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A differenza dei nostri “illuminati” gli iraniani sanno bene cosa significhi vivere sotto una teocrazia

Come si fa a non capirlo? Come si fa a dirsi di sinistra, quella dei diritti per tutti, e schierarsi con chi nega con la violenza i diritti più elementari? Poi, magari, si indignano se non passa il ddl Zan (uno che a Gaza avrebbe già il cappio al collo o sarebbe già volato da un grattacielo).

di Stefano Pillitteri | 24 Ottobre 2023

Dal coraggioso popolo iraniano giunge una lezione morale alle oscene piazze occidentali che appoggiano i neonazisti di Hamas.

Nonostante il regime li inciti non solo non si registra, in terra di Persia, nessuna manifestazione a sostegno dei tagliagole.

Ma il minuto di silenzio in loro onore, imposto allo stadio di Teheran durante una partita di cartello, è stato subissato dai fischi.

E gli zelanti commessi di regime che distribuivano le bandiere di Hamas sono stati sistematicamente invitati a mettersele in un certo posto.

Diversamente dai cazzoni (ignoranti e vigliacchi) che, al calduccio della nostra democrazia, sostengono la distruzione dello stato di Israele, gli iraniani sanno bene cosa significhi vivere sotto una teocrazia.

E senza Israele quell’area diventerebbe nient’altro che un Afganistan in piccolo, con donne sottomesse, omosessuali impiccati, musica vietata, dissenso represso nel sangue.

Come si fa a non capirlo? Come si fa a dirsi di sinistra, quella dei diritti per tutti, e schierarsi con chi nega con la violenza i diritti più elementari? Poi, magari, si indignano se non passa il ddl Zan (uno che a Gaza avrebbe già il cappio al collo o sarebbe già volato da un grattacielo).

L’antisemitismo, che ha radici millenarie, si ripropone, qui da noi, sotto le vesti dell’odio per il modello occidentale.

Questi mentecatti lo capiscono che è un odio verso se stessi, un segare il ramo dove stanno comodamente seduti e possono fare e dire quel che pare loro solo perchè beneficiano delle libertà che i loro beniamini in kefiah vogliono distruggere, estirpare dal creato?

La domanda, ahimè, è retorica.

Ugualmente a quella se preferirebbero vivere sotto la sharia.

Feccia sociale, questo sono.

Stefano Pillitteri

Pubblicato in : EditorialeTag: democrazia, manifestazione, regime, sostegno

Info Stefano Pillitteri

Stefano Pillitteri, avvocato e politico milanese. Figlio dell’ex sindaco di Milano e parlamentare Paolo Pillitteri e nipote di Bettino Craxi ha respirato la politica attiva sin da bambino. Consigliere comunale di Milano con sindaco Gabriele Albertini è stato Assessore ai Servizi demografici e all’Innovazione Tecnologica nella giunta del sindaco Letizia Moratti. Grande esperto di musica classica e rock, oltre la professione forense è un attento osservatore della politica italiana ed internazionale.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Giovanni

    26 Ottobre 2023 alle 01:02

    I militanti di HAMAS non possono essere definiti neonazisti, semmai boldriniani visto che la signora Boldrina ama ricevere, con tutti i riguardi loro dovuti, dirigenti di HAMAS e sicuramente hanno dalla loro parte centri sociali e organizzazioni varie di sinistra che neonazisti non mi sembrano neppure essi.

    Rispondi
  2. DrAnvilon

    24 Ottobre 2023 alle 19:44

    Analisi (quasi senza pietà) delle plurime illusioni di verità giovanili con scarsa conoscenza degli eventi che hanno prodotto le “cose” contro le quali manifestano. Ma i Giovani non hanno torto, siccome non è stato loro insegnato che l’antica questione non può risolversi con i tracimanti “Si, però” in luogo dei “con e con” senza mettere in mezzo il Trascendentale theós.

    Rispondi

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