Una notte d’estate, mite, molto bella ci accompagna, mentre guadagniamo l’uscio di casa: ed è la prima giornata di Palio che si chiude. La mattina, dopo il solito caffè e il rito del bombolone, si è al Campo per le batterie de cavalli insolitamente ridotti a 26 soggetti. C’è Fedora Saura, ma no Istriceddu ed altri che hanno fatto la storia degli ultimi anni. Mississippi, cavallo vittorioso a Luglio, non è stato nemmeno presentato. Quattro batterie secche, senza quella di recupero, sopra il cielo azzurro della piazza, sotto il tufo ribollente inciso dagli zoccoli in cerca di un eroe che il sedici sera troverà un nome. Alle dieci e mezzo l’ultimo mortaretto dischiuse lo steccato e i popoli riuniti si spargono per Siena nell’attesa dell’estrazione che la sorte deciderà per ogni contrada. Tra dieci berberi scelti pare esserci qualche buon cavallo, nessuno però nettante superiore agli altri. Esulta subito la Giraffa, che porta nella stalla Fedora, e mogia rientra il Nicchio con Fantastic. L’ombra sulla Piazza del Campo scivola via incurante. Uomini e donne osservano silenti uscire le ghiande ed ascoltano il sindaco che annuncia il verdetto del caso. All’ Aquila va in sorte Indianos, al Bruco Lo Specialista, l’atro cavallo considerato tra i migliori di questo lotto. Alle rivali di piazza, Istrice e Lupa, che già a Luglio si erano affrontate, sono toccati Marrucolo e Moedi. La Torre porta con se Guess, un buon grigio per le speranze di Salicotto. Alla Chiocciola, Maremanna. Molte contrade con fame di palio come Chiocciola e Nicchio, non possono arrendersi ora. Vanno alla Pantera Gammedo, che proverà a contrastare la rivale Aquila. Al Leocorno, estratto per quarto, in sorte arriva Ivanov. Chi più chi meno, i popoli innalzano i cori, la festa prende corpo ed ogni rione coscienza delle proprie possibilità per tessere una tela d’accordi ora più definibili, aspettando le monte dei cavalli. Alcune sono già sicure. Trecciolino al Bruco è una certezza, la dinamica del Palio lo dava per scontato. L’Aquila si affida al Tittia, le altre si assetano con qualche incertezza, mentre corrono i nomi dei fantini da ingaggiare. La prima prova si accende alle sette e quindici nell’ordine, tra i canapi, dettata dalla comparsa delle bandiere esposte al Comune. Parte forte la Torre con Guess, che per un giro e mezzo tiene testa alla Lupa che vince provando a lanciare Moedi per tutti i tre giri. Le altre assaggiano per brevi tratti i loro cavalli lasciando così chiudere la prima corsa. E’ il momento del crepuscolo, le cene di contrada rianimano i rioni, indistintamente per tutte e diciassette. La nostra prima e mite serata si chiude così: a tavola con gli amici.
Enrico Martelloni

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