• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Oltre il muro del trumpismo: autoritarismo, crudeltà e la fine del sogno americano 

Minneapolis è diventata l’epicentro di un orrore che non avremmo mai voluto rivedere. È qui che il sangue di Renee Nicole Good, madre di tre figli uccisa a sangue freddo da un agente dell’ICE durante un raid, ha macchiato l’asfalto, scatenando un’ondata di sdegno che attraversa l’oceano. Ma la ferocia di questa “tolleranza zero” non si è fermata: le cronache ci restituiscono l’immagine straziante del piccolo Liam Conejo Ramos, appena 5 anni, prelevato nel vialetto di casa e, secondo le denunce delle autorità scolastiche, usato come “esca” per stanare i propri genitori. Insieme a lui, altri quattro bambini sono stati classificati come “criminali violenti”, mentre donne e persone disabili venivano estratte con prepotenza dalle proprie abitazioni dalle squadre para-militari. Quando i più vulnerabili diventano pedine di uno scacchiere politico cinico e spietato, non siamo più di fronte a una gestione governativa, ma a una regressione morale che tradisce il patto sociale alla base delle democrazie moderne.

di Antonio Laraia | 25 Gennaio 2026

Minneapolis è diventata l’epicentro di un orrore che non avremmo mai voluto rivedere. È qui che il sangue di Renee Nicole Good, madre di tre figli uccisa a sangue freddo da un agente dell’ICE durante un raid, ha macchiato l’asfalto, scatenando un’ondata di sdegno che attraversa l’oceano. Ma la ferocia di questa “tolleranza zero” non si è fermata: le cronache ci restituiscono l’immagine straziante del piccolo Liam Conejo Ramos, appena 5 anni, prelevato nel vialetto di casa e, secondo le denunce delle autorità scolastiche, usato come “esca” per stanare i propri genitori. Insieme a lui, altri quattro bambini sono stati classificati come “criminali violenti”, mentre donne e persone disabili venivano estratte con prepotenza dalle proprie abitazioni dalle squadre para-militari. Quando i più vulnerabili diventano pedine di uno scacchiere politico cinico e spietato, non siamo più di fronte a una gestione governativa, ma a una regressione morale che tradisce il patto sociale alla base delle democrazie moderne.
​Esiste un confine invisibile, ma invalicabile, che una società civile non dovrebbe mai permettersi di attraversare: quello in cui l’ideologia politica calpesta deliberatamente la dignità dell’infanzia e i diritti umani più elementari. Quando la retorica della sicurezza nazionale smette di essere uno strumento di protezione per trasformarsi in una caccia sistematica all’uomo, e quando i soggetti più vulnerabili della terra — i bambini — diventano pedine di uno scacchiere politico cinico e spietato, non siamo più di fronte a una semplice divergenza di gestione governativa. Siamo davanti a una vera e propria regressione morale, un ritorno a uno stato di natura dove il potere si esercita attraverso la sopraffazione del più debole, tradendo il patto sociale che sta alla base delle democrazie moderne.
​Le politiche che mirano a colpire i nuclei familiari e a criminalizzare l’innocenza non possono essere lette come semplici incidenti di percorso o eccessi burocratici. Esse rappresentano gli ingranaggi di un modello autoritario e muscolare che costruisce il proprio consenso alimentando la paura viscerale verso l’”altro”, trasformando il migrante nel nemico pubblico numero uno. Questo approccio, intrinseco a una certa destra populista e radicale, non si limita a una gestione tecnica dei flussi migratori, ma punta a una ridefinizione ontologica dell’essere umano: si stabilisce, arbitrariamente, chi possiede diritti inalienabili e chi può essere ridotto a un numero, a una minaccia o a un “criminale violento” fin dalla nascita. Usare i figli come ostaggi per colpire i genitori non è solo una strategia amministrativa, è una tattica di terrore psicologico che richiama i capitoli più bui del secolo scorso.
​Questa visione del mondo, caratterizzata da un nazionalismo esasperato, non resta confinata entro i confini americani, ma agisce come un virus ideologico che bussa prepotentemente alle porte dell’Europa, cercando di scardinarne i valori fondanti. Il disprezzo per le istituzioni internazionali e per i trattati sui diritti umani sono i segnali inequivocabili di una politica intrinsecamente guerrafondaia. Non si tratta solo di conflitti armati tradizionali, ma di una “guerra ibrida” combattuta attraverso sanzioni punitive, muri di filo spinato e un isolazionismo che mette a repentaglio la stabilità globale. L’Europa, che ha costruito la sua identità proprio sulle macerie dei totalitarismi, ha oggi il dovere storico di riconoscere questi sintomi: l’attacco sistematico alla verità dei fatti, la militarizzazione del controllo sociale e l’emergere di un egoismo nazionale che nega ogni forma di solidarietà e cooperazione.
​Tutto questo trova oggi il suo epicentro nel ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, la cui amministrazione ha elevato la disumanità a protocollo burocratico. Tuttavia, il trumpismo non è un fenomeno isolato: esso trova sponda e legittimazione in Europa attraverso leader come Giorgia Meloni. Il governo Meloni, lungi dal prendere le distanze da queste derive, spalleggia apertamente la linea trumpiana, importandone il linguaggio identitario e la logica dell’esclusione. Questo asse transatlantico tra Washington e Roma non rappresenta solo un’intesa politica, ma una minaccia coordinata alle conquiste civili del dopoguerra, un tentativo di normalizzare l’autoritarismo agli occhi dei cittadini europei.
​Denunciare queste derive non è dunque una semplice scelta di campo politica, ma un imperativo etico non negoziabile per chiunque creda nella libertà. Il fascismo moderno ha imparato a evolversi, abbandonando spesso le vecchie divise per nascondersi dietro proclami incendiari, ordini esecutivi disumani presentati come “necessari” e una costante normalizzazione della crudeltà quotidiana. Dobbiamo urlare la nostra vergogna di fronte a queste atrocità, ma dobbiamo farlo con la forza della consapevolezza e della memoria storica. Solo restando vigili e rifiutando di abituarci all’orrore potremo impedire che il cinismo diventi la nuova lingua delle nostre istituzioni e che il futuro delle prossime generazioni venga sacrificato sull’altare dell’odio.

Antonio Laria

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Antonio Laraia

Antonio Laraia è un giornalista ed opinionista di “Avanti Online”.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti