• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Se il dissenso viene “tracciato”…

Il ministero delle Giustizia ha chiesto al sindacato dei magistrati, l’ANM, l’elenco dei privati cittadini che hanno dato finanziamenti al Comitato per il no. Si tratta chiaramente di una schedatura a scopo intimidatorio. Ed è proprio questo continuo scivolare su di un terreno illiberale da parte del governo Meloni che fa capire a tutti che la portata di questo referendum va ben oltre la separazione delle carriere dei magistrati. Cerchiamo di capire la gravità della iniziativa di Nordio e dei suoi uffici. In uno Stato di diritto, la trasparenza dei finanziamenti è un valore.

di Enrico Rossi | 17 Febbraio 2026
Justice Minister Carlo Nordio during Question Time in the Senate Chamber. Rome, Italy, July 10th, 2025 (Photo by Massimo Di Vita/Archivio Massimo Di Vita/Mondadori Portfolio via Getty Images)

Il ministero delle Giustizia ha chiesto al sindacato dei magistrati, l’ANM, l’elenco dei privati cittadini che hanno dato finanziamenti al Comitato per il no.

Si tratta chiaramente di una schedatura a scopo intimidatorio.

Ed è proprio questo continuo scivolare su di un terreno illiberale da parte del governo Meloni che fa capire a tutti che la portata di questo referendum va ben oltre la separazione delle carriere dei magistrati.

Cerchiamo di capire la gravità della iniziativa di Nordio e dei suoi uffici.

In uno Stato di diritto, la trasparenza dei finanziamenti è un valore.

Tuttavia, quando la richiesta arriva dal potere esecutivo (il Ministero) verso un’associazione di magistrati (l’ANM) in merito a chi sostiene una campagna contraria a una riforma del governo, il fine cambia segno.

L’effetto dissuasivo è chiaro: sapere che il proprio nome finisce in un elenco ministeriale per aver sostenuto una causa d’opposizione può spingere il cittadino privato all’autocensura.

Inoltre, non si colpiscono solo i magistrati, ma i civili, trasformando il sostegno economico a un’idea in un potenziale “fascicolo” aperto presso l’autorità politica.

Ciò che sta avvenendo da parte del ministero della Giustizia è il passaggio da una normale dialettica democratica a una prova di forza istituzionale.

Il clima con cui si arriva al referendum è infatti segnato da fattori preoccupanti che sono tipici di una democrazia in regressione.

Prima di tutto l’individuazione del “nemico”: le “toghe rosse” o chiunque si opponga alla riforma.

Quindi la campagna contro la magistratura, contro l’organo di governo costituzionale, il CSM, definito addirittura “paramafioso”.

Infine, la volontà di colpire i finanziatori con l’obiettivo di tagliare l’ossigeno economico e sociale al dissenso.

Tutto questo nella cornice politica di un modo di pensare tipicamente autoritario da parte di chi governa: l’idea che il mandato popolare (“ci hanno votato per fare questo”) sia scudo per sottrarsi al confronto e scavalcare i pesi e contrappesi previsti dalla Costituzione.

Il referendum sulla separazione delle carriere smette di essere un asettico intervento di ingegneria costituzionale per trasformarsi in un referendum sulla natura della nostra democrazia.

La posta in gioco non è più soltanto il rapporto tra giudice e pubblico ministero nell’aula di tribunale, ma il rapporto tra potere politico e cittadino.

Se il dissenso viene “tracciato” e l’indipendenza di un ordine dello Stato viene messa sotto tutela dall’esecutivo vuol dire che si vuole spostare il potere nelle mani del governo contenendo, e se necessario reprimendo, il dissenso e riducendo il ruolo di organi autonomi che svolgono fulunzioni di contrappeso rispetto all’esecutivo e sono previsti dalla Costituzione.

Votare, in questo contesto, significa dunque decidere se l’Italia debba restare ancorata a un modello di democrazia costituzionale dove il pluralismo e l’autonomia della magistratura sono baluardi invalicabili — o se debba scivolare verso una democrazia maggioritaria a trazione illiberale, dove chi vince non si limita a legiferare, ma pretende di monitorare e neutralizzare chiunque si frapponga al suo disegno di potere.

Il valore politico di questa consultazione, dunque, risiede nella difesa dello spazio pubblico come luogo di libera espressione, al riparo da ogni forma di schedatura o intimidazione istituzionale.

È un progetto autoritario che caratterizza a livello internazionale le politiche della destra estrema: da Trump, a Orban fino a Meloni.

In Italia, sempre grazie alla nostra Costituzione, a marzo, possiamo assestare un colpo a questo disegno antidemocratico della destra meloniana.

Questo significa riaffermare tre principi fondamentali di libertà oggi in pericolo.

Il primo è che la legge è uguale per tutti, anche per chi governa il cui potere non può essere assoluto.

Il secondo è che l’indipendenza del giudice è un diritto del cittadino, non un capriccio del magistrato.

E il terzo è che il dissenso è libero e non può essere oggetto di monitoraggio ministeriale.

È quanto basta per spingerci al voto e fare campagna elettorale per il no.

Enrico Rossi

Pubblicato in : Editoriale

Info Enrico Rossi

Enrico Rossi è un politico italiano, presidente della Regione Toscana dal 2010 al 2020. È membro del Comitato europeo delle regioni (CoR) dal 26 gennaio 2015; dall’ottobre 2019 è vicepresidente del gruppo socialista al CoR. Sindaco di Pontedera dal 1990 al 2000, assessore regionale alla Sanità dal 2000 al 2010. Nel 1999 viene chiamato a Roma da Walter Veltroni per assumere l’incarico di vice responsabile nazionale dell’area economica dei Democratici di Sinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti