• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

New York, il giuramento e la resa del rito civile

Il sindaco di New York, entrando in carica, ha scelto di giurare con la mano sul Corano. È un gesto legale, certo, perché un giuramento vale per ciò che prometti davanti alle istituzioni, non per l’oggetto che tocchi. Ma la politica non vive solo di cavilli. Vive di simboli. E questo simbolo, oggi, pesa. Il tema non è l’Islam in sé, né la libertà religiosa di una persona. Il tema è il contesto: la carica pubblica più visibile di una città simbolo dell’Occidente sceglie di appoggiarsi a un testo religioso. Qualunque esso sia, il messaggio che passa è lo stesso: il rito civile non basta più, ha bisogno di una “copertura” spirituale, di un sigillo identitario. E qui c’è una crepa vera, perché lo spazio comune dovrebbe essere neutro, asciutto, universale. Dovrebbe parlare a tutti, anche a chi non crede, anche a chi crede in altro, anche a chi non vuole che la fede entri in politica.

di Piero Terracina | 2 Gennaio 2026

Il sindaco di New York, entrando in carica, ha scelto di giurare con la mano sul Corano. È un gesto legale, certo, perché un giuramento vale per ciò che prometti davanti alle istituzioni, non per l’oggetto che tocchi. Ma la politica non vive solo di cavilli. Vive di simboli. E questo simbolo, oggi, pesa.

Il tema non è l’Islam in sé, né la libertà religiosa di una persona. Il tema è il contesto: la carica pubblica più visibile di una città simbolo dell’Occidente sceglie di appoggiarsi a un testo religioso. Qualunque esso sia, il messaggio che passa è lo stesso: il rito civile non basta più, ha bisogno di una “copertura” spirituale, di un sigillo identitario. E qui c’è una crepa vera, perché lo spazio comune dovrebbe essere neutro, asciutto, universale. Dovrebbe parlare a tutti, anche a chi non crede, anche a chi crede in altro, anche a chi non vuole che la fede entri in politica.

New York è la capitale mondiale del pluralismo. Proprio per questo, un sindaco dovrebbe scegliere il gesto più inclusivo possibile. Un giuramento laico, sulla Costituzione, su una carta istituzionale, su un testo che appartenga a tutti. O, se vogliamo dirla ancora più semplice, sulla parola data alla città. Perché se governi una comunità enorme e diversa, non puoi trasformare il momento più solenne in un segnale di appartenenza.

E qui arriva il punto che fa indignare davvero. Non perché qualcuno abbia una fede, ma perché questo accade in America. Proprio lì. Nel Paese che da decenni si racconta come il primo difensore del diritto democratico e della separazione tra sfera pubblica e sfera religiosa. Se perfino lì il rito istituzionale si piega a un simbolo confessionale, allora non è più un episodio. È un sintomo. È l’idea che l’Occidente, stanco e confuso, stia iniziando a inginocchiarsi davanti all’identità religiosa, e oggi quell’identità, nel dibattito politico globale, è spesso declinata in chiave islamica.

Qualcuno dirà: è solo un libro. No. È un messaggio. I simboli servono proprio a questo, a dire qualcosa senza dirlo. E qui si sta dicendo che l’istituzione ha bisogno di una consacrazione, come se la legge e la democrazia da sole non fossero abbastanza. È una regressione travestita da apertura mentale.

C’è poi un rischio ancora più tossico: la fede esibita come certificato morale. Come se bastasse mostrarsi devoti per apparire automaticamente “giusti”. È la scorciatoia perfetta, e infatti piace. Ma le istituzioni non dovrebbero chiederti devozione. Dovrebbero chiederti responsabilità, trasparenza, servizi, sicurezza, rispetto delle regole, capacità di tenere insieme una città che spesso è un campo minato sociale. La sacralità non c’entra. I risultati sì.

Si può essere credenti e impeccabilmente laici. Si può pregare in privato e governare in pubblico con neutralità. Anzi, questa è la maturità democratica: tenere la fede al riparo dalla propaganda, e tenere lo Stato al riparo dalla religione, qualunque religione.

Perché quando il rito civile perde il suo centro, non stiamo diventando più moderni. Stiamo solo indebolendo l’unica cosa che dovrebbe unire tutti: un patto comune che non dipende da un credo, ma dalla cittadinanza. E se anche l’America, simbolo e vetrina della democrazia occidentale, comincia a confondere le due cose, allora sì: non è “inclusione”. È resa culturale, mascherata da virtù.

Piero Terracina

Pubblicato in : Apertura

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    2 Gennaio 2026 alle 17:33

    In Massoneria, l’Iniziato, giura sul testo sacro della sua religione.
    Ciò non dovrebbe destare scandalo.
    Lo dico da persona che, pur lontanissima dalle tre religioni monoteiste e parimenti lontana dalla politica USA, sa bene che gli USA sono stati storicamente fondati da massoni e su principi massonici.
    Ovvero Teisti.
    Ciò non dovrebbe infatti scandalizzare. E’ Storia.
    Il problema è, semmai, che gli USA, nel corso dei secoli, si sono ampiamente discostati da quei principi (fondati sul trinomio cagliostriano Libertà, Fratellanza e Uguaglianza) e dalla loro stessa Costituzione, fondata su quei principi e gravemente vilipesa e disattesa da pressochè tutti i Presidenti USA.
    Il giuramento su un testo considerato Sacro è un retagglio della cultura massonica.
    Può piacere o meno, ma fa parte della Storia e della tradizione. E personalmente rispetto tale aspetto.

    Rispondi

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Luca Bagatin su Cedere al ricatto di Zelensky significa trovarsi in casa 100 milioni di migranti 
  • Fabio Maiorano su Il Miracolo di San Gennaro: quando il giornalismo diventa superstizione
  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti