• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

LE MANI AVANTI

Rommel, chi era costui?! Un dilettante buono solo a giocare con i soldatini nel deserto, in confronto al perfetto tempismo con cui Walter Veltroni ha esplicitato il suo verbo al Foglio ed ha di fatto aperto le ostilità contro Bersani e la attuale classe dirigente del Pd, alla vigilia delle elezioni amministrative che dovranno pur dire una parola di chiarezza sulla reale consistenza dell’opposizione, o quantomeno sulla percezione che di essa hanno i suoi elettori. [segue]

di Chiara Boriosi | 2 Maggio 2011

Rommel, chi era costui?! Un dilettante buono solo a giocare con i soldatini nel deserto, in confronto al perfetto tempismo con cui Walter Veltroni ha esplicitato il suo verbo al Foglio ed ha di fatto aperto le ostilità contro Bersani e la attuale classe dirigente del Pd, alla vigilia delle elezioni amministrative che dovranno pur dire una parola di chiarezza sulla reale consistenza dell’opposizione, o quantomeno sulla percezione che di essa hanno i suoi elettori.
Ora, non è che dalle dichiarazioni di Veltroni si ricavi qualche concetto concreto o qualche minima indicazione programmatica, che sarebbe davvero pretendere troppo da colui che ha fatto del “ma anche” lo slogan di una carriera politica incentrata sulla vaghezza di orizzonti così vasti da non assumere mai contorni definiti – Veltroni, si sa, è una nebulosa, la cui esistenza è comprovata solo dall’alone fumogeno che la avvolge e che spesso, purtroppo per noi ma soprattutto per chi lo ha sostenuto, ha finito per annebbiare le già confuse idee degli elettori del centrosinistra. Prova ne sia che la frase più densa di significati contenuta nell’intervista al Foglio afferma che è necessario immaginare un Pd “coraggioso, riformista, capace di conquistare il 40% dell’elettorato”, un proposito che ha la stessa genericità di un’aspirina prescritta ad un moribondo – tutto bello, tutto vero, ma i contenuti?! Detto questo, però, è vero che le sue parole sono state sufficienti a scatenare il malpancismo mai sopito degli esponenti del Pd, generando reazioni risentite ed accuse di autolesionismo pre-elettorale che, come sempre, hanno preso atto del dito invece della luna che, sia pur da lontano e con le dovute cautele, si voleva indicare. Dei mali del Pd, partito mai nato e tragicamente inchiodato all’antiberlusconismo come unico collante che ancora lo tiene in vita, abbiamo scritto diffusamente, dunque non ci ripeteremo, ed è indubbio che il prossimo test elettorale sarà significativo se non altro perché i numeri diranno con chiarezza quale sia ad oggi la reale presa del Pd sui propri elettori posto che, avendo il partito rinunciato da almeno venti anni a qualunque sforzo progettuale, questi siano ancora disponibili a votare un simbolo, per fedeltà, speranza irriducibile o soltanto mera disperazione. Così come è indubbio che il nostro paese avrebbe bisogno, tanto al governo quanto all’opposizione, di forze riformiste e capaci di fare politica costruttivamente, invece che di bande di lanzichenecchi aggregate solo dalla sete di potere ed incapaci di qualunque visione delle necessità e delle aspettative di crescita che attendono invano risposte che non arrivano mai. Dunque l’invocazione di Veltroni, pur nella sua estrema vaghezza, è condivisibile, mentre lo è meno il fine che non possiamo fare a meno di vederci dietro, che a nostro avviso non sta solo, o perlomeno non soltanto, nella defenestrazione di Bersani, ma nella volontà di gestire sin da ora da una posizione preminente, e certo dominante, quel cambiamento, almeno apparente e se non altro generazionale, che Veltroni sa non essere più rimandabile per il Pd, specie se i risultati elettorali non dovessero essere soddisfacenti. Non a caso, nell’intervista al Foglio, fa i nomi dei tre personaggi secondo lui necessari alla rinascita del Pd, ovvero Chiamparino, Renzi e Zingaretti, indicati come “come coloro che giocheranno una parte importante per il futuro del partito”, ed a noi pare di cogliere in questo elenco una sorta di cooptazione – l’ennesima – operata dall’alto e soprattutto da chi, uscito a suo tempo dalla porta, pensa di rientrare dalla finestra facendosi scudo degli emergenti per riprendere in mano le sorti del partito e governare l’ennesimo cambiamento solo di facciata ma affatto sostanziale. A pensar male, si sa, si fa peccato ma ci si azzecca quasi sempre, e ci pare che questa sortita veltroniana la si possa spiegare veramente solo in questa chiave; a nessuno, tantomeno ad un politico di lungo corso, può infatti essere sfuggito lo scossone potente, e l’onda lunga che ne è derivata, assestato dalla campagna per la “rottamazione” della dirigenza del Pd lanciata da Matteo Renzi, e non a caso appoggiata decisamente da Chiamparino – mentre Zingaretti si tiene prudentemente a metà del guado – ed è chiaro che, come ai tempi ormai lontani di Lenin, l’unica domanda possibile sia “Che fare?”. Ma la risposta non è incoraggiante, perché pare che Veltroni abbia già messo abilmente le mani avanti: un cambiamento apparente, governato però da lui, icona di tutti i fallimenti del centrosinistra insieme a D’Alema, eppure fermamente deciso a riappropriarsi della leadership a suo tempo abbandonata. Il tempo dirà se avevamo ragione, ma la nostra speranza è che Matteo Renzi, che pure ha risposto a Veltroni dicendosi disponibile a lavorare ad un rinnovamento del partito, non si faccia imbrigliare dal gattopardismo veltroniano, e continui la sua battaglia con le proprie forze, cercando il sostegno e la legittimazione degli elettori come a suo tempo ha fatto nella durissima lotta per il governo di Firenze. Non gli mancano idee, progetti né la forza per portarli avanti: giochi dunque la sua partita a viso scoperto e rifiuti l’abbraccio mortale del passato che deve chiudersi una volta per tutte.

ChiBo

Pubblicato in : L'Angolo di Chi.bo

Info Chiara Boriosi

Chiara Boriosi, umbra di nascita e fiorentina di adozione, laureata in Lettere all’Università di Firenze con il Prof. Giorgio Luti, accanita lettrice, scocciatrice per vocazione, polemica di natura…insomma, Chi.Bo.

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti