
“E non esiste un caso in cui il suo calcolo non abbia funzionato, in cui il destino non abbia deciso per lei primo ministro Benyamin Netanyahu?”
“80 camion di aiuti e 10 autocisterne con “carburante” sono entrati ai valichi di Kerem Shalom e Awja, diretti a Gaza dopo le consuete ispezioni. Lo ha segnalato all’Ansa una fonte qualificata della Mezzaluna Rossa egiziana. “Abbiamo preparato 300 camion e 25 mezzi con carburante per entrare a Gaza attraverso i valichi, in coordinamento con tutte le controparti”, ha precisato la fonte contattata per telefono. Hezbollah si ritira. Secondo fonti citate dal Wall Street Journal, il movimento filoiraniano ha emanato direttive interne per i miliziani che non vivono a sud del fiume Litani, di abbandonare l’area per consentire alle Forze armate libanesi di assumere il controllo della regione di confine, come richiesto dal cessate il fuoco con Israele. Secondo un’altra fonte, il gruppo terroristico ha perso circa 5.000 combattenti dal 7 ottobre 2023 e sta affrontando una pesante crisi finanziaria con il vertiginoso aumento dei costi per gli oltre mille feriti gravi che necessitano di cure mediche costanti e di un reddito regolare. Il quotidiano Asharq al Awsat, pubblicato a Londra, che cita fonti palestinesi coinvolte nei negoziati, ci sono stati progressi nella comunicazione tra i mediatori e Hamas per risolvere la crisi del rinvio dello scambio di detenuti e ostaggi. “Ci sono contatti che potrebbero portare, nelle prossime ore, alla consegna dei corpi di due israeliani, in cambio della liberazione dei prigionieri palestinesi che avrebbero dovuto essere liberati sabato”, hanno riferito le fonti. La Protezione civile della Striscia di Gaza, gestita da Hamas, due palestinesi sono rimasti feriti in un attacco effettuato da un drone israeliano nei pressi di una scuola nel quartiere di Tel Sultan, a Rafah, nella parte meridionale di Gaza. Le loro condizioni non sono note al momento. L’Idf non hanno ancora rilasciato dichiarazioni in merito. Il ministro degli Affari strategici e rappresentante personale del premier Benyamin Netanyahu Ron Dermer, ha incontrato due volte in Florida Steve Witkoff, l’inviato speciale del presidente Usa per il Medio Oriente, consegnandogli un messaggio secondo il quale “Israele non è impegnato nel piano di tregua in tre fasi dell’amministrazione Biden, anche se lo ha firmato”. Il piano B di Netanyahu è una versione di quello che in Israele viene definito il “piano dei generali”: “Israele tornerà a una guerra intensa a Gaza, creerà aree di rifugio per i civili e consentirà alle organizzazioni internazionali di distribuire cibo solo in queste aree”, riporta Haaretz. “Sono impegnato a trovare un modo per fargli visitare la Germania e ripartire senza essere arrestato”. Lo ha affermato il leader della Cdu/Csu (chiamata anche l’Unione, o Partiti dell’Unione è l’espressione usata per indicare entrambi i partiti gemelli Unione Cristiano-Democratica di Germania e Unione Cristiano-Sociale in Baviera, appartenenti all’area di centro-destra). Friedrich Merz, vincitore delle elezioni e probabile futuro cancelliere, a proposito della possibile visita in Germania del premier israeliano Benjamin Netanyahu, con cui ha avuto una conversazione telefonica nelle scorse ore, destinatario di un mandato di arresto della Corte penale internazionale. Israele ha trasmesso un messaggio ai Paesi mediatori dichiarando la disponibilità a rilasciare 602 detenuti palestinesi, il cui rilascio era stato posticipato sabato, in cambio della restituzione dei corpi di quattro ostaggi entro ieri. Lo riferisce un funzionario israeliano citato da Ynet la testata israeliana. La città di Jenin, in Cisgiordania, ha dichiarato in un comunicato che l’esercito israeliano ha demolito circa 120 case nel campo profughi della città e ne ha parzialmente danneggiato altre decine nell’intero campo. Le forze israeliane “proseguono la loro aggressione” nel campo di Jenin e “hanno preso d’assalto diverse città, sabotando le infrastrutture e distruggendo le strade”. Lo riporta l’agenzia di stampa palestinese Wafa, il giorno dopo l’invio di carri armati da parte di Israele che “hanno raggiunto la periferia del campo”. L’ultimo dispiegamento di carri armati israeliani in Cisgiordania risale al 2002, nell’ambito dell’operazione Rampart, (Cisgiordania: Israele lancia l’operazione “Muro di ferro”, uccisi almeno 50 palestinesi. Nelle ultime settimane, da quando è stato attuato il cessate il fuoco a Gaza, abbiamo assistito a un’escalation di violenza estrema in Cisgiordania e in Palestina, in particolare a Jenin, Tulkarem e Tubas sono citta dello Stato di Palestina) durante la Seconda Intifada “rivolta”. Ma cosa fate per evitarlo?
Giuseppe Basilico

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