Il Comune di Scandicci metterà a disposizione una sala per le cerimonie funebri di carattere laico. Lo ha deciso il Consiglio comunale che, su proposta di Gennaro Oriolo ha approvato una mozione sottoscritta da PD, PSI e Italia dei Valori. Questo il testo della mozione:
“Il Consiglio comunale di Scandicci
Premesso che
in una società multiculturale come la nostra, il rito funebre dovrebbe consentire l’espressione di credenze e visioni del mondo alquanto eterogenee;
che una realtà sfaccettata, in gran parte secolarizzata, decisamente incanalata nella pluralità dal punto di vista culturale, etnico e religioso non è necessariamente antiritualista: quando abbandona i grandi riti collettivi perché non riesce più a riconoscersi in essi, tende a percepire come problema la mancanza di ritualità e ad inventare altre forme per esprimere contenuti che sono cambiati, ma che rispondono comunque al bisogno di uno spazio, di un tempo e di un linguaggio rituali per la condivisione del dolore;
considerato che
gli uomini del nostro tempo, anche quando hanno perso i legami con la propria tradizione, continuano a manifestare l’esigenza di un trascendimento della morte, mediante gesti e parole simboliche, mediante un rito;
che essi esprimono una nuova tendenza che è quella di commemorare i propri morti in modo più personale, parlando di chi non è più, ricordando la sua vita, i suoi affetti, le sue preferenze, il segno da lui lasciato su questa terra;
che tale tipo di commemorazione, che riunisce parenti e amici intorno al morto, sottolinea l’appartenenza di quest’ultimo all’umanità, lo reintegra nel gruppo sociale e familiare, attribuendo così un significato alla sua vita, malgrado quel limite, a dispetto della finitezza;
che il rito permette, nella condivisione del dolore, di far percepire ai sopravvissuti che la loro solidarietà alimenta il desiderio di una continuazione della vita, li sottrae alla sofferenza bruta e senza nome, consente di riconoscere e accettare l’accaduto;
che gli elementi di questo rito del commiato potranno essere l’ascolto di musica, il silenzio e la riflessione, la lettura di brani poetici o letterari, i discorsi o gli elogi funebri, alcuni gesti che assumono per ognuno di coloro che li scelgono un significato simbolico.
Rilevato che
altri comuni italiani hanno già provveduto a mettere a disposizione dei cittadini residenti luoghi per cerimonie funebri di carattere laico ;
impegna il Sindaco
perché , entro il 2010, metta a disposizione di tutti i cittadini che ne fanno richiesta uno spazio per cerimonie funebri o commemorazioni di carattere laico ottemperando così ad un’esigenza di garanzia verso quei cittadini che in vita hanno espresso la volontà di ricevere un estremo saluto di carattere laico.”

Io cerco di essere credente , come cerco di rispettare idee e volontà di ciascuno ,sin quando non ledano soggettività altrui. Ma simili speculazioni sui cadaveri mi fanno cadere le braccia….
Capisco la lotta dura senza paura , ma debbo considerare certe messinscene politiche davvero…macabre ! Prosit !
E se il figlio d’un ateo doc defunto venisse sopreso con la mano sul viso nella sala per laici doc defunti e perciò sospettato di nascosta preghiera? No, no, al laico doc ateo e defunto doc meglio evitargli ogni rischio, niente cerimonia, niente sala dove potrebbe germinare un nuovo credo, ma buttato subito alla discarica, laica, atea e doc.