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DOVE NASCE LA DISCRIMINAZIONE

Paradossale, i più discriminatori sono coloro che erano stati nominati per controllare la discriminazione. di M.Rossi

di Mario Rossi | 21 Settembre 2010

Gentilissimi Signori,

come dice il nostro bellissimo Articolo 3 della Costituzione “i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso”.

Uguaglianza civile, concetto fondamentale di pace e coesione. Tutto bene dunque finché intorno agli anni ’90 alcune parlamentari crearono un organismo che con ulteriore scrupolo controllasse l’applicazione di questo articolo: il Ministero pari opportunità. Dall’avvento di tale ministero però succedono strane cose.. quote rosa, discriminazioni positive, leggi di genere.. addirittura finanziamenti (pubblici) erogati non in base al merito dell’iniziativa imprenditoriale ma al sesso dei soci fondatori (!). Inevitabile scoppia il caos. E’ la guerra maschio/femmina. Giustamente nessuno ci sta ad avere meno diritti del proprio vicino solo perché di sesso diverso. Non finisce qui. Il Ministero crea i relativi “assessorati” (province, regioni, centinaia di funzionari) e questo è ciò che recitano gli Statuti Regionali: “l’assessorato pari opportunità è composto da un numero massimo di venti donne”. Per la prima volta nella Repubblica viene negato l’accesso ad organi e funzioni pubbliche in base alla propria costituzione fisico sessuale.

Paradossale, i più discriminatori sono coloro che erano stati nominati per controllare la discriminazione. E’ come se in un paese senza delinquenti si creassero delle carceri.. e si mettessero a capo proprio dei delinquenti.. ovviamente loro in prigione non ci andrebbero mai, ma inizierebbero a buttarci le persone innocenti, incolpevoli, quelle che non hanno fatto niente.

Dunque in fase di alleggerimento dello Stato, delle spese e dell’efficienza dei servizi pubblici suggerisco l’abolizione degli organismi pari opportunità tra i principali produttori di discriminazione ed atti contro la Costituzione, contro l’uguaglianza, il merito, contro la pace e la convivenza sociale.

M.Rossi

Pubblicato in : Primo piano

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