In Italia il referendum ha fatto smantellare le centrali nucleari di Caorso e Montalto di Castro. Il costo dello smantellamento, a raggiunto una cifra esosa che ricade sulle spalle degli italiani in termini di tasse. Non solo in soldi ma tutta l’esperienza acquisita in campo nucleare e scientifico stanno venendo meno. Il mondo corre. Gli altri paesi, sviluppati e quelli in via di sviluppo, si stanno attrezzando, come la Cina o quelli produttori di petrolio con nuove e moderne centrali nucleari. Noi, invece, che non abbiamo nessuna rilevante risorsa energetica alternativa al petrolio importato, siamo in concorrenza con loro, ma abbiamo detto “no” al nucleare. Gli italiani, se vorranno continuare a vivere con questo standard di vita ed avere dalle loro fabbriche prodotti competitivi, dovranno affrontare con serietà l’idea di tornare presto ad investire nel nucleare, perché il costo dell’energia inciderà sempre di più. I soldi per la costruzione delle centrali, non saranno mai gettati al vento. Dobbiamo pensarli come investimenti a lungo termine. Dobbiamo pensare, infatti, in termini di venti, cinquanta anni avanti, quando il petrolio costerà venti, trenta, volte più caro e potrebbe causare forti problemi sociali. Un paese si governa così, pensando lontano, altrimenti malediremo dopo, questo nostro errore. L’Italia è dipendente da petrolio e gas, dalla Russia di Putin come dalla Libia di Gheddafi. Acquista energia elettrica prodotta dalle centrali tedesche e francesi, le quali sono forti consumatori di petrolio che pagano, in parte, con i proventi dell’energia venduta all’Italia. Il nostro paese sarà sempre più in balia della politica estera e sottostare agli eventi sociali e politici degli altri paesi, come ora sta accadendo in Libia. Pensiamo, poi, hai danni ambientali nel golfo del Messico, o sulla costa atlantica francese, per non parlare di quelli atmosferici. Pensiamo, a quante petroliere hanno distrutto i mari e le guerre quante vittime hanno fatto in nome del petrolio. La chimica ci può venire incontro per risolvere alcuni dei problemi dell’inquinamento. Credere, però, che il petrolio e i suoi derivati potranno essere facilmente sostituiti è, nel breve e medio termine, impensabile. L’energia nucleare può risolvere assieme ad altre forme alternative, molti dei nostri problemi. L’appello del professor Veronesi è un forte e serio ammonimento in tal senso. Il problema delle energie rinnovabili è quello di essere assolutamente marginali rispetto al fabbisogno nazionale d’energia. IL problema del nucleare, invece, è quello dello smaltimento delle scorie radioattive che deve essere risolto con lo stoccaggio del materiale in cave costruite nelle profondità delle montagne o in siti geologicamente adatti. Senza lo studio e investimenti mirati a sviluppare migliori soluzioni, potremmo dire addio al nostro futuro come nazione molto avanzata anche in un’auspicabile federazione politica dell’Europa. Il problema vero, insormontabile al momento, resta quello della politica che anche di recente si è dimostrato il principale impedimento all’autonomia energetica e alla prosperità economica del nostro paese.
Enrico Martelloni

Caro Martelloni,
Lei ci vivrebbe a pochi chilometri da una centrale nucleare?
Se la risposta fosse sì (come penso), perché non propone Poggio a Caiano come primo sito per l’installazione di una centrale nucleare? Mi piacerebbe conoscere la reazione dei cittadini di Poggio a Caiano.
Non Le basta l’esperienza giapponese? Lei parla di sicurezza. Ma cosa dice mai? Ci sono già i primi contaminati dalle radiazioni. Altro che le centrali hanno retto bene.
Impari a conoscere bene la furia distruttiva della Natura e poi si permetta di parlare di tecnologia sicura.
L’uomo non può nulla contro la Natura. Se lo ricordi bene Lei e tutti i sostenitori del nucleare sicuro. Di sicuro esiste solo l’intelligenza, e bisogna usarla per vivere bene e non per morire contaminati dalle radiazioni nucleari.
Mi pare, caro Lopez, che quello che lei dice è vero e non fa che confermare la validità delle mi parole. Allo stato dei fatti, tutti i reattori nucleari del giappone,sia pur danneggiati, hanno retto bene al terribie ed eccezionale evento. La prudenza giapponese è garanzia di serietà e dimostra il livevello raggiunto della loro tecnologia.
Gheddafi, come a suo tempo Saddam, ha bombardato i pozzi petroliferi.
Tokio ha dichiarato lo stato di emergenza nucleare.