Per risparmiare resteranno solo quelli nei capoluoghi di provincia.

Invero, se le circoscrizioni dei Tribunali erano quelle fissate prima della guerra, con una popolazione numericamente di gran lunga inferiore a quella attuale, diversamente dislocata sul territorio e con degli organici degli operatori del diritto totalmente insufficienti, stabiliti con decisioni vecchie di 50 anni e mai più aggiornate, era ed è evidente che parlare di incremento di risorse e di organici, così come previsto dal Governo Prodi e dal Ministro della Giustizia Mastella nella precedente legislatura, era una necessità indifferibile. Da quegli anni e da quelle riflessioni, sembrano essere trascorse ere geologiche, laddove le decisioni dell’attuale Governo Monti, in scia con quelle del precedente governo Berlusconi, sono indirizzate in direzione totalmente opposta.
La giustizia è lenta? Sopprimiamo i Tribunali. I processi durano troppo? Sopprimiamo l’Appello e stabiliamo un filtro che scoraggi i cittadini ad impugnare le sentenze. Pensi di aver diritto ad agire in giudizio? Devi pagare il mediatore, un soggetto assolutamente privo di cognizioni giuridiche, al quale pagare “il pizzo” per poi potere agire in giudizio. Naturalmente tutte le tasse in materia di contenzioso sono state raddoppiate. Se, sino ad oggi, la dislocazione dei Tribunali era generalmente basata sulla densità abitativa e sull’estensione territoriale, il governo Monti ha deciso che basta un Tribunale per ogni capoluogo di provincia. Da gennaio il Tribunale di Napoli servirà, per la materia civile e penale, una popolazione come quella della intera Toscana ed Emilia Romagna, ove rimane un Tribunale per ogni capoluogo, con problemi, ovviamente, ben più gravi di Toscana ed Emilia Romagna. Il Tribunale di Torre Annunziata avrà un bacino di utenza di popolazione grande quanto la Basilicata. Vi saranno anche Tribunali che serviranno popolazioni di Regioni diverse e gli abitanti delle isole dovranno recarsi sulla terraferma per avere giustizia. Una irrazionalità pari a quella del ministro Castelli, che non voleva assumere i vincitori del concorso ad ufficiale giudiziario (solo quelli del Sud), perché il loro lavoro poteva essere svolto dai postini. I postini che ti portano la raccomandata e ti pignorano la casa (robe padane per intellettuali laureati a Tirana in un solo anno).
Naturalmente, gli ufficiali giudiziari del Sud laureati e vincitori di concorso, avrebbero potuto fare i postini. Da dicembre, gli avvocati che avevano lo studio in una città sede di sezione distaccata di Tribunale, in molti casi dovranno percorrere anche 80, 100 chilometri per raggiungere il Tribunale più vicino. Ma quanto risparmierà lo Stato grazie a questa decisione? Le valutazioni più ottimistiche riferiscono di 50 milioni di euro di vantaggio, altre valutazioni riducono il risparmio a soli 20 milioni di euro. Ma i costi di una simile decisione? I processi delle sezioni distaccate non ingolferanno i Tribunali di capoluogo?
Se il personale rimarrà invariato, anzi si ridurrà perché da quindici anni non si tengono i concorsi per cancellieri e da dieci anni quelli per ufficiali giudiziari (a Napoli in dieci anni il personale di cancelleria si è dimezzato), se le strutture saranno ridotte, non aumenterà a dismisura il ricorso alla legge Pinto per il risarcimento dei danni per l’ingiusta durata dei giudizi?
Ma a questo sembra che il ministro Severino abbia già pensato: trasformare il risarcimento danno in equo indennizzo, un’altra, l’ennesima, violazione della Costituzione che farà precipitare, ove ancora possibile, il nostro Paese nelle classifiche internazionali sulla giustizia. Con un piccolo corollario in materia penale: allungando i tempi del processo penale sarà più facile ottenere la prescrizione dei reati, forma di amnistia mascherata per gli imputati più abbienti. A questo punto, l’amnistia vera, è sicuramente una questione di civiltà.

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