Anzichè applicare i costi degli ospedali pubblici ai privati, si dovrebbe applicare i costi dei privati agli ospedali pubblici.

Ma in genere la nostra sanità pubblica sta arretrando, nei tempi delle visite, degli interventi e nella fascia di patologie assistite : niente cure dentarie, che in Inghilterra sono assicurate da sempre, ma neanche cure tempestive e con la frequenza necessaria in ortopedia, i cui pazienti sono abbandonati alla rovina economica o alla sedia a rotelle, con dolori cronici.Insomma, nella visione cattolica, un giovane traumatizzato deve offrire le sue sofferenze al Signore , per non distogliere risorse dal prolungamento all’infinito dell’assistenza ai malati terminali.. E magari dai convegni etici col vescovo.
Intanto si espande la medicina privata convenzionata. Il che significa che i costi degli ospedali pubblici non universitari sono molto più alti di quelli privati, che pure godono fama di miglior efficenza. Tanto è vero che nel bilancio degli ospedali privati convenzionati c’è spazio per la corruzione per ottenere le convenzioni, come si è visto in Puglia e Lombardia.
Una spending review della sanità dovrebbe rovesciare i crirìteri: anzichè applicare i costi degli ospedali pubblici ai privati, e farli straguadagnare, dovrebbe applicare i costi dei privati agli ospedali pubblici, e far urlare i sindacati.
Ho sotto gli occhi l’esempio di un amico, ottimo medico, poi passato alle direzioni sanitarie, e ora che è in pensione fa il direttore di ospedali privati, Quelli che dirige adesso a metà tempo, hanno molti più letti di quelli pubblici che dirigeva prima a tempo pieno. Hanno meno primari e soprattutto meno funzionari amministrativi, che una delle tante vertenze sindacali “todos caballeros” ha moltiplicato, per ogni possibile area di responsabilità, con tanto poco da fare che hanno molto tempo di combinare pasticci corruttivi.

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