Notizie dal fronte: PDL e Lega fanno quadrato attorno a Berlusconi e la Giunta per le autorizzazioni della Camera si pronuncia a maggioranza per la restituzione degli atti alla procura di Milano ( ora dovrà pronunciarsi la Camera; il ministro Frattini annuncia in Senato che, secondo quanto comunicato dal governo di Santa Lucia, la famosa casa di Montecarlo appartiene al cognato di Fini e le opposizioni fanno quadrato attorno al presidente della camera e leader di FLI, tanto da abbandonare l’aula non appena il ministro inizia a parlare.
Fare quadrato è il dato caratterizzante della politica italiana. Anche il PD non è da meno: senza una strategia, si arrocca sull’antiberlusconismo e corteggia tutti, compresa Lega e ministri frondisti del PDL, pur di evitare la sfida che ogni opposizione dovrebbe lanciare per ribaltare con il voto gli attuali equilibri.
La politica italiana è tutta in trincea. Ad assistere ai talk show televisivi, unica sede ormai di dibattiti sempre più vuoti, confusi e volgari, sembra che tutti siano all’attacco. E invece ognuno difende le posizioni. In difesa è il PDL che non resisterebbe alla caduta di Berlusconi. In difesa è il PD che credevamo affrancato dall’adesione acritica agli eccessi di alcuni procuratori. E sono fermi sulle loro posizioni anche i costruttori del Centro (Casini, Fini e Rutelli) che non possono permettersi una scelta netta sulle future alleanze per timore di perdere pezzi.
Il risultato di questa guerra di trincea è l’immobilismo della politica. Nessuno si illuda di sentire esponenti del PDL sollevare critiche sullo stato del governo, ormai paralizzato. O del partito democratico sostenere a voce alta ciò che spesso sussurrano, e cioè che sarebbe ora di lanciare una sfida aperta su posizioni chiare, senza pararsi dietro i magistrati e senza aspettare da improbabili alleati una soluzione al problema della loro incerta identità. E nessuno pensi che qualche novità possa venire dalle affabulazioni di Vendola o dalle invettive di Di Pietro: anche questi protagonisti “minori” recitano un copione sempre uguale a difesa del proprio orticello.
Nessuno fa autocritica. E senza una sincera autocrtitica rinnovarsi e rinnovare è impossibile.
E’ il danno maggiore prodotto da anni e anni di un bipolarismo introdotto a forza con pessime leggi elettorali. L’ideale per conservare il potere. Pessimo per un Paese come l’Italia, più incline ad esprimere opinioni molteplici e variegate ma capace di trovare poi la giusta sintesi.
P.

Caro Nicola,
sto per arrivare non iniziate la rivoluzione senza di me!
Non vedo ora di guardare fuori dalla finestra e vedere il popolo che si muove per cambiare!
Ma certo Cariglia, lei ha ragione….ma il mio ragionamento va oltre! Esiste ancora un Popolo in Italia? O piuttosto esistono due clan giganteschi e faziosi che appoggiano ciascuno i propri dittatorelli?
La gente é intorpidita, ininteressata al disfacimento che la ingloba!
Le vicende tunisine e egiziane, che non resteranno le sole in quei paesi dittatoriali, dovrebbero risvegliare le coscienze anche nei Paesi che per fortuna non sono a quei livelli, ma che un giorno potrebbero diventarlo ancora!
Credo ai corsi e ricorsi, esisteranno lontane nel tempo altre guerre planetarie, oppure il sistema “democratico” che conosciamo attualmente sarà solo un lontano ricordo.
Caro Paolo,
siamo perfettamente d’accordo. Ovviamente, dal mio punto di vista, la sede ove il popolo può determinare il cambiamento sono le urne: “hic rhodus, hic salta”. Anche ammesso che una rivoluzione armata fosse auspicabile, non credo ci sia molta predisposizione in giro.
Dunque, bene facciamo, lei e noi, a mettere in guardia: non saranno gli attuali protagonisti ( per essere più chiari: questi partiti) a tirarci fuori.
La speranza è che ilcalo dei consensi a tutti favorisca la nascita di un quid novi.
E mi scusi tanto se stamani mi sono svegliato con qualche reminiscenza scolastica in mente.
Un caro saluto.
Daccordo su tutto, l’Italia é paralizzata ma non é SOLO cambiando sistema elettorale che le cose cambierebbero, le persone sono le stesse, sia che siano raggruppate in 2 schieramenti o in 12!
Il problema é molto piu’ profondo, é un problema sociale, culturale, economico…
Poi, per i nostalgici del passato, sappiate che in Italia non é mai andata bene, che il risultato della mal politica di oggi nasce proprio dalle schifezze del Pentapartito e della spartizione di TUTTO tra democristani, comunisti e socialisti.
Ormai solo una rivoulzione puo’ azzerare il contatore e forse, tra chissà quanto tempo, rifar partire le cose.
Non fidatevi di persone che vi illuderanno, il sistema é marcio fino in fondo e solo il Popolo risvegliato dal torpore potrà far capire che il tempo della politica in Italia é morto.
Geniale! Articolo che sa vedere sotto la superfice delle cose e gli inganni dei partiti.