-La delinquenza minorile rappresenta un problema molto serio e non esiste un uomo più pericoloso di un adolescente armato. Una tragedia, un ragazzo che perde la vita pensando, come tanti purtroppo, che fare rapine è un gioco, giusto per andare in discoteca. E per ottenere rispetto. Atteggiamento e comportamento tipico di una piovra italica che conosciamo molto bene. Di contrasto un ragazzo e una ragazza in auto. E la reazione, istintiva, per sopravvivenza, di conservazione e legittima difesa, sua e della sua ragazza. Diritti naturali incontestabili perchè la reazione scatenata dalla paura di perdere la vita non conosce ragione. Chiunque avrebbe fatto lo stesso. Resta il dolore del carabiniere ventitreenne, della ragazza testimone e vittima nonché del dolore rabbioso di una famiglia che probabilmente conosce il comportamento delinquenziale del figlio, alla fine vittima anche lui. In emulazione di quello della famiglia stessa. Almeno del padre. Il male che divora se stesso e con il quale non si gioca. Una reale rapina, ancorchè con un’arma farlocca, pare. E una reazione dovuta un terrore difficile misurare per l’intersecarsi di tante emozioni.
Il Carabiniere non ha colpe, ha solo lottato per sopravvivere e per proteggere la sua compagna a rischio della propria vita.
–Ma di tutto questo ormai non si parla da giorni. Tutto è passato in secondo grado a causa di un’altra piovra che ha cominciato a sfiorarci, prima, e poi avvinghiarci con i suoi orribili tentacoli tanto da farci cambiare totalmente stile di vita. E ora comprendiamo che cosa davvero significa. Perché, all’affacciarsi del covid-19, quando ne parlavamo superficialmente, non ne conoscevamo realmente e pragmaticamente il significato recondito.
Dalla sera alla mattina, fra le tante nuove ordinanze ministeriali, piomba addosso anche quella della chiusura delle scuole.
Boccuccia di rosa confessa che la situazione è nuova anche per lei. Forse pensava che fare il ministro fosse un gioco. Bisogna ammettere la fortuna non le ha arriso mettendola di fronte a una situazione di cotanta emergenza. Tranquilla, lo abbiamo appurato da come ha gestito la situazione, nonostante le obiettive e inusitate difficoltà. Ci si chiede , in tutta franchezza, se non poteva essere prevista, l’emergenza, da quando si è cominciato a conoscerla, e, con una certa lungimiranza, prevedere varie opzioni work in progress dato che nessuno ha la palla di vetro. Ci si chiede dunque se non si potevano preparare le famiglie alla nuova, ipotetica ma probabile, evenienza.
E, ora, c’è da chiedersi anche quanto il provvedimento sia stato opportuno, dato che osserviamo un inevitabile sparpagliamento di ragazzi girovaganti che, comunque è arduo tenere relegati in uno pseudoisolamento. Mentre sorvegliare a casa i più piccoli costituisce un problema. Circolano perfino pubblicità di babysitteraggio privato collettivo, che ovviamente non ha senso. Forse, nostra opinione ma anche di molti cittadini, sarebbe più utile e saggio riaprire le aule scolastiche , dove, considerando i pro e i contro, i ragazzi si controllano più facilmente. Magari sotto un più stretto controllo nell’osservanza dei dettami precauzionali previsti dal ministero e dal governo di concerto con la comunità scientifica.
Con sostegno anche di personale precario o supplente, proprio come previsto negli ospedali per gli operatori sanitari.
Ma inutile recriminare. E si comincia a parlare di babysitting a spese delle istituzioni con il ripristino di vaucher troppo dimenticati ma tanto utili se usati in modo e giusto e adeguato alla bisogna. Ma se ne parla, e si aprono tavoli. Come sempre. E quando decisioni saranno prese tutto sarà finito. Speriamo in bene.
E, perché no, nell’emergenza che speriamo duri poco, adottare uno studente delle superiori che si occupi dei più piccoli aiutandoli nei compiti on line, mantenendo una personale porzione di tempo per il proprio studio. Ma, pare, bisogna aprire un tavolo anche su questa semplice operazione che risolverebbe non pochi problemi alle famiglie e alla scuola. Anche se non di facile organizzazione, ma possibile con buon senso e buona volontà.
Perfino in emergenza, maledetta burocrazia.
Un problema serio si presenterebbe se si dovesse isolare il Parlamento.
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Intanto veniamo a sapere che il covid 19 non risparmia nessuno. Un poliziotto della scorta di Salvini e lo stesso Zingaretti. Ai quali auguriamo pronta guarigione.
Anche Nardella si è messo in autoquarantena per 15 giorni avendo incontrato di recente il governatore del Lazio.
Mentre una decina di provincie del nord fino all’Emilia Romagna sono isolate, in entrata e in uscita, soltano per motivi di eccezionale gravità e urgenza.
La situazione italiana è grave ma anche seria.
Carla Ceretelli

Bisognerebbe sapere chi è realmento l’uno e l’altro fuori dalla loro etichetta. Meglio non giudicare.
Temo di non aver capito il cpmmento