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A SCANDICCI UNA SALA COMUNALE PER I FUNERALI IN FORMA LAICA

Il Comune di Scandicci metterà a disposizione una sala per le cerimonie funebri di carattere laico. Lo ha deciso il Consiglio comunale che, su proposta di Gennaro Oriolo ha approvato una mozione sottoscritta da PD, PSI e Italia dei Valori.

di Gennaro Oriolo | 25 Gennaio 2010

Il Comune di Scandicci metterà a disposizione una sala per le cerimonie funebri di carattere laico. Lo ha deciso il Consiglio comunale che, su proposta di Gennaro Oriolo ha approvato una mozione sottoscritta da PD, PSI e Italia dei Valori. Questo il testo della mozione:
“Il Consiglio comunale di Scandicci
Premesso che

in una società multiculturale come la nostra, il rito funebre dovrebbe consentire l’espressione di credenze e visioni del mondo alquanto eterogenee;
che una realtà sfaccettata, in gran parte secolarizzata, decisamente incanalata nella pluralità dal punto di vista culturale, etnico e religioso non è necessariamente antiritualista: quando abbandona i grandi riti collettivi perché non riesce più a riconoscersi in essi, tende a percepire come problema la mancanza di ritualità e ad inventare altre forme per esprimere contenuti che sono cambiati, ma che rispondono comunque al bisogno di uno spazio, di un tempo e di un linguaggio rituali per la condivisione del dolore;
considerato che

gli uomini del nostro tempo, anche quando hanno perso i legami con la propria tradizione, continuano a manifestare l’esigenza di un trascendimento della morte, mediante gesti e parole simboliche, mediante un rito;
che essi esprimono una nuova tendenza che è quella di commemorare i propri morti in modo più personale, parlando di chi non è più, ricordando la sua vita, i suoi affetti, le sue preferenze, il segno da lui lasciato su questa terra;
che tale tipo di commemorazione, che riunisce parenti e amici intorno al morto, sottolinea l’appartenenza di quest’ultimo all’umanità, lo reintegra nel gruppo sociale e familiare, attribuendo così un significato alla sua vita, malgrado quel limite, a dispetto della finitezza;
che il rito permette, nella condivisione del dolore, di far percepire ai sopravvissuti che la loro solidarietà alimenta il desiderio di una continuazione della vita, li sottrae alla sofferenza bruta e senza nome, consente di riconoscere e accettare l’accaduto;
che gli elementi di questo rito del commiato potranno essere l’ascolto di musica, il silenzio e la riflessione, la lettura di brani poetici o letterari, i discorsi o gli elogi funebri, alcuni gesti che assumono per ognuno di coloro che li scelgono un significato simbolico.
Rilevato che
altri comuni italiani hanno già provveduto a mettere a disposizione dei cittadini residenti luoghi per cerimonie funebri di carattere laico ;
impegna il Sindaco
perché , entro il 2010, metta a disposizione di tutti i cittadini che ne fanno richiesta uno spazio per cerimonie funebri o commemorazioni di carattere laico ottemperando così ad un’esigenza di garanzia verso quei cittadini che in vita hanno espresso la volontà di ricevere un estremo saluto di carattere laico.”

Pubblicato in : Primo piano

Info Gennaro Oriolo

Interazioni del lettore

Commenti

  1. puccio cartoni

    14 Febbraio 2010 alle 09:23

    Io cerco di essere credente , come cerco di rispettare idee e volontà di ciascuno ,sin quando non ledano soggettività altrui. Ma simili speculazioni sui cadaveri mi fanno cadere le braccia….
    Capisco la lotta dura senza paura , ma debbo considerare certe messinscene politiche davvero…macabre ! Prosit !

    Rispondi
  2. Marzio Siracusa

    11 Febbraio 2010 alle 08:57

    E se il figlio d’un ateo doc defunto venisse sopreso con la mano sul viso nella sala per laici doc defunti e perciò sospettato di nascosta preghiera? No, no, al laico doc ateo e defunto doc meglio evitargli ogni rischio, niente cerimonia, niente sala dove potrebbe germinare un nuovo credo, ma buttato subito alla discarica, laica, atea e doc.

    Rispondi

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