Quanto entusiasmo riscosse in noi ragazzini olandesi quando la maestra alle
elementari ci raccontò le eroiche gesta di Garibaldi che con soli mille uomini
rivoluzionò la storia d’Italia. A noi sembrava uno straordinario ed incredibile
miracolo. L’Olanda ha più o meno la stessa superficie della Sicilia e l’Italia
con la sua grande storia, l’antica Roma, il rinascimento, l’arte, il Vaticano,
tutto in quello stivale lunghissimo trasformato in poco tempo da questi Mille
che disponevano solo di qualche imbarcazione e cavalli, ma evidentemente
armati, più che dalle poche e povere armi di allora, di grande determinazione,
coraggio ed uno spirito che già allora alludeva idealmente ad una futura Europa
Unita che poté nascere dopo diverse e tragiche vicissitudini circa cento anni
dopo.
Noi avevamo dovuto combattere una guerra contro l’inquisizione spagnola (re
Filippo II) dal 1568 al 1648, ben ottanta anni, per liberarci dallo opprimente
giogo e diventare uno stato autonomo.
Non è per caso che nel nostro sangue scorre una buona dose di testardaggine
forse ancora più determinata dalla nostra eterna lotta contro le acque.
L’unione fa la forza e garantisce proprio con la pluralità, le differenze
culturali, etniche e anche logistiche, una maggiore democrazia. Questo lo
abbiamo potuto constatare anche in altre nazioni come per esempio gli Stati
Uniti d’America, la piccola Svizzera nella quale convivono pacificamente e con
grande stabilità le popolazioni di lingua tedesca, italiana e francese.
Dopo la seconda guerra mondiale nasce l’Europa Unita, con la Francia, la
Germania, il Belgio, l’Olanda, il Lussemburgo e naturalmente l’Italia, sei
paesi con quattro lingue principali diverse, che dopo il 1945 non ha più
conosciuto guerre interne e che costantemente si sta ampliando.
Non è solo un’unificazione dei mercati, ma anche un’importante realizzazione
volta al benessere e la felicità delle genti attraverso il rispetto di diritti
umani e civili. I problemi certamente non mancano ma col tempo, la buona
volontà e senza violenza questi si risolvono.
L’Unità d’Italia ha significato un importante passo in questa direzione
malgrado le critiche della Lega Nord, un partito di una mentalità poco
lungimirante, spesso razzista e con tendenza alla emarginazione. Gente che
vuole sentirsi superiore a chi abita più a sud dove, è vero, l’organizzazione
statale ha sempre lasciata molto a desiderare. La cultura, la bellezza, le
risorse umane, le risorse energetiche e la vicinanza con le aree mediterranee,
il Medio Oriente, negli anni a venire saranno decisive per una rinascita con
grande vantaggio per l’Europa tutta.
A proposito del razzismo vorrei dire che non bisogna mai discriminare nessuno,
neanche i popoli più primitivi dell’Africa o della Papuasia. Le differenze tra
noi esseri umani dipendono soltanto dalle diverse condizioni ambientali, dalle
diverse culture, dalla storia. Attraverso lo strumento dei diritti umani
dobbiamo darci una mano per superare il pensiero che vuole dividere ed
escludere.
Per tornare all’Italia ritengo che la realizzazione della sua unità sia nata
da una lotta tra titani, cioè tra quelli che traggono le loro azioni dal
pensiero fisso, dogmatico, che personalmente chiamerei “non pensiero”, e
coloro che si ispirano al “pensiero libero”, da un eroe come Garibaldi che era
anche il Gran Maestro della Massoneria.
I cambiamenti importanti vengono sempre iniziati da poche, talvolta pochissime
persone, che disinteressatamente mettono a disposizione di tutti le loro idee e
le loro energie.
I veri liberi pensatori la pensano in modo diverso anche fra loro e
difficilmente si coalizzano in grandi o potenti organizzazioni, bensì ispirano
con le loro idee, con i loro diversi liberi pensieri anche le grandi masse che
in Italia si organizzarono nella carboneria.
Gli eventi storici che si stanno susseguendo con grande rapidità sul nostro
globo oramai “globalizzato” dovranno portarci non solo ad una maggiore
unificazione europea ma ad un mondo più solidale che, nel rispetto dei diritti
umani e civili, del benessere e la felicità, dovrà diventare un “Mondo
Unito”.
Peter Boom

Mi sono dimeticato di firmarmi. Grazie ancora per il suo contributo ancor più sentito per il fatto che lei è nato in Olanda, ma sisente che è un cittadino del mondo.
Lei ha dato un bel contributo alla celebrazione del 150° dell’unità d’Italia. Oltre a Garibaldi, vorrei aggiungere,che fu il braccio armato del risorgimento repubblicano, per necessità prestato alla monarchia, Mazzini fu il grande pensatore apostolo dell’unità nazionale. Mazzini, ideò l’unità dell’Europa già nel 1836, quella dei popoli, prima di quella politica, invece di quella dell’Euro, che resta ancora l’unica visibile. I progetti di Mazzini, giornalista e polemista, pragmatico in Inghilterra, dove viveva in esilio, in Italia provocatore e patriota, erano quelli più ampi della fratellanza mondiale, senza distinzione di colore o sesso. Il suo pensiero ispirò Gandhi, Martin Luter king, Wilson, F.J.Kennedy e molti altri.