Si potrebbe adottare un meccanismo che modifichi solo in parte quello attualmente in vigore. Vale a dire che si potrebbe lasciare ai partiti la libertà di coalizzarsi .

Limitandosi peraltro a confermare i principi generali già emersi nelle riunioni tecniche e ad aggiungere un ulteriore elemento che rende il tutto ancora più pasticciato, vale a dire l’indicazione del candidato premier sulla scheda elettorale.
L’atteggiamento e la tempistica fanno sorgere il forte sospetto che il tutto sia stato congegnato al fine di provocare una forte contestazione all’interno e all’esterno dei partiti protagonisti della cosiddetta intesa, in modo da sabotarla prima che possa muovere i primi passi in Parlamento. Contestazione che è puntualmente partita, anche in forme virulente. Il PSI aveva espresso il proprio giudizio negativo fin dai primi passi dell’intesa. In particolare, su uno dei punti qualificanti e cioè la restituzione ai cittadini della possibilità di scegliere i propri rappresentanti, abbiamo contestato un meccanismo che mantiene sostanzialmente invariata la selezione verticista delle candidature, e non fa cenno alla reintroduzione del voto di preferenza, richiesto a gran voce dai cittadini.
Rimane imprecisato e nebuloso anche il livello degli sbarramenti, sui quali si intuisce tuttavia un atteggiamento punitivo nei confronti dei piccoli partiti, additati quali responsabili dell’instabilità. L’andamento della presente legislatura dimostra in effetti il contrario, e cioè che sono state le continue scissioni nell’ambito dei grandi contenitori a creare ingovernabilità. Del resto anche ai livelli locali il quadro politico più frammentato e instabile è quello della Regione siciliana, nella quale è in vigore un rigorosissimo sbarramento al 5%, che riguarda persino i comuni. Sul punto specifico degli sbarramenti e della possibilità di coalizioni, ci sentiamo di avanzare una proposta.
Se si volesse veramente avere un atteggiamento riformatore e tenere conto delle forti riserve espresse in questi giorni da più parti, si potrebbe adottare un meccanismo che modifichi solo in parte quello attualmente in vigore. Vale a dire che si potrebbe lasciare ai partiti la libertà di coalizzarsi, anche senza premio di maggioranza, lasciando in vigore gli sbarramenti differenziati attualmente previsti. Sarebbe una scelta saggia, per i tre dell’ABC, se solo guardassero un po’ meno al loro piccolo interesse immediato e un po’ di più a quello generale della nostra stabilità istituzionale.

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