Se, come più volta ha affermato, Silvio Berlusconi fosse stato da giovane un democristiano vero, e non solo a parole, non si sarebbe mai trovato, nel pieno del suo declino, nella situazione in cui si trova attualmente, nei riguardi del suo alleato Bossi.
Forse Berlusconi, da sedicente democristiano, sarebbe stato un Doroteo: cioè di quei democristiani buoni a galleggiare per mantenere il potere. Ma mai uno di quei leaders veri che fecero la grandezza, nel bene e nel male, dello Scudo Crociato. I De Gasperi, Fanfani, Moro, ma anche gli Andreotti e De Mita, non si sarebbero mai trovati appesi ad un solo alleato, un Bossi dell’epoca, che avrebbe potuto decidere della loro vita o della loro morte.
Le alleanze vere, strategiche, quelle dei governi che hanno fatto la storia del nostro Paese, erano bene articolate e assortite. I governi centristi, quelli della ricostruzione postbellica, erano quadripartiti (DC, PSDI, PLI, PRI). Quadripartiti erano pure i governi di centro-sinistra (DC, PSI, PSDI, PRI) che avviarono gli italiani lungo la strada del benessere e delle tutele sociali e sul lavoro. E dopo la buia stagione del terrorismo, i governi che permisero di superare la crisi e fare dell’Italia la quinta potenza economica nel mondo erano a cinque: DC, PSI, PSDI, PRI, PLI.
Governi bipartiti e monocolori duravano giusto il tempo per superare le situazioni di emergenza e trovare accordi più solidi.
Insomma, i democristiani, fin dal 1948, quando il voto aveva consegnato loro la maggioranza assoluta dei seggi, avevano capito che per governare l’Italia occorrono maggioranze sufficientemente ampie. E che questo era anche il modo per mettersi al riparo da richieste troppo esose degli alleati.
Berlusconi, purtroppo per lui, ha fatto esattamente il contrario di quello che avrebbe dovuto fare e, probabilmente, anche di quello che si proponeva di fare. Il suo polo di centrodestra, che il Cavaliere voleva trasformare in partito, si è sfaldato: ha perso Casini, poi Fini, ed ora è appeso agli umori della Lega di Bossi e della truppa raccogliticcia dei “Responsabili”.
Quando Fini fondò il suo partito, FLI, invocammo nuove elezioni per evitare pasticci e torbide manovre che avrebbero condotto a non rispettare la volontà popolare. Oggi le elezioni si sarebbero già svolte ed avremmo un governo nel pieno dei poteri in grado di meglio affrontare le misure per fronteggiare le tempeste finanziarie e monetarie a livello internazionale.
Ci troviamo invece con un governo del quale non si sa se disponga realmente di una maggioranza, nel bel mezzo di una crisi che è anche del nostro sistema politico.
Non solo non siamo arrivati al bipartitismo come promesso da Berlusconi e Veltroni nel 2007/2008.
E’ successo anche che il Polo di centrodestra si è squagliato. E quello di centrosinistra, al di la dell’euforia per le altrui sconfitte, piuttosto che per le proprie vittorie, era già un casino e tale è rimasto. O pensiamo che possa governare oltre che con Vendola, Ferrando, Di Pietro, imbarcando pure Grillini e Santorini?
P.

La sinistra, non é certo quella di una volta, forse Vendola potrebbe assumere a mio avviso assumere questo ruolo!
La sua personalità comincia a farsi strada a livello internazionale.
Il ricambio é la migliore ricetta dopo anni dello stesso governo, detto questo non ho fiducia in nessuno attualmente, neppure in Vendola che mi pare troppo ancorato al cattolicesimo in politica!
Certo é che l’Italia si avvia sulla strada della Grecia, del Portogallo e della Spagna, occorre un cambio di rotta totale e definitivo.
Caro Paolo,
totalmente d’accordo. Penso anch’io che in Italia sia venuto il momento della sinistra al governo. Ma, vista da qui e non dalla Francia, quale è la sinistra? E, sopratutto, perchè?
Non si capisce, dopo il devasto provocato dai trogloditi della Lega Nord e dai tanti del PDL , per l’immagine dell’Italia in tutto il globo, cosa possano fare di peggio Veltroni, la Bindi, la Finocchiaro o Vendola!
Credo invece che sia il loro turno e che l’Italia con la sinistra al potere avrebbe solo da guadagnare, peggio della figuraccia che fa con Berlusconi da anni, imposssibile!
Da queste parti si dice che il Bossi, la Marrone e il Leoni hanno venduto l’Alberto da Giussano con tutto lo spadone al Berlusca per 70 miliardi (£) ai tempi del fallimento della banca. Se è vero è ovvio che il guinzaglio lo tiene il Silvio e che tutto quanto accade è una manfrina per tirare avanti. E forse è meglio così. Ma ve la immaginate un’Italia sullo scenario internazionale con Veltroni, Vendola Bindi, Di Pietro, Mussi, Finocchiaro e compagnia cantante?
D’Alema l’ha capito e vuole accordarsi con Casini e magari Formigoni che è li che aspetta come quell’Egiziano sulla sponda del Nilo. Si, Formigoni che, non a caso, ha iniziato a indossare camice “in” ed è sempre più frequentemente in TV.
Paolo,
Come ti fa notare Nicola, non mi ero nemmeno accorto dell’esistenza di Berlusconi e Bossi, finché non me ne hai parlato.
Percepisco lo stato d’animo del mio popolo e credimi la secessione si sta avvicinando in modo inesorabile, poi dovrai solo decidere da che parte stare, per fortuna il nostro esercito, lo ha già imparato.
Se vuoi, Trevigiano, ti parlo anche della Svizzera e della Germania, vivo anche là!
Bossi non ha realizzato un bel niente, vi ha fregato magnando a Roma come han fatto tutti e, peggio, sputando nel piatto in cui ha mangiato, mangia e mangerà!
Vieni a vedere cosa significhi il “federalismo” qui a Basel, o a Zurich, o nel resto della Svizzera, e poi mi riparlerai del vostro troglodita!
La legnata l’ha avuta e questo é solo l’inizio del declino per lui, puoi starne certo.
Certo che c’é in gioco molto di piu’, infatti una volta che l’Italia si sarà levata di torno questo fardello LEGA le cose andranno certo meglio di adesso.
Scusate, qui vi riscaldate per Bossi e la Lega, ma è in gioco molto di più.
Paolo,
parla della Francia, non di casa mia.
Certo Bossi non è più ascoltato come prima…
Ma quale secessione?!? Bossi ha fatto un flop di voti clamoroso, la “secessione” la faranno a lui!
Ma fatemi il favore, alle prossime elezioni Bossi e i suoi accoliti scompariranno dal potere, era ora.
Bossi é solo un populista all’ammazza caffé con un’armata brancaleone alle spalle, e si é rivelato a tutto tondo un politico incapace sul piano nazionale, avrà la fine politica che si merita.
Se oltre a Bossi avessi ascoltato il popolo, non sentivi più urlare federalismo ma: SECESSIONE.
Personalmente sto aggiornando il mio Tedesco, ma vedo armerie nascere come funghi, Jugoslavia e Libia sono due Stati vicini che hanno cercato di fermare una secessione con l’ostilità, basterà un Vendola qualunque, perché non ci sia due senza tre.