• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

La cultura, quando è viva, non decora il potere: lo sfida!

Ancora una volta, il rituale stanco si ripete sulla scena politica italiana. Un artista osa esprimere un pensiero dissonante, un’ombra di critica si allunga sul panorama monocromo del consenso, e immediatamente si leva, puntuale come un orologio guasto, il coro indignato della destra.

L’ultimo atto di questa guerra asimmetrica? Le parole del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che da Firenze ha attaccato Elio Germano, Geppi Cucciari e gli intellettuali “di sinistra”, accusandoli di monopolizzare un settore che, a suo dire, dovrebbe essere “governato da patrioti”. Peccato che, dietro la retorica della “cultura popolare”, si celi un progetto di normalizzazione autoritaria.

di Daniela Piesco | 14 Maggio 2025

Ancora una volta, il rituale stanco si ripete sulla scena politica italiana. Un artista osa esprimere un pensiero dissonante, un’ombra di critica si allunga sul panorama monocromo del consenso, e immediatamente si leva, puntuale come un orologio guasto, il coro indignato della destra.

L’ultimo atto di questa guerra asimmetrica? Le parole del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che da Firenze ha attaccato Elio Germano, Geppi Cucciari e gli intellettuali “di sinistra”, accusandoli di monopolizzare un settore che, a suo dire, dovrebbe essere “governato da patrioti”. Peccato che, dietro la retorica della “cultura popolare”, si celi un progetto di normalizzazione autoritaria.  

Elio Germano, fresco del David vinto con Berlinguer, ha risposto al ministro dal palco del teatro Parenti: «Un governo che parla di “lavoro patriottico” fa paura». Non è una boutade. Da mesi, il cinema italiano è paralizzato da linee guida che privilegiano film encomiastici, mentre le commissioni ministeriali sembrano club per nomine clientelari. 

Federico Mollicone, presidente della Commissione Cultura alla Camera, ha definito il discorso di Cucciari ai David “un insulto inaccettabile”. Peccato che la Cucciari, nel suo intervento, abbia solo chiesto più attenzione per un settore in crisi. Ma per la destra sovranista, ogni critica è un attentato alla legittimità. Il problema non è Geppi Cucciari, ma l’incapacità di reggere il contraddittorio. Se un cabarettista diventa un pericolo, significa che il potere ha paura della risata, della domanda scomoda, del pensiero non allineato.  

Perché Hanno Paura della Cultura?

Dietro gli attacchi a Germano, Cucciari e agli “intellettuali di sinistra” c’è un disegno preciso: trasformare la cultura in un’arma di propaganda. Quando Giuli parla di “patriottismo”, intende un racconto monocorde, celebrativo, privo di ombre. Un Paese che applaude e non discute. Ma la cultura è per definizione scomoda, critica, trasgressiva. È Dante che condanna i papi corrotti, Pasolini che smaschera il potere, la Fallaci che interroga l’autorità.  

La vera domanda è: perché un governo così sicuro della sua maggioranza ha bisogno di demonizzare una minoranza? Forse perché sa che la cultura libera è l’ultimo baluardo contro l’omologazione. E mentre il ministro Giuli cita Gentile, gli artisti rispondono con Brecht: «Chi combatte può perdere, chi non combatte ha già perso».  

La posta in gioco non è destra vs sinistra, ma democrazia vs autoritarismo. Ogni governo che teme la satira, censura il dissenso e strumentalizza l’arte tradisce la Costituzione. Gli artisti non chiedono privilegi, ma di poter lavorare senza dover inchinarsi a logiche di clan. Perché la cultura non è di destra o di sinistra: è il respiro di un Paese che non vuole soffocare.

Chi cerca di soffocare la cultura commette un errore madornale: confonde il silenzio con la pace. Ma un Paese che non si interroga è un Paese che rinuncia a crescere e che  tradisce una fragilità: il terrore che, un giorno, qualcuno possa aprire una finestra e far entrare aria nuova.  

La cultura non è mai stata un crimine. È semmai il contrario: il crimine è privare un popolo degli strumenti per pensare. Finché ci sarà chi scrive versi sui muri, chi canta storie scomode, chi ride del potere, quel crimine non sarà consumato. E la speranza, come una pianta tenace, continuerà a crescere tra le crepe del conformismo.

Perché l’arte non bussa alle porte: le sfonda.  

Sopravvive a secoli di oppressione come radice che spacca l’asfalto,  si nutre di periferie e rabbia, trasforma garage in cattedrali,  

social network in piazze di resistenza.  

È il ruggito di Jannacci tra i clacson milanesi,  

il teatro di De Filippo che balla sulle macerie,  

la matita di Forattini che squarcia i veli del potere,  i versi di Pasolini, coltelli nella carne dei conformismi.  

A ogni era buia risponde con una fiaccola accesa nel vento.  Perché l’artista non implora: sputa in faccia al presente  

e grida al mondo, con le ossa rotte e l’utopia in gola:  ‘Non è questo il finale. Noi scriveremo un altro capitolo’.”

Daniela Piesco

Pubblicato in : EditorialeTag: aria nuova, autoritarismo, censura, cinema, commissione, consenso, costituzione, crisi, dante, democrazia, discorso, firenze, governo, lavoro, mondo, politica italiana, satira, speranza

Info Daniela Piesco

Avvocato, giornalista pubblicista, direttore responsabile del quotidiano online “L’Eco del Sannio” di Benevento, condirettore del giornale internazionale on line “Radici”. Appassionata di cultura, politica e attualità scrive su “L’Eco di Milano e Provincia”, sul “Corriere Nazionale”, sul “Corriere di Puglia e Lucania” e su “Stampa Parlamento”.
“Sono fermamente convinta, prendendo a prestito le parole di Moravia, che quando le informazioni mancano, le voci crescono.”

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti