• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

A Firenze Scelta civica decide se chiudere o andare avanti

di Livio Ghersi | 17 Settembre 2014

Per Livio Ghersi è opportuno che il movimento creato da Mario Monti continui a esistere come soggetto politico. Per sette buoni motivi…

Il prossimo 20 settembre si svolgerà a Firenze un Incontro nazionale promosso da Scelta Civica, aperto ai simpatizzanti.

Sono passati meno di tre anni da quando, nel novembre del 2011, il Governo presieduto da Mario Monti ottenne la fiducia del Parlamento.

Le drammatiche condizioni dei conti pubblici ed i difficili rapporti con le Istituzioni dell’Unione Europea sembravano già questioni superate nella campagna elettorale che precedette le elezioni politiche del febbraio 2013. Ovviamente, non era così. Restò soltanto il Presidente Monti, con l’Agenda che portava il suo nome, a ricordare gli obblighi che l’Italia aveva assunto con l’Europa «in materia di disciplina delle finanze pubbliche». In particolare, quello di «ridurre lo stock del debito pubblico a un ritmo sostenuto e sufficiente in relazione agli obiettivi concordati», in coincidenza con il conseguimento del pareggio di bilancio strutturale. La genesi di “Scelta Civica” sta qui: un movimento di imprenditori, di professionisti, di docenti universitari, di cittadini, raccolti intorno alla personalità del Presidente Monti, per sostenere un programma di risanamento dell’Italia attraverso riforme soprattutto in campo economico. Va sottolineato che la lista di “Scelta Civica” ottenne nelle elezioni per la Camera due milioni 823 mila voti (8,30 % dei voti validi), presentandosi in posizione autonoma, al di fuori delle coalizioni di centro-sinistra e di centro-destra. Un risultato non trascurabile, considerato che la legge elettorale era stata congegnata proprio per favorire le due coalizioni più votate.

Tale voto “terzo”, fra i due poli, fu però oscurato dal voto di protesta che si concentrò massicciamente sulla lista del Movimento Cinque Stelle. Il fatto che un movimento con caratteristiche anti-sistema come quello di Grillo, prima non rappresentato in Parlamento, abbia conquistato otto milioni 688 mila voti (25,55 % dei voti validi) costituisce la prova più clamorosa del disagio che attraversa la società italiana.

Oggi si discute se sia opportuno che “Scelta Civica” continui ad esistere come soggetto politico. La mia risposta è Sì. Provo ad argomentarla.

1) L’attuale Presidente del Consiglio è riuscito ad intercettare il voto di molti Italiani interessati al cambiamento e all’innovazione. Tuttavia, oltre il pur apprezzabile volontarismo, sono evidenti i limiti di contenuto programmatico dell’azione finora condotta dal Presidente Renzi. Per quanto mi riguarda, do un giudizio negativo sia sulla riforma della legge elettorale votata dalla Camera, che penalizza troppo le minoranze, sia sul progetto di riforma costituzionale approvato in prima lettura dal Senato. Ancora più evidenti sono i limiti nella politica di risanamento dei conti pubblici; con il rischio di forti e crescenti contrasti con le Istituzioni dell’Unione Europea.

La pur necessaria dialettica con l’Unione Europea, la cui politica economica è per molti punti da rivedere e da riequilibrare, deve comunque trovare il limite nel fatto che l’Italia è un Paese europeo e vuole continuare ad essere protagonista del processo d’integrazione europea.

2) Posto che Renzi non è il Superman che alcuni si erano illusi fosse e posto che il Partito Democratico a gestione renziana ha espresso una classe dirigente molto modesta, è evidente che serve lo sforzo di chi punti ad elevare il livello qualitativo del dibattito politico, con argomenti improntati a serietà, conoscenza tecnica, senso di responsabilità per la grave situazione in cui versa oggi l’Italia. In altri termini, allo stesso Renzi servono alleati non succubi, ma capaci di avviare una dialettica positiva.

3) Ad esempio, prima di parlare genericamente di riduzione della pressione fiscale, occorre un quadro di certezze circa le risorse che strutturalmente devono essere destinate alla finanza regionale e locale. Non si può demagogicamente chiedere l’abolizione dell’IMU, cavallo di battaglia del Centrodestra berlusconiano, e poi determinare l’attuale incertezza in ordine al pagamento della Tasi.

4) La scelta europeista ed il favore per le libere istituzioni e l’economia di mercato rappresentano l’essenza della fisionomia ideale di “Scelta Civica”. E’ d’immediata evidenza che le esigenze che “Scelta Civica” naturalmente interpreta non possono essere espresse nello stesso modo dal Partito Democratico.

5) Lo stesso Partito Democratico non può raccogliere da solo il consenso di tutto l’elettorato potenzialmente disponibile a votare per una coalizione di centro-sinistra.

6) Serve uno stretto collegamento con le dinamiche delle forze politiche nell’Unione Europea. Molti aderenti a “Scelta Civica” si sentono vicini al Gruppo del Partito Popolare Europeo. Al quale però in Italia aderiscono già tre soggetti politici: Forza Italia, Nuovo Centrodestra, UDC. In altre parole, la versione italiana dei Popolari europei è di centrodestra e tende a costituire un’organica coalizione di centrodestra.

7) Mi auguro, quindi, che prevalgano quanti in “Scelta Civica” si dicono liberali. Da questo punto di vista, il collegamento con il Gruppo parlamentare dell’ALDE in Europa può avere una valenza strategica, oltre la sfortuna vicenda delle ultime elezioni europee.

“Scelta Civica” potrebbe porsi come naturale punto di riferimento anche di un’opinione pubblica che in precedenza votava per il Partito liberale di Giovanni Malagodi e per il Partito repubblicano di Ugo La Malfa, nel comune riconoscimento dei princìpi della democrazia liberale.

Pubblicato in : Primo piano

Info Livio Ghersi

Livio Ghersi, laureato in giurisprudenza, è stato funzionario dell’Assemblea regionale siciliana, con la qualifica di Consigliere parlamentare. Oggi, pensionato, si dedica a studi di storia, filosofia, teoria politica.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Paolo Marini

    17 Settembre 2014 alle 14:39

    Con tutto il rispetto (beninteso: per l’autore dell’articolo) penso che Scelta civica la scioglieranno – in ogni caso – gli elettori. E non se ne accorgerà né mancherà ad alcuno – se non a coloro che grazie a questa ‘ditta’ hanno momentaneamente un posto al sole. Non vedo ragione per cui un liberale – almeno per come io lo intendo – debba interessarsi a questo partito; anzi, ad essere più radicale, non vedo ragione per cui debba essere interessato a qualsivoglia partito.

    Rispondi
    • Livio Ghersi

      17 Settembre 2014 alle 17:36

      Tommaso d’Aquino aprì la sua “Summa contra gentiles” richiamando Aristotele: va detto sapiente colui che «ordina rettamente le cose» e sa «ben governarle». Sono certamente molto lontano dall’essere sapiente, ma sono sempre stato affascinato da chi prova a far funzionare le cose, sempre sforzandosi di contrapporre al caos l’esigenza di rimettere insieme i pezzi, secondo un disegno razionale.
      Nel nostro caso, si tratterebbe di riorganizzare, di riordinare, il sistema politico italiano. Vasto programma! Senza un sistema politico ben strutturato, una democrazia liberale non può funzionare. A prescindere dalle regole costituzionali vigenti ed indipendentemente dalle riforme costituzionali studiate. Le idee camminano sulle gambe degli esseri umani. Per questo penso che un liberale faccia benissimo ad occuparsi dei partiti politici. Non posso quindi concordare con Paolo Marini, che comunque ringrazio per la sua attenzione.
      Palermo, 17 settembre 2014

      Livio Ghersi

      Rispondi
      • Paolo Marini

        17 Settembre 2014 alle 19:08

        Accolgo la risposta come una gradita sollecitazione intellettuale e proverò a dimostrare, avendo un po’ di tempo a disposizione, come la distanza (hic et nunc – non in assoluto) del liberale dal marciscente sistema dei partiti implichi tutt’altro che disimpegno e risponda ad un “disegno razionale”

        Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti