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ITALIANI, VIVONO MALE MA HANNO LA PLAY STATION

Se leggiamo i dati dell’Eurostat, l’istituto europeo di statistica, in materia di occupazione, ci accorgiamo che l’Italia nel quarto trimestre del 2010 è cresciuta di più rispetto agli altri 27 paesi dell’Unione Europea. Ha registrato infatti uno +0,4% rispetto al trimestre precedente. Di Giuseppe Ferone

di Giuseppe Ferone | 18 Aprile 2011

Se leggiamo i dati dell’Eurostat, l’istituto europeo di statistica, in materia di occupazione, ci accorgiamo che l’Italia nel quarto trimestre del 2010 è cresciuta di più rispetto agli altri 27 paesi dell’Unione Europea. Ha registrato infatti uno +0,4% rispetto al trimestre precedente. Dati confortanti, dati positivi, che non rispecchiano purtroppo, la realtà del sentimento comune della maggioranza degli italiani in questo ambito. Se fermassimo qualunque italiano a caso, per strada, e gli chiedessimo cosa ne pensa dell’occupazione lavorativa, la maggior parte delle persone ci risponderebbe la stessa cosa: ”in Italia non c’è lavoro”. Già, e se gli chiedessimo poi, quale pensa che ne sia la causa, la maggior parte degli italiani ci risponderebbe sempre la stessa cosa :”troppi stranieri che ci tolgono il lavoro, che prendono i nostri soldi”. Ma davvero, queste risposte, date dalla maggioranza, rappresentano la realtà ? Ovviamente cerchiamo di analizzare la situazione in termini occupazionali e lavoristici, cercando di saltare il lato xenofobo e razzista. Non tutti, anzi, pochissimi, dei comuni cittadini italiani che ci danno queste risposte, si definiscono razzisti. Non è un problema di razzismo, di xenofobia intellettuale. Il problema è tanto più semplice, quanto più grave e pericoloso. Gli italiani non affermano tali asserzioni perchè sono un popolo di razzisti, che odiano lo straniero in quanto tale. ”Gli stranieri ci tolgono il lavoro” è un’affermazione data non dal sentimento razziale a priori, ma dalla pigrizia e dal rifiuto degli italiani nel 2011 ad occuparsi dei mestieri più semplici, oggi ritenuti ”umilianti”, e , conseguentemente, dal rendersi conto che gli stranieri in Italia, ci si dedichino con molta voglia e passione, ed oserei dire, con molta fame. La stessa fame che, a quanto pare, gli italiani nel 2011 sembrano non avere più. Quanti italiani oggi fanno i panettieri, fanno la pizza nelle pizzerie, lavorano alle pompe di benzina ? quasi nessuno, ed anche se ce ne fossero, pochi oserebbero dichiararlo. Ma stiamo scherzando ? io, italiano, umiliato cosi ? roba da matti. La colpa è certamente dello straniero, che arriva in Italia senza possedere nulla, accetta di fare i mestieri più umilianti e degradanti per una ridicola retribuzione mensile. E cosi facendo, toglie possibilità a noi italiani, toglie soldi a noi italiani, accontentandosi di vivere in case che sembrano delle baracche, senza televisore a schermo piatto, senza sky, senza Play Station, e, da non crederci, senza condizionatori in estate. Insomma cari lettori, diciamocelo chiaramente, quanti di voi nella propria casa, non hanno il televisore HD e non usano il condizionatore in estate ? quanti di voi non comprano un’automobile che non abbia l’aria condizionata e lo stereo ? E gli stranieri che lavorano nelle pompe di benzina ? loro no, loro non si permettono questi lussi, ed anche se ne avessero le possibilità economiche, non lo farebbero, perchè loro hanno le stesse prerogative e le stesse ambizioni, che avevano molti anni fa i nostri padri, i nostri nonni. Avere un sicuro sostentamento economico e non sperperarlo. Mangiare, dormire bene, ed andare avanti. E questo gli permette (oggi) ed ha permesso ai nostri cari (ieri) di riuscire a mettere da parte beni di cui noi (oggi) godiamo, e tra qualche anno ne godranno i figli degli ”stranieri che ci tolgono il lavoro”. E noi ? bè, noi pensiamo più che altro a raccimolare il giusto necessario per le ultime scarpe griffate.

Giuseppe Ferone

Pubblicato in : Primo piano

Info Giuseppe Ferone

Giornalista pubblicista, ha collaborato per due anni con l’Avanti!, quotidiano socialista. Attualmente scrive per diverse testate nazionali e locali come Rinascita, Il Punto e Ottavonews. Ventitreenne, è studente di giurisprudenza a Roma presso l’Università Tor Vergata, dove è anche stato eletto nel 2012 Consigliere di Dipartimento. Da sempre socialista, contro ogni totalitarismo, sia esso comunista, fascista o di qualsiasi altro colore, compreso il totalitarismo dei magistrati, i quali, secondo lui, rappresentano la vera dittatura presente oggi in Italia. Per questo è assolutamente convinto della necessarietà, in Italia, di una riforma della Giustizia.

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