
Un’interessante esposizione al Museo Garda a Ivrea, intitolata La Bellezza dei Negozi Olivetti racconta la storia, lo stile degli Interni dei celebri spazi esistenti in Italia e nel mondo realizzati per ospitare ed esporre i modelli delle omonime macchine da scrivere costruite negli anni.
La mostra ha inizio con la presentazione delle immagini del mitico Negozio di Venezia di Piazza San Marco. Carlo Scarpa l’architetto che lo progettò nel 1957 ne fece uno spazio unico ed esclusivo nell’ambito del panorama della storia dell’architettura da lui realizzata. Sin da principio lo inventò con disegni di pavimentazioni raffinatissime dove potesse specchiarsi una bellissima scultura di Alberto Viani: tutt’ora esistente ed accoglie i visitatori all’ingresso della soglia. In sequenza la mostra delinea, immagine dopo immagine Olivetti spazio di New York sulla Quinta, progettato nel’54 a firma dello Studio BBPR, mentre in Francia a Parigi la creazione del progetto della “scintillante location” realizzato da Gae Aulenti nel 1967 per la sede francese.
Ritratti d’ambiente dei Negozi Olivetti colti attraverso molteplici scorci e prospettive d’interni ove regnano sofisticate architetture, raffinati elementi di arredo e di design sono stati negli anni i soggetti , i temi che più che mai hanno affascinato i celebri maestri della fotografia del secolo scorso – da Ugo Mulas, Paolo Monti, Marco Ambrosi, Erich Hartamann, Ezra Stolier e Hans Namuth, sino a Rolly Marchi autore d’ immagini che hanno ritratto il negozio Olivetti di Parigi; tantissime sono infatti le diapositive esistenti nello slide show- nello spazio dedicato-che lo indicano assieme ai fotografi Reggie Jackson e Louis Lainé.
In tutte le sezioni dell’excursus espositivo, onnipresenti le serie delle macchine da scrivere con il loro percorso storico creativo, inventivo e tecnico: sono queste ultime le immortali e vere star del mondo Olivetti. Gli anni Trenta vedono la nascita del negozio di Torino dove sono esposti anche un’ampia selezione di manifesti pubblicitari con soggetto “LETTERA 42” progettata nel 1935 da Antonio Luzzati. Gli anni Quaranta e Cinquanta sono caratterizzati dall’apertura dei negozi progettati da Gian Antonio Bernasconi e poi dall’ apertura del negozio di Roma ad opera di Ugo Sissa nel 1946, di particolare importanza e interesse perché segna la presenza dell’artista Renato Guttuso con la collocazione di una sua opera realizzata ad affresco, ideata appositamente per lo spazio capitolino, attualmente conservata negli Spazi di Hofficina H di Ivrea.
Negli anni che si susseguono l’Azienda Olivetti continua il suo percorso arricchendosi di nuove aperture. Negozi a Chicago e San Francisco mentre nuovamente per gli spazi di Parigi vengono avviati ulteriori e nuovi allestimenti, soluzioni stilistiche che nel 1959 attraversano nuove soluzioni creative con gli architetti Walter Albini e Franca Helg. Ed ancora, l’apertura a Napoli con il progetto di Piero Bottoni mente Ignazio Gardella realizza gli spazi dedicati al negozio di Dusseldorf mentre a Milano in Galleria Vittorio Emanuele nuove soluzioni di design e stilistiche e progetti innovativi sono firmati ad opera di Giovanni Pintoni.
La mostra visibile sino al 31 dicembre, è curata oltre che da Costanza Casali, Paola Mantovani e Marcella Turchetti dal Museo Civico della città di Ivrea. Resa possibile con la collaborazione dell’ Associazione Archivio Storico Olivetti che si propone di rendere fruibili le raccolte, le opere d’arte, oggi di proprietà di TIM. Si tratta di documenti, filmati, raccolte, fotografie che la Società Olivetti ha commissionato ed acquistato negli anni e che riconosce il valore della cultura come fattore di crescita della società, dalla fabbrica al territorio
Laura Novello

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