Roma, Marino parla: in Procura e in conferenza stampa, mentre il Premier-Segretario, insolitamente, tace. Del resto la crisi aperta al Campidoglio è solo una scocciatura (ed un pericolo) per il Governo e per le ambizioni del Premier. Una tegola che Palazzo Chigi preferirebbe schivare ricorrendo anche a quelle «acrobazie» che l’ex Sindaco di Firenze sembra ben padroneggiare.
Due gli scenari e due le soluzioni “aperte” per il Premier. Primo: se nelle prossime ore Marino dovesse essere iscritto nel registro degli indagati per la non proprio edificante vicenda “scontrini”, la conferma delle dimissioni il 2 novembre diverrebbe inevitabile come le elezioni -passaggio assai pericoloso per il PD- nella primavera 2016. Scenario certo sino alla deposizione spontanea del Sindaco in Procura ed alla conseguente “baldanzosa”conferenza stampa nella quale un Marino, rinfrancato dalla conferma di non essere indagato, promette battaglia.
“Minaccia” a cui il Premier, solitamente premuroso nel far sapere la propria, non replica. In fondo (secondo scenario) con un Sindaco non azzoppato da un avviso di garanzia, Renzi potrebbe pensare di rovesciare nuovamente il tavolo (lasciando a bocca asciutta i tanti movimenti e partiti -5 Stelle in primis-già schierati sulla linea di partenza): far tornare in sella Marino sfruttando il voto favorevole dei molti Consiglieri comunali PD assai riottosi alla prospettiva di perdere lo scranno. Una tattica che, da un lato, isolerebbe il PD romano con i suoi “squali” e “scandali”, dall’altro, consentirebbe di“chiudere” momentaneamente la pratica Roma per rinviarla -casomai- al 2017 o al 2018 quando le debolezze del partito romano potrebbero essere colmante dal trascinamento delle elezioni nazionali e di una leadership influente come quella del Premier.
Una prospettiva sempre più probabile dopo il fallimento dell’iniziativa del Commissario e Presidente del PD Orfini relativa alle “dimissioni” in bianco dei Consiglieri. Una prospettiva che ben si confà con l’insolito -ma ben meditato-silenzio del Premier.
Chissà mai che la minaccia di Marino si trasformi in una opportunità per Renzi.

Lascia un commento