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Sono dazi nostri

Il contesto politico e giudiziario attuale è segnato da contraddizioni e opportunismi. Trump minaccia di sganciare l’Europa, mentre l’UE si mostra debole e divisa. In Italia, D’Alema elogia Russia e Cina dimenticando il suo passato interventista, e la magistratura si oppone a una riforma che garantirebbe maggiore terzietà. Anche il calcio non è esente da polemiche, con giustizia sportiva a doppia velocità. Tra pregiudizi costruiti ad arte e reazioni tardive, il rischio è che le scelte cruciali siano dettate più dall’emotività che dalla coerenza.

di Raffaele Romano | 28 Febbraio 2025

In una panoramica del momento si scoprono varie incongruità e contraddizioni che
navigano via etere, ma senza una disanima storica che documentalmente espliciti i
fatti e non i propri pregiudizi spesso costruiti ad arte per nascondere qualche
marachella del proprio passato.
Sembra e sottolineo sembra che Trump voglia abbandonare l’Europa come una palla
al piede degli USA e lo fa con un modo a dir poco spregiudicato sparando grosso per
vedere l’altro giocatore della partita che reazioni avrà. Alcuni rimangono impauriti,
altri reagiscono in modo non proporzionato. Fra gli impauriti c’è, senza ombra di
dubbio, l’Alta Rappresentante dell’Ue Kaja Kallas che, l’altro ieri, si era recata
all’incontro col segretario di Stato Usa Marco Rubio che l’ha disdetto. Un evento
diplomatico senza precedenti che avrebbe avuto bisogno di una risposta adeguata e
legata al sacro principio delle diplomazie ovvero “il principio di reciprocità”. Ma
l’UE è, purtroppo, debole e, oltre tutto, divisa in una partita planetaria in cui si chiude
nelle sue interminabili riunioni e quando arriverà, se ci arriverà, ad una decisione
sarà, molto probabilmente, troppo tardi.
Nel frattempo i guelfi e ghibellini de’ noantri si azzuffano e si accapigliano senza
nessun costrutto, tutti nessuno escluso.
Assistiamo, addirittura, a D’Alema che dichiara guerra agli Stati Uniti ed affermando
che la “Russia e la Cina si battono per un mondo più giusto” dimentica di dire che
nel 1999 portò l’Italia in guerra al fianco degli USA e con la Nato senza neppure
comunicarlo al Parlamento. Infatti la nostra Costituzione sancisce, dopo le barbarie
della Seconda Guerra mondiale, un messaggio di pace attraverso l’art. 11 “L’Italia
ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come
mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”.
Allora si fece convincere da Clinton istantaneamente.
Ma anche la magistratura nostrana non si sottrae opponendosi ad una legittima e, per
dirla tutta, minima modifica nel separare le carriere e, come tanti bambini che
rivogliono il loro giocattolo preferito, scendono in piazza con dei flash mob in tutta
Italia “Contro la riforma e a difesa della Costituzione” ed il governo attuale già si
impaurisce e propone di incontrali.
Finanche un comunista di pregiato conio come l’attuale direttore de L’Unità, il
grande Piero Sansonetti ai tempi di tangentopoli vice direttore di Valter Veltroni
sempre allo stesso giornale dove vibrava colpi mortali con la sua durlindana a
chiunque fosse solo indagato dalla procura di Milano, ha ricordato che l’articolo 111
della sempre beneamata costituzione afferma che “tutti hanno diritto ad essere
giudicati da un giudice terzo. E “terzo” vuol dire proprio imparziale ossia non
assimilabile né all’accusa e né alla difesa. Quindi questo governo, con tutti i suoi
limiti, sta cercando solo di ripristinare la piena valenza a quanto avevano già fatto i
padri costituenti.
A tal riguardo lo stesso Francesco Cossiga che non mosse paglia negli anni bui fra il
1992 ed il 1998 che hanno generato questa tracimazione della magistratura affermò,
molti anni dopo che “il peggiore dei governi possibili è il governo dei giudici stessi

o, peggio ancora, il governo dei pubblici ministeri per loro natura inquisitoriali e
nel nostro ordinamento ingiustamente irresponsabili delle loro azioni”.
Ma anche in un campo vicino, quello sportivo del calcio, si assiste ad eventi che
mortificano il senso di giustizia: il giocatore dell’Inter Lautaro, che aveva
bestemmiato in campo, caso strano solo ora la Procura federale ha acquisito l’audio
della bestemmia pronunciata da Lautaro Martinez durante Juventus-Inter per cui
potrà giocare, senza pagare dazio, la partita col Napoli di sabato.
A pensar male si fa peccato, diceva Giulio Andreotti, ma spesso ci si azzecca!

Raffaele Romano

Pubblicato in : EditorialeTag: andreotti, anni, cina, costituzione, governo, guerra mondiale, italia, magistratura, milano, mondo, napoli, nato, natura, parlamento, seconda guerra mondiale, stati uniti, usa

Info Raffaele Romano

Raffaele Romano è laureato ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti del Lazio.
Ha fatto studi storici e filosofici.
Da giornalista si occupa di Storia Contemporanea quindi, per inerzia, si deve occupare di geopolitica e di economia e finanza avvalendosi di 15 anni di esperienze in banca.
Non disdegna, ogni tanto, di scrivere articoli sul “Cinema ed il Teatro”.
Ovviamente tifa per il Napoli da sempre.
Ha collaborato con molte testate a partire dal glorioso “Avanti” dove ha imparato il mestiere.
Attualmente collabora con alcune testate on line e, dal 2016, svolge l’attività di volontario per il Messico della Onlus N.P.H. USA (Nuestros Pequenos Hermanos).
Più altre cose.
L’autunno scorso ha pubblicato “Andreotti, Craxi e Moro visti dalla CIA” con documentazione desecretata presso la Centrale di Intelligence statunitense e dal Dipartimento di Stato.
A fine settembre uscirà il sequel che si occupa del movimento sindacale italiano dagli anni ’30 agli ’80 del XX secolo.

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