• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Il teorema impossibile del ministro Tria

Se si vuol bloccare l’IVA, bisogna tagliare la spesa e rinunciare al melodioso refrain dell’abbassamento delle tasse esistenti. Trovare 23 miliardi a debito va bene una volta, ma poi il creditore ti prende per la gola.

di Beppe Facchetti | 5 Maggio 2019

Non far scattare i 23 miliardi di aumento IVA, ma anzi appiattire le tasse, e al tempo stesso evitare tagli alla spesa, facendo arretrare il debito. E’ questo il teorema impossibile affidato al Ministro Tria, costi quel che costa, ma le promesse vanno mantenute.

Purtroppo, costa troppo e non si può andar avanti solo facendo nuovi debiti.

Se si vuol bloccare l’IVA, bisogna tagliare la spesa e rinunciare al melodioso refrain dell’abbassamento delle tasse esistenti. Trovare 23 miliardi a debito va bene una volta, ma poi il creditore ti prende per la gola. Svendere il patrimonio, che potrebbe essere l’altra soluzione, non è cosa seria e credibile, a meno di affondare la Cassa Depositi e Prestiti, cassaforte dei pensionati italiani.

Diventa inevitabile un dibattito sulla patrimoniale, altro che tassa piatta.

Il taglio della spesa, un pò come il recupero dell’evasione fiscale, è un compito immane per qualunque governo, perché colpisci categorie e interessi, ma si diceva che questo era un Governo diverso da tutti gli altri. Sui suoi prevedibili difetti di competenza si poteva sorvolare, proprio perché avrebbe adottato metodi sconosciuti.  Una “manovra del popolo” non ha lobby da ascoltare, clientele da difendere. Nasceva una politica trasparente, che non tramava nelle anticamere, faceva tutto in streaming. Per finanziare il reddito di cittadinanza, lo scorso anno di questi tempi, il pacchetto era già confezionato, e valeva per i 5Stelle almeno 70 miliardi. Tutti “sprechi e privilegi” da tagliare, che “quelli di prima” non potevano certo toccare essendo il loro alimento elettorale. Ci ha creduto il 32% degli elettori.

Ebbene, la spesa pubblica sfiorava, quando è arrivato il cambiamento, gli 800 miliardi. Salirà quest’anno di almeno altri 12, l’anno prossimo a 832, nel 2021 supererà quota 848 e l’anno dopo arriverà a 864. I dati sono quelli del Def scritto dal governo oggi in carica. Valori assoluti che vanno comparati con il prodotto, che ha aspettato per mesi un decreto crescita non solo senza crescita ma anche senza decreto. Due anni fa era a oltre +1,7% e oggi galleggia attorno allo 0, e non può essere festeggiato al balcone un aumento dello 0,2% nel primo trimestre (17 volte meno del 2017), grazie ad un andamento della domanda estera sollecitato dai disastri sovranisti della Brexit.

Tagliare 70 miliardi corrisponderebbe a molto meno del 10%, ma che sarà mai? Se si ha coraggio e non ci sono oscuri complotti, si fa. Lo dice il contratto!

Peccato che gran parte di quella spesa è legata a stipendi e spesa sociale, e al massimo si può incidere sui beni intermedi (per capirsi, forniture di cancelleria agli uffici e carta igienica alle scuole, che infatti spesso non l’hanno) e solo per interessi da pagare se ne va il 2,5% del Pil. Se poi ci sono nuovi sussidi e pensionamenti anticipati l’incremento è matematico.  L’economista Giavazzi si era esercitato anni fa sui 30 miliardi di incentivi alle imprese e aveva concluso che solo un terzo era aggredibile, ma occorreva tagliare ad esempio alle Ferrovie, con tanti saluti ai pendolari.

Di “spending review” si parla comunque ancora, e sono stati nominati nuovi commissari, ma affidare la partita alla Castelli, quella famosa solo per le gaffe in tv, era un po’ troppo, e la nomina è stata revocata dopo una settimana. Il Def di Salvini e Di Maio prevede una “spending” di 2 miliardi quest’anno, 3 il prossimo e altri 3 nel 2021. Totale 8 e dunque in tre anni la spesa pubblica dovrebbe calare dell’1%, (che sono in gran parte riservati al taglio del trasporto pubblico locale, vedi sopra).

Nel frattempo, sono stati innescate ragioni nuove di spesa per ora definite provvisorie, relative a quota 100 e rdc, ma che sarà difficile negare a chi viene dopo. Spese pesanti che peraltro hanno riguardato piccole minoranze: 300 mila pensionati su 16 milioni, 472 mila poveri sui dichiarati 5 milioni, 200 mila imprese su 4,5 milioni. E ora sono promessi risarcimenti ai truffati delle banche, da pagare non con soldi delle banche, ma dei contribuenti.

Come è accaduto, sembra uno scherzo, nell’ultimo Consiglio dei Ministri, l’ordine del giorno del Paese Italia segnala solo un punto: varie ed eventuali.

Beppe Facchetti

Pubblicato in : EditorialeTag: anni, banche, consiglio dei ministri, costi, governo, italia, iva, patrimoniale, pensionati, soldi, soluzione, spesa pubblica, sussidi, tagli, tassa, tasse

Info Beppe Facchetti

Beppe Facchetti è stato deputato al Parlamento e responsabile economico del PLI. E’ attualmente vicepresidente di Confindustria Intellect, che federa le associazioni della comunicazione e della consulenza.

Ha sempre lavorato, in aziende, associazioni e istituzioni, nell’ambito della comunicazione d’impresa, materia che ha insegnato all’Università di Perugia e attualmente di Milano. Editorialista di politica economica per “L’Eco di Bergamo”, ha ricevuto nel 2015 la medaglia dell’Ordine per 50 anni di attività pubblicistica. Già membro della Giunta esecutiva dell’ENI, vicepresidente di Sacis Rai, ASM Brescia. Consigliere comunale, provinciale di Bergamo, candidato alla presidenza della Provincia per il centrosinistra.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Trump e Putin, l’asse dell’arroganza contro un’Europa che non si piega
  • Luca Bagatin su Spagna e Francia in piazza, l’Italia bipopulista: Europa a rischio sfascio…
  • Gianni su Emergenza casa: tra legalità calpestata e la distorsione del welfare nazionale
  • Luca Bagatin su Nobel a Pillay, uno schiaffo alla lotta contro l’antisemitismo
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgia, credimi: pace impossibile con la jihad
  • Leone Vincenzo su Miccichè, la Corte dei Conti condanna l’ex presidente dell’Ars: oltre 42 mila euro per l’uso dell’auto di servizio
  • Ugo Malasoma su Naza non è un film documento ma verità amputata
  • Anna La Mattina su Sánchez chiude il ciclo e porta la Spagna alle urne: la casa fa saltare la maggioranza!
  • Enzo Baccioli (Nuvola Rossa) su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti