Questo e’ l’avviso che e’ stato pubblicato nel Regno Unito, dove l’attuale governatore, un canadese, e’ in scadenza di mandato. Per chi fosse interessato questo e’ il link: uk.linkedin.com/jobs/view/governor-of-the-bank-of-england-at-hm-treasury-
A questo punto, come diceva un tizio alla TV, sorge spontanea una domanda: perche’ non si fa cosi’ anche in Italia?
Come sappiamo la madre di tutte le nostre crisi e’ quella economica, con crescita zero negli ultimi 20 anni ed il debito al 135% del PIL.
La nostra spesa pubblica e’ di circa 1000 miliardi di euro, di cui il 98% di spese fisse, mentre sul rimanente 2% (20 miliardi) i governi hanno discrezionalita’ di spesa. Se il governo e’ di centrodestra taglia le tasse, se e’ di centrosinistra aumenta la spesa sociale, ma in entrambi i casi, il drammatico quadro generale non cambia. Da sempre si favoleggia sul ricupero di diecine di miliardi dall’evasione fiscale dell’economia in nero, ma in realta’ si potrebbero ottenere le stesse risorse in un modo piu’ certo ed indolore.
Quotidianamente le cronache ci raccontano di sprechi e spese improduttive nella Pubblica Amministrazione. La malagestione dei beni pubblici non e’ imposta dalla legge o e’ una calamita’ naturale, ma il frutto di scelte sbagliate, errori ed incompetenze di persone inadeguate alla posizione che occupano. Nessuno di noi affiderebbe i propri risparmi o la salute ad uno sconosciuto, solo perche’ amico di un conoscente, eppure per la gestione delle nostre tasse accettiamo qualcuno che ha il merito di conoscere uno che conta.
Ci sono migliaia di societa’, che essendo costituite con capitale pubblico, hanno per legge dirigenti di nomina governativa. Pur in condizioni di mercato favorevoli, operando spesso in regime di monopolio, la gestione di queste imprese e’ fallimentare. Tipico l’esempio di Alitalia che in media perde un miliardo di euro l’anno, mentre le equivalenti compagnie europee ne guadagnano altrettanto. Se alla guida dell’Alitalia ci fosse stato un manager vero come il compianto Marchionne, per esempio, la nostra compagnia di bandiera sarebbe adesso al livello di AirFrance, BA, Lufthansa.
Il punto cruciale del problema e’ che il governo non solo nomina, come previsto dalla legge, ma sceglie arbitrariamente i manager pubblici invece di essere selezionati da societa’ specializzate. La cattiva gestione di societa’ come Telecom Italia, Finsider, Autostrade, Alitalia ha portato alla loro svendita ai privati mentre ENI ed ENEL guadagnano la meta’ dei loro equivalenti stranieri.
In generale, quando lo Stato decide di entrare in societa’ con i privati, e’ sempre una brutta notizia per i contribuenti. Occorre solo vedere le perdite miliardarie del Ministero del Tesoro sui titoli derivati, i contratti con le societa’ di gestione delle Autostrade, beni pubblici svenduti, concessioni demaniali regalate, acquisti di immobili a prezzi gonfiati, moltiplicazione dei costi di opere pubbliche.
Oltre a quella economica ci sono altre crisi: la burocrazia e la giustizia operano con metodi bizantini e tempi biblici, il tasso di natalita’ piu’ basso nel mondo, esportiamo giovani laureati ed importiamo manovalanza generica, territori controllati dalla criminalita’ organizzata, ma tutte queste emergenze sono diventate ormai la nuova normalita’ cosi’ che il governo sembra ignorarle. La nostra situazione ricorda quella della rana da bollire viva. Per evitare che salti via, va messa in una pentola con acqua fredda ed il fuoco al minimo, cosi’ si adatta gradualmente all’aumento di temperatura, finche’ non e’ troppo tardi e non ha piu’ la forza di reagire. L’Italia rischia di fare la fine della rana bollita.
Concetto Dellarana

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