Io penso che la crisi economica internazionale imponga una qualche correzione alle politiche economiche che sono andate per la maggiore in questi anni nella sinistra europea,incluso il PD, forgiandone la stessa cultura politica.Politiche economiche cui molti di noi hanno aderito,convinti che allo sviluppo avrebbe ormai pensato il mercato globale,mentre nostro compito era di aggiungervi una dose in più di equità e,dove necessario,di elasticità,di merito.di modernità , di anticorporativismo etc.”Laici,liberali,radicali e socialisti” voleva dire(a parte i sacrosanti diritti civili)esattamente questo,magari in modo più chiaro di quanto non lo si dicesse nel pd e sicuramente senza i compromessi di potere e di malgoverno in cui il PD è invischiato in tante parti d’italia.Ora io avverto l’esigenza di un ripensamento più profondo,senza buttare a mare le singole giuste cause che abbiamo individuato.Cito spesso il libro di S.Biasco(Per una sinistra pensante)perchè per ora ho trovato lì significative tracce per ripensare il paradigma di politica economica senza tentazioni di un ritorno a un greve passato ideologico statalista e classista.In questo senso non mi convince per ora l’idea di un’entrata tout court nel PD per portare lì la nostra battaglia,senza esserci meglio attrezzati e senza vedere vere garanzie di agibilità politica.Peraltro non voglio dare per spacciato a priori il tentativo di costruire con SeL una sinistra razionale fra il PD e i gruppi comunisti che domani possa interagire utilmente col PD stesso,tenendo conto delle grandi delusioni che questo partito ha disseminato in giro per il paese.Dove mi collocherei in quel momento ha poca importanza, anche se credo più al ruolo delle forze grandi che a quello delle piccole.E comunque,dovunque decidessi di andare,vorrei andarci con un gruppo di amici scelti.non incastrato in logiche contrattuali di qualche pezzo residuale di ceto politico in cerca di sistemazione.Per ora mi colloco idealmente in una posizione di ricerca e di confronto dentro l’area dei circoli e delle associazioni di cultura socialista in senso lato,cui non ritengo estranei tanti compagni radicali.Non credo più che questa funzione possa svolgerla il PS(I) tutto condizionato dalle preoccupazioni di sopravvivenza del suo microapparato e affidato a continui escamotage che durano lo spazio di un mattino.Rinnoverò la mia tessera al PS per amicizia verso i compagni che ancora nutrono qualche genuina speranza e darò anche i trenta euro a SeL ,ma senza nessun significato di adesione politica a soggetti che una identità politica ancora non hanno o non hanno più.
p.s.considero micidiale l’atteggiamento dipietrista assunto da SeL dopo la sentenza della consulta sul lodo alfano.spero venga corretta rapidamente.Se no sarebbe una brutta deriva….
Lanfranco Turci

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