• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

“Palestina, il finto Stato che piace all’Europa: riconoscere il nulla per sentirsi virtuosi”

Mi rifiuto di credere che Paesi come Francia, Inghilterra, Italia e compagnia cantante non sappiano perfettamente che un riconoscimento unilaterale dello “Stato di Palestina” non è altro che una mossa teatrale, una boutade diplomatica che non ha alcun fondamento reale. Non esistono confini definiti, non esistono istituzioni statali degne di questo nome, non esiste un esercito regolare né un sistema fiscale centralizzato, non esiste una moneta né tantomeno un sistema giudiziario unificato. Non esiste nemmeno una minima parvenza di autodeterminazione, ma solo due entità che si odiano a vicenda: da una parte una macchina clientelare logora e corrotta fino all’osso, e dall’altra una milizia paramilitare islamista che usa i civili come scudi umani e si rifiuta categoricamente di riconoscere chiunque al di fuori della propria ideologia.

di Piero Terracina | 27 Luglio 2025

Mi rifiuto di credere che Paesi come Francia, Inghilterra, Italia e compagnia cantante non sappiano perfettamente che un riconoscimento unilaterale dello “Stato di Palestina” non è altro che una mossa teatrale, una boutade diplomatica che non ha alcun fondamento reale. Non esistono confini definiti, non esistono istituzioni statali degne di questo nome, non esiste un esercito regolare né un sistema fiscale centralizzato, non esiste una moneta né tantomeno un sistema giudiziario unificato. Non esiste nemmeno una minima parvenza di autodeterminazione, ma solo due entità che si odiano a vicenda: da una parte una macchina clientelare logora e corrotta fino all’osso, e dall’altra una milizia paramilitare islamista che usa i civili come scudi umani e si rifiuta categoricamente di riconoscere chiunque al di fuori della propria ideologia.

E allora cosa si intende davvero con questo continuo, farsesco parlare di “riconoscimento dello Stato di Palestina”? Perché Paesi che dovrebbero avere strumenti diplomatici e analitici più che sufficienti per capire che uno Stato, per esistere, deve almeno esistere, continuano a spingere su questa narrativa?

Due ipotesi. Nessuna particolarmente lusinghiera.

La prima è che sia una mossa cinica per lavarsene le mani. Creare uno Stato-fantoccio sulla carta, così da poter dire: “Ecco, adesso tocca a loro comportarsi da Stato. Noi il nostro lo abbiamo fatto”. Una specie di Pilato contemporaneo, che si scrolla la polvere del conflitto di dosso lasciando il palcoscenico a due attori tragici senza copione, senza regia e senza pubblico che li prenda più sul serio. Una strategia che funziona alla perfezione nei salotti progressisti, dove le etichette contano più dei contenuti. Basta la parola “Stato” per sentirsi in pace con la coscienza, poco importa se lo Stato in questione è una finzione.

La seconda ipotesi, più sottile ma altrettanto ipocrita, è che si tratti di un modo per stanare le due fazioni in lotta intestina. Una specie di bluff diplomatico. “Ecco lo Stato che avete sempre chiesto, adesso vediamo cosa ne fate”. Un invito a uscire allo scoperto, a mettere finalmente la faccia su un progetto statale che, nel migliore dei casi, è una fragile chimera. Ma anche qui, la domanda resta: a che pro? Per scoprire l’acqua calda? Per certificare ufficialmente che non c’è nulla dietro quella bandiera, se non lotte di potere, corruzione endemica, estremismo religioso e un popolo ostaggio di due leadership criminali?

In entrambi i casi, il risultato è lo stesso: nessuna soluzione, nessun passo avanti, solo una colossale presa in giro ai danni di chi abita quella terra. Gli uni costretti a trattare con un’ombra che non si assume alcuna responsabilità; gli altri illusi da un riconoscimento che somiglia più a una beffa che a una conquista.

E allora diciamolo chiaramente: se il riconoscimento serve solo a scaricare il barile o a provocare una reazione, allora non stiamo facendo diplomazia. Stiamo giocando con la vita delle persone, con i destini di intere generazioni. E questo non è né virtuoso né giusto. È solo profondamente irresponsabile.

Piero Terracina

Pubblicato in : Editoriale, Esteri

Info Piero Terracina

Mi chiamo Piero Terracina, ho 70 anni, lavoro nel campo delle chitarre dal 1979 e sono un punto di riferimento per molti musicisti.

Ma questa è solo una parte di ciò che sono.

Sono ebreo, panteista, visionario. Non appartengo a nessuna corrente politica, assolutamente apartitico.

Da cinquant’anni studio storia, politica ed economia. Non per mestiere, ma per necessità. Perché capire il mondo non è un passatempo: è un dovere. Scrivo per onestà intellettuale, per rimettere ordine dove il pensiero si è fatto confuso, omologato, pigro.

Non ho mai accettato verità impacchettate né morali a comando.
Credo nella responsabilità personale, nel dubbio, nella tradizione, nella libertà del pensiero critico.
Non appartengo a nessuno. E non scrivo per piacere: scrivo perché tacere, a volte, è peggio che sbagliare.

Da me troverai solo lavori fatti con le mani e idee scolpite con la testa.

Senza slogan. Senza bandiere. Solo ciò che penso. Solo ciò che faccio.

A settembre 2026 ho fondato il sito Volo Radente (www.voloradente.eu) dove pubblico i miei articoli riprodotti anche su Pensalibero.it

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Antonio di Meco su Fermare le macchine per salvare la democrazia
  • Angioletta Massimino su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Angioletta Massimino su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti