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La Boe alza ancora il costo del denaro

La Banca di Inghilterra ha alzato ancora i tassi di riferimento di 25 punti base, portandoli al 5,25%, e arrivando al quattordicesimo rialzo consecutivo. I tassi ora sono ai massimi dal 2008, in un contesto di elevata e preoccupante inflazione. Il Board si è espresso a favore di un rialzo dei tassi, ma non all’unanimità, con 6 membri che hanno deciso un aumento di 25 punti base, mentre altri due hanno votato per un rialzo di 50 punti base e uno solo che avrebbe desiderato i tassi invariati.

di Saverio Berlinzani | 4 Agosto 2023
la sede centrale della Bank of England a Londra (fonte Wikimedia Commons)

La Banca di Inghilterra ha alzato ancora i tassi di riferimento di 25 punti base, portandoli al 5,25%, e arrivando al quattordicesimo rialzo consecutivo. I tassi ora sono ai massimi dal 2008, in un contesto di elevata e preoccupante inflazione. Il Board si è espresso a favore di un rialzo dei tassi, ma non all’unanimità, con 6 membri che hanno deciso un aumento di 25 punti base, mentre altri due hanno votato per un rialzo di 50 punti base e uno solo che avrebbe desiderato i tassi invariati. In ogni caso le dichiarazioni del board sono state improntate ad un mantenimento di una politica restrittiva, anche se, si legge, siamo già in una condizione del genere, che però rimarrà tale fino a quando l’inflazione non scenderà al 2%. La sterlina ha reagito inizialmente scendendo, sull’onda del recupero del dollaro di questa settimana, ma poi ha chiuso in ripresa, recuperando dai minimi contro dollaro, oltre 100 pips, da 1,2620 a 1,2730.

I DATI DI IERI.

La giornata comunque, era partita con la pubblicazione dei Pmi dei servizi, che avevano mostrato una congiuntura in leggera ripresa, a partire dal Pmi dei servizi cinese, salito a 54.1, passando per quello indiano, anch’esso in miglioramento. Gli stessi dati, pubblicati nella vecchia Europa, hanno mostrato un calo di quelli spagnoli e francesi, mentre i Pmi tedeschi sono parsi in miglioramento. In generale i dati di Eurozona sono usciti inferiori alle attese, a 50,9 comunque, non in zona recessione. Gli omologhi dati Usa sono risultati in linea con il consensus, abbondantemente sopra i 50 punti. Insomma, un quadro misto che consente di avere comunque fiducia verso un futuro caratterizzato da un rallentamento economico che non dovrebbe sfociare in recessione, a sentire le analisi e i pareri di analisti ed esperti del settore. Ciò, in termini di correlazioni, potrebbe consentire la tenuta dei listini, o perlomeno il non crollo degli indici nel medio termine, e di conseguenza, se la correlazione intermarket tenesse, un dollaro nuovamente in correzione ribassista.

VALUTE.

Tra le principali coppie valutarie, segnaliamo la presenza di una decorrelazione importante tra le oceaniche, in discesa che pare strutturale contro dollaro e le majors che invece tengono maggiormente rispetto alla divisa americana cosicchè i cross evidenziano una forza significativa, come EurAud, Eurnzd, ma anche GbpAud e GbpNzd. Vicino al doppio minimo storico anche NzdChf, ormai a ridosso di 0,5300. Lo Jpy resta abbastanza debole anche se non crolla, in ragione delle minacce velate della Boj di intervento qualora si indebolisse troppo rapidamente. Stabile il UsdCad 

NON FARM PAYROLLS.

Oggi si conclude una settimana interessante, caratterizzata, come dicevamo da dati misti ma tutto sommato ottimistici se pensiamo al tanto paventato pericolo di recessione un po’ ovunque, che non sembra, almeno per il momento, manifestarsi come ci si poteva aspettare solo qualche mese orsono. E oggi pomeriggio c’e’ grande attesa per i Non Farm Payroills, in uscita alle 14,30 e attesi in aumento a 200 mila unità con un tasso di disoccupazione che dovrebbe rimanere invariato al 3,6%. Un mercato del lavoro ancora molto tirato quindi, nonostante prevalga un consensus di allentamento, considerata anche la possibile diminuzione, a tendere, dei salari settimanali, attesi in aumento inferiore alle uscite precedenti a +4,2%. Attenzione alle reazioni del mercato, perché un  dato positivo potrebbe generare un aumento del risk off con discesa dei listini e salita repentina e volatile del dollaro.

Saverio Berlinzani 

Pubblicato in : Economia, EditorialeTag: bank of england, europa, eurozona, futuro, lavoro, mercato, mercato del lavoro, recessione, tasso di disoccupazione, usa

Info Saverio Berlinzani

Nel 1989 inizia il suo percorso lavorativo nel mercato valutario come spot trader per il Banco Lariano.
Dal ’91 per la Banque San Paolo di Parigi come trader su lira e Franco francese.
Dal ‘92 presso il Banco Lariano di Milano spot trader su tutte le valute SME.
Dal ’95 per Swiss Bank Corporation capo cambista – Lugano, Ginevra, Londra.
In questi anni, oltre alla specializzazione sul mercato dello spot come market maker ha sviluppato conoscenze del mercato dei derivati come trader di posizionamento per l’Istituto (Opzioni vanilla ed esotiche), nonché conoscenza diretta delle valute legate ai paesi emergenti (carry trades).
Dal ’98 è rientrato in Italia come Libero professionista in qualità di Consulente Finanziario e patrimoniale – Presidente e socio fondatore di una società broker in forex.
Dal 2009 ad oggi, trader indipendente nel mercato valutario fondatore del sito www.saveforex.it, community di traders con cui condivide QUOTIDIANAMENTE in tempo reale la sua operatività FOREX attraverso una chat e un webinar LIVE

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