Parte dal Piemonte un odg che chiede a Renzi di non ricandidare gli eurodeputati responsabili della disfatta “sui diritti sessuali e riproduttivi”.

La relazione tocca argomenti “sensibili” su aborto e dintorni, temi sui quali sono note le divergenze all’interno del partito democratico. Ma il problema, in questo caso, è soprattutto il metodo, perché gli eurodeputati del PD non solo sono andati al voto in ordine sparso. Hanno cercato anche di coprire il loro atteggiamento con piccole furbizie allo scopo di supplire alla mancanza di una franca discussione ritenuta evidentemente o prematura o tardiva.
Ora, in una sezione PD di Torino, ha preso il via la discussione grazie ad un ordine del giorno presentato da Claudio Bellavita che intende censurare quanto avvenuto e, addirittura, impedire la ricandidatura di alcuni di questi parlamentari. Rendendo noto questo ordine del giorno, Bellavita, che ha alle spalle una lunghissima militanza nella sinistra lombardiana del PSI, ha lasciato intendere che la discussione si estenderà all’intero Piemonte, tanto da prevedere un suo impegno per alcune settimane su questo fronte.
Pubblichiamo integralmente l’O.d.G., utilissimo anche per capire quanto le manovre, i trabocchetti e le astuzie parlamentari non siano una esclusiva prerogativa italiana.
“La commissione del parlamento europeo per i diritti della donna e l’eguaglianza di genere ha approvato a larga maggioranza una “relazione sui diritti sessuali e riproduttivi” stesa dalla portoghese Edite Estrela, contenente 36 raccomandazioni (vedi allegato) per l’Unione europea e gli stati membri. In sede di lavori preparatori nessuno ha sollevato l’argomento che si tratta di materia di competenza degli stati membri, furbescamente sollevato in assemblea generale per mobilitare i conservatori non cattolici: figurarsi, di questi tempi l’UE si occupa anche di come dobbiamo allacciarci le scarpe….
Tale relazione, portata in assemblea plenaria, è stata bocciata con la mobilitazione straordinaria del PPE , il voto determinante di 6 eurodeputati del PD: il capogruppo PD Davide Sassoli, Vittorio Prodi, Patrizia Toja,Silvia Costa, Franco Frigo,Mario Pirillo, e l’assenza di altri 5 eurodeputati del PD .
E’ successo che il governo conservatore spagnolo ha deciso di modificare la legge sull’aborto, di fatto vietandolo salvo i casi in cui era già ammesso dai franchisti , cedendo alle energiche pressioni dell’Opus Dei e del suo ramo specialistico, il “movimento per la vita” (quelli che tendono agguati fino all’ultimo minuto alle donne già traumatizzate per conto loro da una decisione dolorosa: siamo a pochi passi dalle tecniche terroristiche dei fanatici USA contro i medici e gli infermieri, ma sappiamo che non c’è limite al fanatismo) A questo punto sono state mobilitate tutte le risorse di un cattolicesimo indietro di almeno un papa e si è investito anche il parlamento europeo, dove tutti i cattolici sono stati mobilitati per unirsi ai conservatori che probabilmente cavalcheranno questi temi nella prossima campagna elettorale.
Tra le raccomandazioni c’erano anche quelle per la lotta all’omofobia, ma i nostri magnifici 6 non ci hanno fatto caso (potevano chiedere la votazione per argomenti separati). E poi, una delle loro ispiratrici, la sen. Binetti adesso fortunatamente non più nel PD, è una psichiatra che sostiene che l’omosessualità è una malattia, e che lei l’ha curata con successo (vorrei intervistare i poveretti che sono passati per le sue fanatiche mani).
Tutto ciò premesso, il circolo 1 di Torino invita il segretario Renzi e la direzione:
-a non ricandidare nessuno di questi 6 eurodeputati, alcuni dei quali di indubbio valore, ma che si trovano dalla parte sbagliata non solo della disciplina di partito e del processo di costruzione del PSE, ma anche da un tema importante della prossima campagna elettorale europea.
-a verificare con rigore le ragioni dell’assenza dei 5: l’assenteismo è un malcostume diffuso tra gli europarlamentari italiani, e contribuisce a determinare la scarsa considerazione in cui siamo tenuti in sede europea.

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