Passano i tempi, passano “Prima” e “Seconda” Repubblica ma la malattia (forse endemica per il solo Bel Paese) resta li, resistente a farmaci ed anticorpi. Oltre il 40% delle gare d’appalto della Pubblica Amministrazione sono ancora irregolari. E’ quanto emerge dai controlli mirati della Guardia di Finanza sulle gare di appalto: irregolarità conclamate nel 40% dei casi. Oltre 5 miliardi di euro di danni erariali contestati ai furbetti della Pubblica Amministrazione. Più di 1,3 miliardi di beni e patrimoni confiscati a mille grandi evasori e già “incassati” dall’Erario. Sono solo alcuni risultati dell’attività della Gdf nell’ultimo anno e mezzo. «Un’azione – sottolinea il Comandante Generale, Giorgio Toschi – che è sempre più trasversale, con attenzione alla tutela delle entrate dello Stato, a quella della spesa pubblica, con particolare riguardo anche alla difesa dei lavoratori, su cui spesso ricadono gli effetti distorsivi della concorrenza sleale». Sarà anche per questo che Toschi, nei suoi primi due anni al comando delle Fiamme Gialle, ha voluto ridefinire il Corpo come «Polizia economico-finanziaria» a forte vocazione sociale. E nel frattempo restiamo ancora la “Prima Rebubblica delle banane”
Cesare Mannucci

Aggiungo con piacere il personale contributo alla questione qui trattata. Svolgo attività di funzionario della P.A. presso la Stazione Unica Appaltante dell’Amministrazione Provinciale; in passato questo Ente, prima della parziale riforma, è stato travolto dallo scandalo in loco definito Appaltopoli. Mentre il giudizio finale è e rimarrà sospeso per il sopraggiungere della prescrizione, vale comunque consegnare alla lettura brevi considerazioni da chi lavora nel settore e occupa anche il posto di membro di commissione. Il nuovo Codice dei Contratti e degli Appalti cerca, e sottolineo cerca, di contrastare il fenomeno della corruzione anche attraverso meccanismi contorti e complicati di aggiudicazione, ma nessun Codice potrà invalidare la vulnerabilità della Commissione di gara a certe interferenze esterne. In poche parole, è nella selezione del personale addetto all’istruttoria che si combatte concretamente il fenomeno della corruzione, il resto…è accademia!!