
Il titolo del film di Yorgos Lanthimos trae origine dal mito greco della putrefazione e rinascita: come ricorda Virgilio nelle Georgiche dalla putrefazione della carcassa di un bue, miracolosamente nasce uno sciame di api.
Interpretato e cofinanziato da Emma Stone che si accinge a diventare il feticcio portafortuna del regista greco.
Anche se si tratta del remake di un film coreano, il regista trasferisce la sua storia in America, per l’esattezza in Georgia.
Dovessimo usare le parole per raccontare l’ultima fatica di Yorgos Lathimos, basterebbe un francobollo, ma le immagini dicono molto di più: riempiono pienamente le due ore del film.
E’ un film sugli alieni? Anche. E’ un inno all’ecologia? Pure. E’ una parabola laica che mette in guardia dai danni della contemporaneità? Anche ma sopratutto è un film di Lanthimos che si fa apprezzare sia per una certa originalità, che per l’interpretazione degli attori, più o meno conosciuti e naturalmente su tutti Emma Stone, candidabile per la Coppa Volpi che poi è andata alla bravissima Xi Zhilei, attrice protagonista del film cinese,(brava lei ma il film mi ha poco entusiasmato.)
Intervistata Emma Stone afferma di credere negli alieni, che lo dica convinta o solo in funzione del film che l’ha vista protagonista poco importa.
Nel film è Michelle, CEO di una industria multinazionale farmaceutica,
completamente asservita agli interessi dei suoi datori di lavoro.
I protagonisti maschili Teddy (Jesse Plemons) è uno sfigato apicultore, crede nel complottismo e negli alieni, trascina il cugino Don in una impresa che ha del folle: rapire la CEO.
Entrambi sono convinti che sia un’aliena venuta dal suo lontano pianeta per conquistare la terra.
Si instaura il solito rapporto vittima e rapitore e una Emma Stone strepitosamente grande (è al suo quinto film con il regista greco) cerca inutilmente di portare Ted dalla sua parte.
Un Thriller ma anche un horror percorso da una vena di fantascienza.
In fondo il vero motivo del rapimento è da ricercare anche nella rabbia di Ted nei confronti di “quella stronza tecnologica” che ha portato sua madre al coma (infatti la multinazionale della CEO produce anche oppiacei)
Fra disperazione e follia, complotto e baratro in cui è caduta
Bravissimo Lanthimos a darci un finale degno della sua intelligenza di maestro del cinema. “Dove sono finiti tutti i fiori?”
Il film sarà nelle nostre sale dal 23 ottobre.
Maria Rita Monaco

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