Ho fatto anch’io un sogno alla rovescia, come Paolo Rossi della Milano da bere.
Ho sognato un sistema giudiziario dove al magistrato che metteva Izzo in libertà, o a quello che non ne aveva sentenziato l’ergastolo, si mettevano sulla scrivania, al posto delle foto dei familiari o del cane, quelle della strage del Circeo e di quelle delle altre due povere assassinate, per un periodo pari alla quantità di tempo speso dai familiari e dalle vittime stesse nel chiedere giustizia e certezza della pena.
Ho sognato un processo in cui al PM che scatenato urlava “ma signora mia, cosa ci viene a raccontare!” ad una donna che serena, rispondeva alla domanda testè da Lui posta, con dovizia di particolari e d estrema pertinenza, si avvicinava una psicologa di chiara fama, specialista in unità di crisi per PM esausti od esauriti, o semplicemente inadeguati a tal mestiere, e che il giudizio veniva rinviato per mancanza di giudizio in chi doveva giudicare.
Ho sognato alla rovescia, tribunali civili e penali nuovi e funzionali, resi tali dallo smantellamento e vendita di quelli militari.
E dove i giudici, affiancati da colleghi in formazione con contratto regolare, lavorando su tre turni, di 8 ore cada uno, riuscivano nella folle impresa di evadere la pratiche in sospeso nei tempi previsti dalla legge, affrontando con serenità, equità ed umanità le peggiori situazioni, con senso comune e ragionevolezza da manuale di nonna papera, quelle più comuni ed ordinarie.
Ho sognato che tutti i giudici colti in odore di massoneria, nepotismo, clientelismo e lobbismo, in quota di partito, responsabili di abusi od omissioni di atti d’ufficio, distratti perditori di fascicoli nei cassetti delle loro private scrivanie di casa, meri applicatori e non interpreti delle leggi costituzionali a seconda delle cause loro affidate, fossero radiati dai loro Uffici ed obbligati al pagamento immediato dei risarcimenti morali e materiali per le parti da loro stessi lese.
Ho sognato che gli stipendi dei magistrati non fossero equiparati a quelli dei Senatori (e che quelli dei Senatori fossero simbolici, visto che sono già tutti pluri- incaricati in altri luoghi ) ma a quelli dei poliziotti e dei carabinieri laureati.
Ho sognato che nessuno, se indagato, si sentisse violato, controllato e minacciato.
Che lo sciopero di un giudice non fosse naturale.
Nel mio sogno vedevo l’aprire dei concorsi solo a nuovi missionari del diritto, aperti, preparati, rigorosi e riposati, umani e appassionati.
Vedevo quelli bravi, che non da eroi nè da martiri o da pazzi visionari applicano il principio dell’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge, far carriera presto e bene, per diventare in tarda età insegnanti dei novizi.
Elena Ronconi

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