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A fuoco i libri di Erri

In un paese in cui manco più si capisce che il sionismo è per definizione antifascismo, così come storicamente gli arabi palestinesi erano gli alleati di quel fenomeno europeo del secolo scorso, non vale nemmeno la pena di cercare di difendere un vecchio combattente comunista, quale è stato lo scrittore Erri de Luca, dagli insulti che gli sono piovuti addosso. Coloro che pensano di essere antisionisti e che questo non sia espressione di odio razziale, si sarebbero arruolati nelle SS tedesche, senza sapere perché. Più interessante ed anche più scabroso l’argomento di De Luca quando rifiuta l’accusa di “genocidio” rivolta ad Israele per la guerra condotta a Gaza.

di Riccardo Bruno | 29 Maggio 2026

In un paese in cui manco più si capisce che il sionismo è per definizione antifascismo, così come storicamente gli arabi palestinesi erano gli alleati di quel fenomeno europeo del secolo scorso, non vale nemmeno la pena di cercare di difendere un vecchio combattente comunista, quale è stato lo scrittore Erri de Luca, dagli insulti che gli sono piovuti addosso. Coloro che pensano di essere antisionisti e che questo non sia espressione di odio razziale, si sarebbero arruolati nelle SS tedesche, senza sapere perché.

Più interessante ed anche più scabroso l’argomento di De Luca quando rifiuta l’accusa di “genocidio” rivolta ad Israele per la guerra condotta a Gaza. De Luca usa un argomento tecnico, per il quale appunto chi è intenzionato a commettere un genocidio concentra la popolazione da colpire, non la fa spostare avanti ed indietro rispetto a dove si combatte. Esempio efficace, quanto parziale. L’impossibilità di un genocidio a Gaza è data dal fatto che una minoranza possa distruggere una maggioranza con mezzi ordinari di polizia militare. Il genocidio implica necessariamente una presenza di persecuzione popolare, altrimenti si tratta di strage, di crimine di guerra, quello che vi pare. Gli ebrei nella Palestina britannica sono la minoranza, non la maggioranza e anche se i gazawi sono meno degli ebrei di Israele, essi sono pur sempre parte della Palestina araba che non si distingue etnicamente dai giordani, dai siriani, dai libanesi e da parte degli egiziani. Anche se Israele eliminasse due milioni di gazawi, non sarebbe un genocidio. Il genere arabo palestinese sopravvivrebbe. Di fatto non si sono nemmeno prove documentate oggettivamente, servirebbe un processo internazionale magari, esiste il diritto di difesa anche per i criminali di guerra, che Israele abbia ucciso le settantamila vittime imputategli. Per non dire che la popolazione a Gaza in questi due anni è aumentata.

Ovviamente uno potrebbe essere contrario alla politica di Israele per una semplice ragione di principio. Quando tu sei uno Stato ancora precario, quello ebraico non è riconosciuto da tutti i paesi islamici, soprattutto non è riconosciuto da quelli che è costretto a combattere, non ti imbarchi in un’avventura militare di queste dimensioni. Non perché sia immorale colpire una popolazione ostile che ha consentito e continua a consentire, un’aggressione nei tuoi confronti. Altrimenti sarebbe immorale la guerra condotta alla Germania nazista. Solo i russi avranno ucciso nella loro avanzata verso Berlino duecentomila civili. Nessuno li ha mai accusati di genocidio. Al contrario, li si considera eroi. Così come nessuno li accusa di genocidio nei confronti degli ucraini, perché ucraini e russi sono lo stesso popolo, cosa che storicamente potrebbero essere ritenuti anche i palestinesi arabi ed ebrei, per quanto distinti dalla religione, agli occhi degli inglesi occupanti

Senza l’accusa di genocidio, resta il contenzioso politico, che concerne le ragioni dello scontro fra Israele ed i suoi vicini, qualcosa che si vuole evitare perché tratterebbe delle ragioni e dei torti, dove ciascuno ha una sua particolare visione. La questione morale comportata dal genocidio, indipendentemente che di genocidio non ci sia nemmeno una traccia. diviene indiscutibile. Si richiama lo sbiadire del ricordo dell’Olocausto, o la fine della democrazia israeliana, persino l’autodistruzione dei valori fondanti, il sionismo appunto. Gli ebrei sono un popolo che si uccide da sé, l’unico nell’universo mondo, quando pure Israele combatte per la sua sopravvivenza, non per la sua democrazia. Come tutte le democrazie quella di Israele è imperfetta. Le perfezioni sono solo in Allah. Per cui adesso si gettano i libri de De Luca nella spazzatura, come una volta li si sarebbe bruciati. Basta il Corano, o il Mein Kampf.

Riccardo Bruno

Pubblicato in : Cultura ed eventi, Libri e Saggistica

Info Riccardo Bruno

Riccardo Bruno si è laureato in Storia della Filosofia presso l’Università di Roma La Sapienza nel 1988. Dal 1987 al 1989 collabora all’Ufficio esteri del PRI diretto dall’onorevole Vittorio Olcese. Dal 1994 è capo ufficio stampa del PRI, dal 1995 giornalista professionista iscritto alla stampa parlamentare. Nel 1999 è capo redattore de La Voce Repubblicana. È stato poi editorialista per il Foglio di Giuliano Ferrara e l’Indipendente di Vittorio Feltri. Dal 2019 è prima vice direttore de La Voce Repubblicana e poi direttore politico

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