpi ch’alla Grecia eran devoti.
Allor, vile e feroce,
Serse per l’Ellesponto si fuggia,
Fatto ludibrio agli ultimi nepoti;
E sul colle d’Antela, ove morendo
Si sottrasse da morte il santo stuolo,
Simonide salia,
Guardando l’etra e la marina e il suolo.
E di lacrime sparso ambe le guance,
E il petto ansante, e vacillante il piede,
Toglieasi in man la lira:
Beatissimi voi,
Ch’offriste il petto alle nemiche lance
Per amor di costei ch’al Sol vi diede;
Voi che la Grecia cole, e il mondo ammira.
Nell’armi e ne’ perigli
Qual tanto amor le giovanette menti,
Qual nell’acerbo fato amor vi trasse?
Come sì lieta, o figli,
L’ora estrema vi parve, onde ridenti
Correste al passo lacrimoso e duro?
Parea ch’a danza e non a morte andasse
Ciascun de’ vostri, o a splendido convito:
Ma v’attendea lo scuro
Tartaro, e l’onda morta;
Né le spose vi foro o i figli accanto
Quando su l’aspro lito
Senza baci moriste e senza pianto.
Ma non senza de’ Persi orrida pena
Ed immortale angoscia.
Come lion di tori entro una mandra
Or salta a quello in tergo e sì gli scava
Con le zanne la schiena,
Or questo fianco addenta or quella coscia
Tal fra le Perse torme infuriava
L’ira de’ greci petti e la virtute.
Ve’ cavalli supini e cavalieri;
Vedi intralciare ai vinti
La fuga i carri e le tende cadute
E correr fra’ primieri
Pallido e scapigliato esso tiranno;
Ve’ come infusi e tinti
Del barbarico sangue i greci eroi,
Cagione ai Persi d’infinito affanno,
A poco a poco vinti dalle piaghe,
L’un sopra l’altro cade. Oh viva, oh viva:
Beatissimi voi
Mentre nel mondo si favelli o scriva.
Prima divelte, in mar precipitando,
Spente nell’imo strideran le stelle,
Che la memoria e il vostro
Amor trascorra o scemi.
La vostra tomba è un’ara; e qua mostrando
Verran le madri ai parvoli le belle
Orme del vostro sangue. Ecco io mi prostro,
O benedetti, al suolo,
E bacio questi sassi e queste zolle,
Che fien lodate e chiare eternamente
Dall’uno all’altro polo.
Deh foss’io pur con voi qui sotto, e molle
Fosse del sangue mio quest’alma terra.
Che se il fato è diverso, e non consente
Ch’io per la Grecia i moribondi lumi
Chiuda prostrato in guerra,
Così la vereconda
Fama del vostro vate appo i futuri
Possa, volendo i numi,
Tanto durar quanto la vostra duri.
Pur provenendo da tutt’altra formazione culturale e politica, mi aumenta a dismisura la tentazione di dare una mano a Giannino
Nencini ha fatto una mossa sciagurata per due motivi 1) questo accordo è la chiusura del cerchio di una strategia completamente in antitesi al nuovo processo di coinvolgimento del corpo elettorale che è stato sancito dalle primarie prima e dalle parlamentarie. Il Psi rinuncia a presentare un candidato alle primarie e poi alle parlamentarie. 2) Le questioni dell’autonomia politica e patto di consultazione sono soltanto specchietti per le allodole.Poveri illusi chi ci crede. L’esperienza radicali inclusi nel Pd ha mostrato che si tratta di una strategia perdente.
bene per me è ciò che sta facendo,ma per me siamo soltanto all’inizio ,già scontata pubblicamente da lui stesso ,ora il bello dovrà arrivare come? la parola magica ricostruire ,fortificare anche con le idee più rivoluzionarie pacifiste, la storia dice chi erano i nostri padri! è solo cosi che brilleremo di nuovo! molte idee ma unite in una grande famiglia! quella socialista!! auguri segretario ma auguri anche a noi socialisti. (un faro si accende all’orizzonte )!!!!
Spero sia vero che il psi non si presenterà con il pd, dopo tutti gli smacchi ed insulti del patto precedente da parte di pd-idv. Il tempo sarà galantuomo con i socialisti, anche se ii tempo oggi é avaro. Credo sia fondamentale riprendere con serietà tutta la storia del psi che ha avuto troppi e grossi problemi con il pd che ha sempre e storicamente avuto una struttura e ideali non compatibili con le democrazie europee. forse l’errore di bettino fu di aprire la porta anche per l’europa a questo partito di 3 nomi. E’ veramente indispensabile che i vecchi o nuovi simpatizzanti capiscano il nuovo programma, adatto ai tempi di oggi e domani. luciano