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Giorgio Bocca: ma perché farne un santo?

di Sandro Delmastro Delle Vedove | 26 Dicembre 2011

Rispettiamo la morte, ma ancora di piú la veritá. Per questo siamo sempre in disaccordo con i processi di santificazione che si nutrono di conformismo, opportunismo, mancanza di spirito critico, ipocrisia. Giorgio Bocca é stata una importante personalitá, non un santo. Ha commesso errori, in gioventú e in etá matura. Un polemista, spesso umorale, spesso ingiusto, a volta dalla parte della ragione a volte da quella del torto, sempre efficace. Ma si deve anche a lui il clima da terra bruciata che la “cultura” ufficiale italiana ha riservato a tanti eretici non allineati e non funzionali all’appiccicoso e rassicurante politically correct degli intellettuali cosidetti impegnati. Pubblichiamo l’articolo che segue, forse eccessivo, ma certo assai piú in grado delle troppe nuvole di incenso di dare un’idea del personaggio appena scomparso. (n.c.)

“Come sempre ad una persona che ha lasciato la vita va il nostro rispetto e la nostra preghiera. Ma che Giorgio Napolitano, dopo averci regalato Monti (dei Paschi di Siena), dopo averci avviato con un autentico colpo di stato verso la recessione guidata dalle banche e dalla finanza internazionale, ora ci propini, in malafede, anche la “coerenza” di Giorgio Bocca per la scelta democratica, è veramente troppo e dimostra che per un comunista, che rimane tale fino alla morte, dire la verità o mentire è la stessa cosa! Giorgio Bocca assolutamente non è stato, da giovane, il personaggio oggi incensato con ributtante e menzognera retorica da Giorgio Napolitano:  da giovane egli fu fanatico della Repubblica Sociale Italiana e fu un razzista. Poi, certo, cambiò idea. Ma parlare di coerenza pare essere una delle tante sciocchezze di Giorgio Napolitano. Ecco chi è stato Giorgio Bocca, prima di diventare feroce e ‘coerente’ (!!!) antifascista: “Scrittore,giornalista;addetto al CINEGUF di Cuneo. Fra gli scritti che sostennero la propaganda razzista in Italia, la Mostra elenca quelli di Giorgio Bocca, Scrive, nel 1942,sul giornale della Federazione fascista di Cuneo .”…sarà chiara a tutti, anche se ormai i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra, come ribellione dell’Europa ariana al tentativo ebraico di portarla in stato di schiavitù”.Come già citato sopra, in La Provincia Granda, 4 Agosto 1942, Giorgio Bocca, scrive : “Questo odio degli ebrei contro il fascismo è la causa prima della guerra attuale. La vittoria degli avversari solo in apparenza, infatti, sarebbe una vittoria degli ebrei. A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere, in un tempo non lontano, essere lo schiavo degli ebrei?”  Giorgio Bocca a 18 anni ottiene la tessera del PNF (Partito nazionale fascista), sottoscrive il Manifesto in difesa della razza italiana, fortemente voluto da Benito Mussolini per compiacere l’alleato tedesco. Ancora ad agosto del 1942, giovane giornalista fascista, scrive un notabile articolo in cui imputa il disastro della Guerra alla congiura ebraica. Il 5 gennaio 1943 denuncia alla polizia fascista l’industriale Paolo Berardi che, in un treno, ha l’infelice idea di dire ad alcuni reduci dal fronte russo e dalla Francia “che la guerra è ormai perduta”. Dopo l’8 settembre 1943 passa alla Resistenza (come molti altri). Solo un uomo come Giorgio Napolitano può mentire agli italiani parlando con faccia tosta di coerenza! “

Sandro Delmastro Delle Vedove
Pubblicato sulla newsletter Essereliberi

Pubblicato in : Primo pianoTag: benito mussolini, cultura ufficiale, fascismo, giorgio bocca, giorgio napolitano, il manifesto, monti dei paschi, repubblica sociale italiana

Info Sandro Delmastro Delle Vedove

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Gianluca Mazzanti

    4 Gennaio 2012 alle 20:45

    Claudio, ho solo fatto risaltare un’inesattezza di carattere storico. Non volevo certo difendere la figura di Bocca. Per quanto riguarda il fatto che a 20 anni si cade succubi dei falsi miti, vorrei citare l’esempio di quei ragazzi americani, coetanei di Bocca, ma non certo dei grandi intellettuali, che decisero di venire in Europa a combattere nella RAF durante la battaglia d’Inghilterra. Fecero la cosa giusta combattendo faccia a faccia col nemico e pagarono un prezzo altissimo per la loro coerenza. A 20 anni non si è tutti uguali, per fortuna…

    Rispondi
  2. n.c.

    29 Dicembre 2011 alle 10:36

    Caro Tonon,

    mi pare che l’abbia presa un po’ troppo di punta.
    Pensalibero é un modesto e dignitoso giornale animato prevalentemente, ma non esclusivamente, da donne e uomini di cultura laica liberale e socialista. Tutta gente che si sforza, in un Paese che non perde occasione per cantar messa, di restare fuori dal coro.
    Nel caso di Bocca ( ma lo abbiamo fatto altre volte) abbiamo voluto, tramite l’ articolo di Sandro Delmastro Delle Vedove (a noi sconosciuto) sbattere in faccia tutto ció che l’ipocrisia nazionale ha stupidamente taciuto pur essendo noto a tutti. Delmastro é fascista? Chi se ne frega, una volta appurato che il suo articolo “integrava” le lacune della pubblicistica nazionalpopolare!
    Sul fascismo e l’antifascismo, caro Tonon, non ci vada tanto di fretta.
    Le ho giá detto di appartenere a famiglia che l’ antifascismo lo ha praticato quando il regime era forte e durante la Resistenza.
    Vuole il seguito della storia? Eccola accontentata. Vennero gli anni della repubblica e della democazia e ci capitó di sedere in assemblee nelle quali, quando si alzavano a parlare i postfascisti del MSI, gli antifascisti duri e puri si assentavano, oppure voltavano le spalle. Ci sembrava una pantomima inutile e controproducente. La democrazia é altra cosa. Ma venivamo guardati con sospetto e insufficienza, quasi da criptofascisti!
    Abbiamo vissuto abbastanza per vedere come é andata a finire. Noi siamo ancora fermi sulle posizioni della democrazia educata e tollerante ma inflessibile sui principi. I “duri e puri”, con la loro mania di creare sempre nuovi santi, sono ora devoti a Gianfranco Fini, erede di Almirante, a sua volta erede di Mussolini, assieme al quale si apprestano ad assicurare pace e prosperitá alla nostra amata Italia.
    Non é un crimine, tutto cambia e guai se cosi’ non fosse. Ma ecco perché non ce la facciamo a convivere con la retorica….
    Un caro saluto, nella speranza che continui a leggerci e a commentare i nostri articoli,
    n. c.

    Rispondi
  3. Marzio Siracusa

    28 Dicembre 2011 alle 22:02

    Ringrazio Claudio Tonon per l’attestato di onestà, però vorrei ricordare che Nicola Cariglia ha semplicemente voluto presentare un giudizio dissenziente su Bocca. Nella generazione degli anni venti molti aderirono al fascismo che poi ripudiarono, e addirittura al fascismo repubblichino, valga per tutti Spadolini che ancora nel 1944 scriveva su giornaletti della RSI. Il problema è sapere se a vent’anni si è davvero immaturi, o non si è piuttosto troppo maturi e non inclini ai calcoli della maturità. Un vecchio dilemma che è inutile prendere per le corna. Personalmente ritengo che anche i bambini spesso sono in malafede dichiarata e cosciente. Figuriamoci una volta adulti.

    Rispondi
  4. Claudio Tonon

    28 Dicembre 2011 alle 16:00

    Voglio dire ancora questo .. certo Bocca ha preso posizioni sbagliate , quando da intelletuale e pieno di energia era anche Lui fascista (a 20 anni si è stupidi davvero ed è facile cadere nell’esltazione di falsi miti) e poi anche più avanti ma …ecco cosa volevo dire .. Lui non è mai stato Sergio Romano o quelli come Sergio Romano ..cerchiobottisti. Adesso basta e chiedo anche scusa se ho ferito ..

    Rispondi
  5. Claudio Tonon

    28 Dicembre 2011 alle 15:52

    Il Signor Giulio e il Signor Gianluca Mazzanti confermano.
    Lei, Signor Pensalibero dice che ci vuole più ipocrisia nelle mie certezze che nei vostri dubbi. Allora io le dico che lei è anche un vergognoso o stupido perchè l’articolo del Signor Delmastro non ha dubbi .. il Signor Delmastro, in proposito non ha mai, ripeto mai, avuto dubbi e Lei .. Lei lo sa!! ecco l’ipocrisia allo stato puro. Tutto l’articolo è solo una bastardata .. altro che dubbi mio caro ..
    Tra l’altro il Delmastro non tocca un altro cavallo di battaglia del Signor Pansa (che bella compagnia!) quella dei “Guai ai vinti” ..Non voglio raccontarle quello che la mia famiglia ha subito dai fascisti ..le dirò soltanto che dopo il 25 Aprile se avessimo saputo dove si trovavano mio padre avrebbe allungato la lista dell’opinionista di Libero .. (opinionista ai 70 anni) .. questa è coerenza ??
    Si, è vero, io sono di parte e mio padre non c’entra, ..quando ho avuto l’età della ragione e ho visto e studiato che il fascismo era solo regime allo stato puro .. prima balilla e saluto fascista e sabato fascista e nessuna opposizione e poi ho visto tutte le lapidi e sentito l’urlo di dolore delle madri .. figli unici e non non più tornati a causa di un ciarlatano, io sono diventato di parte. .. e concordo anche con il Signor Marzio che è molto più onesto del Delmastro.

    No Signor Pensalibero lei non può pubblicare un’articolo del Signo Delmastro e dire che esprime solo dubbi ..ci pensi ..prego. Comunque migliori auguri

    Rispondi
  6. marzio siracusa

    28 Dicembre 2011 alle 10:37

    Caro Nicola,
    il tono agiografico su Bocca, e l’essere i dissenzienti accomunati ai Farinacci e ai Pavolini, dimostra come l’esaltazione bigotta del cattolicesimo resistenziale aizzato ven’anni dopo la Resistenza, abbia sporcato la Resistenza stessa. Il cattolicesimo politico corrompe tutto ciò che tocca, seppellì l’Italia liberale, affossò il fascismo movimento nel fascismo devozionale e infine incollò l’Italia repubblicana nella comprensione e nel pentimento di comodo, quindi nella corruzione. E ora ci riprovano.

    Rispondi
  7. n.c.

    27 Dicembre 2011 alle 23:12

    Inserisco anche questo commento inviato da Alessandro Torsellini. Pensalibero rispetta tutte le opinioni, anche quando vengono accompagnate da toni sprezzanti come nel caso del sig. Claudio Tonon. Al quale mi permetto di ricordare una opinione ed un fatto. L’ opinione é che ci vuole piú ipocrisia nelle sue certezze che nei nostri dubbi. Il fatto é che antifascismo e meriti partigiani albergavano anche a casa del direttore di Pensalibero. Ed ecco la nota di Torsellini:
    Giorgio Bocca nasce a Cuneo il 28 Agosto 1920 da famiglia borghese. Nell’Agosto del 38, alla età di 18 anni, appone la sua firma al “ manifesto della razza” , documento che portò, come logica conseguenza, ad un provvedimento del 5 Settembre… 38 definito come leggi razziali. e che, applicato alla scuola e all’insegnamento costrinse alla emigrazione personaggi come Segrè, Pontecorvo, Castelnuovo-Tedesco, Artom, Modigliani, Fermi e molti altri .Valente sportivo si iscrive per lo sport dello sci nel gruppo universitariio fascista e riceve la medaglia d’oro per lo sci nel 1940 a Roma , a nome di Benito Mussolini: Le prime esperienze giornalistiche le ha scrivendo su “ La Provincia Grande “ ( foglio di ordini – settimanale della federazione dei fasci di combattimento) di Cuneo. Qui, inquadrato in “ documenti dell’odio giudaico “ , il 14 Agosto del 42, scrive : “ A quale ariano, fascista o non fascista, può sorridere l’idea di dovere, in un tempo non lontano essere lo schiavo degli ebrei ? Sarà chiara a tutti, anche se i non convinti sono pochi, la necessità ineluttabile di questa guerra, intesa come una ribellione dell’Europa ariana al tentativo ebraico di porla in stato di schiavitù”. Tuttavia l’8 Settembre del 43 , dopo l’armistizio, fonda le “ formazioni partigiane, intitolate Giustizia e Libertà “. Nel 75 fu cofondatore del giornale “ La Repubblica “ ; nello stesso anno dichiarava di ritenere le Brigate Rosse una bufala creata dai servizi segreti, salvo a ripensarci e a concludere diversamente dopo alcuni anni. Dal 90 al 95 condivide le idee della Lega Nord che peraltro poi contrasterà insieme a tutta la politica della destra. Sostenitore e ammiratore di Bettino Craxi, ne fu successivamente uno dei più acerrimi nemici . Apparentemente avventato nei giudizi, peraltro sinceri, il 29 Settembre 2011 esprime sul “ Corriere del Mezzogiorno “ le sue opinioni dopo un viaggio nel sud d’Italia : “ paesaggi meravigliosi e gente orrenda, una umanità repellente….. a Palermo una puzza di marcio con gente mostruosa che usciva dalle catapecchie “
    Dopo tutto questo, prima di arrivare a conclusioni che potrebbero risultare non corrette, va premesso che la coerenza di idee e di opinioni è solo apparentemente una perla caratteriale, in quanto i cambiamenti di opinione e di valutazione dei fatti, inquadrati genericamente come frutto di incoerenza, sono al contrario, dimostrativi di una vivace e perlopiù fruttifera dialettica psichica con le altrui opinioni, e l’accettazione di nuovi modelli di giudizio per la distinzione tra giusto e ingiusto e in genere tra positivo e negativo è segno di vivacità mentale e di capacità intellettiva.
    In effetti, dopo questa premessa, sembra criticabile rimarcare, tra i numerosi attributi positivi di Bocca, giornalista, letterato, scrittore, opinionista, la sua coerenza sui diversi argomenti tra i quali sembra spiccare la politica. D’altra parte lo stesso Presidente della Repubblica così dichiara : “ figura di spicco del movimento partigiano egli è rimasto sempre coerente con quella sua fondamentale scelta di campo per la libertà e la democrazia “.
    Mente quindi poliedrica, vivace, che ha fatto della critica l’arma principale, anche a costo di criticare se stessa, ma certamente non ammirabile per la costanza e la coerenza nella scelta di campo per la libertà e la democrazia

    Alessandro Torsellini

    Rispondi
  8. Giulio

    27 Dicembre 2011 alle 20:17

    il sig. Sandro Delmastro Delle Vedove , nasce nel 47, a guerra persa e finita, diventa fascista senza aver conosciuto il fascismo, e si secca perché Bocca, giovane fascista, dopo aver toccato con mano la perdita della guerra e gli errori del fascismo, diventa partigiano. Da che pulpito viene la predica !

    Rispondi
  9. Leonida.Laconico

    27 Dicembre 2011 alle 19:36

    Il rispetto per chi muore non puo’ esimere di tracciarne un profilo professionale obiettivo.
    Infatti è inconfutabile che l’ipocrisia del pennivendolo G.Bocca sia inferiore solo a quella della “grande Informazione progressista”.
    Basta una semplice sbirciatina al suo curriculum (vedi anche Wikipendia) per demolire l’immagine decantata da tutti i ben allineati media .
    Sarebbe sorprendente, se non fosse già assodata la loro peggior faziosità, la loro distratta ricostruzione di una figura che fino al 1942 è stato un acceso fascista ed antiebraico , poi ,al mutar del vento, partigiano, poi leghista, poi ,dopo aver munto Fininvest (leggi Berlusconi), talmente antimeridionalista da sconfinare nel razzismo.
    L’autoreferenzialità (omertosa) delle sinistre ha persino garantito i suoi funerali in diretta RAI., in nome della vera ed imparziale informazione.

    Rispondi
  10. Claudio Tonon

    27 Dicembre 2011 alle 17:55

    Grazie di tutto cuore Signor Carlo .. difficile rispondere con più onestà intelletuale di come ha fatto lei .. a differenza del Signor “Pensalibero” Sandro ecc. ecc. che nel suo articolo si dimostra uno di parte e anche un pò ipocrita. Mio padre era partigiano con Bocca ..non parlava volentieri della guerra ma ogni tanto, con un bicchiere di più, si lasciava andare e raccontava ..Bocca era molto coraggioso e con un gran senso del dovere .. era un uomo vero, non un ciarlatano, non un intelletuale vanesio ..grazie ancora Signor Carlo

    Rispondi
  11. Gianluca Mazzanti

    27 Dicembre 2011 alle 15:30

    Una nota storica… Se Bocca passa all’antifascismo dopo l’8 settembre 1943, non è corretto dire che “da giovane egli fu fanatico della Repubblica Sociale Italiana”. Infatti essa nasce formalmente il 23 settembre di quell’anno e nasce dopo un turbine di avvenimenti, dall’operazione Husky in Sicilia e la caduta di Mussolini in luglio, all’armistizio di Cassibile e all’operazione Achse in settembre…

    Rispondi
  12. Carlo

    27 Dicembre 2011 alle 15:17

    Riesumare questo episodio di Bocca poco più´ che ventenne per dimostrarne l´incoerenza mi sembra quantomeno spocchioso e stupido. A quella età´ siamo tutti immaturi e veniamo abbagliati da entusiasmi giovanili che più´ tardi abbandoniamo. La storia e´ piena di grandi uomini che fecero da giovani scelte discutibili. Non si tratta di fare di Bocca un santo, ma di riconoscere che pur con i suoi errori e contraddizioni e´ stato un grande italiano, di quelli che ci rendono orgogliosi di esserlo. Non mi stupisce che un parlamentare postfascista come Sandro Delmastro Delle Vedove (oibò che nome altisonante!) cerchi di sminuirne la grandezza; coda di paglia?

    Rispondi
  13. marzio siracusa

    27 Dicembre 2011 alle 08:11

    Concordo. Napoliano rientra tra quanti alla luce del pentimento interpretano i percorsi politici che invece di fronte alla consapevolezza d’aver sbagliato non dovrebbero recuperarsi col pentimento ma interrompersi. Ennesimo esempio del veleno cattolico che imbeve la politica.

    Rispondi

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