Ormai l’Italia e’ destinata ad entrare in una fase post-democratica, come ci conferma l’ultima intervista a Repubblica di Massimo D’Alema.
Una volta, ai tempi della democrazia, il Presidente del Consiglio veniva nominato in base a criteri oggettivi cioe’ passate esperienze, capacita’ documentabili. Oggi no, ci si basa su criteri soggettivi cioe’ popolarita’, simpatia, bella presenza ecc. Questa presa di posizione di D’Alema prelude forse ad una sua adesione al modus operandi del movimento 5 Stelle dove leaders, programmi vengono scelti con un clic.
Il presidente Conte e’ forse l’uomo piu’ popolare del Paese, ma lui e’ anche tante altre cose.
L’unico capo di governo occidentale a dichiararsi orgoglioso di essere un populista.
Ha presieduto un governo durante il quale l’Italia ha avuto il piu’ alto numero di vittime per covid-19; non ha protetto il personale medico ospedaliero che ha registrato un numero sproporzionato di decessi; non ha isolato per tempo i focolai locali di covid, ne’ ha bloccato le partenze dall’Italia, causando la diffusione del virus nel resto d’Europa ed a New York.
E’ stato l’unico leader europeo ad approvare la proposta di Trump di invitare Putin al prossimo G7.
Ha esautorato il Parlamento della sua funzione di proposta e controllo del potere esecutivo per quanto riguarda la lotta al covid-19.
Ha calpestato il principio della responsabilita’ collegiale del governo quando si e’ dissociato a posteriori da un provvedimento (aldila’ del merito) preso da un suo ministro (Salvini).
La logica di D’Alema e’ disarmante: a palazzo Chigi deve stare l’uomo piu’ popolare sia esso, oggi, l’opportunista Conte, o in passato Renzi, Berlusconi. Come e’ giusto che al Cremlino ci sia il popolarissimo Putin ed alla Casa Bianca il grande Trump.
Per coerenza D’Alema dovrebbe proporre che al Festival di Sanremo il voto popolare per la migliore canzone sia abbinato a quello per scegliere il Presidente del Consiglio. Mentre Conte coltiva la sua popolarita’ e, da buon opportunista e populista per sua ammissione, aspetta di vedere dove va la gente e poi si mette davanti a tutti. Se ci sara’ crisi, aspettiamoci il governo Conte ter.
Massimo Diconte

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