Quando, subito dopo il risultato del voto scrivemmo un articolo ( “Se Prodi fosse un vero statista”) nel quale invitavamo Prodi a fare come De Gasperi all’indomani delle elezioni del 1953 (lo statista trentino per non esasperare la situazione rinunciò deliberatamente a recuperare i cinquantamila voti che avrebbero fatto scattare il premio di maggioranza) sollevammo un animato dibattito. Quasi un putiferio per il nostro suggerimento al professore di gestire con giudizio il risultato elettorale, dato l’inesistente scarto di voti.
Eppure, nelle ultime due settimane, è successo di tutto e di più per darci ragione.
Terrorizzata dall’idea di “andare sotto”, la maggioranza ha fatto quadrato oltre ogni logica, imponendo propri uomini ai vertici delle istituzioni e si prepara a varare un governo, tra mille polemiche; usando il bilancino per contemperare gli appetiti di tutti.
Nella situazione determinatasi con il voto, l’interesse generale avrebbe richiesto un accordo tra i due schieramenti: il tempo indispensabile a varare i provvedimenti più urgenti e, poi, ricorso a nuove elezioni.
Invece hanno prevalso la ricerca dell’interesse di parte e la mancanza di generosità (quella che non aveva fatto difetto a De Gasperi). E i risultati sono sotto i nostri occhi: vertici istituzionali a rischio di essere considerati di parte e, prossimamente, un governo imbelle e semiparalizzato.
Un governo che potrebbe durare anche l’intera legislatura, facendo ampio ricorso alla delega e all’indecisionismo per superare i contrasti.
Insomma, quel governo debole e bisognoso di appoggi esterni alla politica che era nei desideri del Patto di sindacato del Corriere della Sera e delle più potenti lobbies del nostro Paese.
A questi costi, Prodi potrà durare. Ma non ci si venga a dire che è uno statista!
PRODI CI HA DEFINITIVAMENTE CONVINTO. NON E’ UNO STATISTA!
Nella situazione determinasi con il voto, l’interesse generale avrebbe richiesto un accordo tra i due schieramenti: il tempo indispensabile a varare i provvedimenti più urgenti e, poi, ricorso a nuove elezioni. Invece hanno prevalso la ricerca dell’interesse di parte e la mancanza di generosità.

..ma per favore. E’ da dementi porre in essere certi argomenti o definizioni . statista e prodi sono di pari segno: si respingono. C’è incompatibilità. PUNTO
A presindere che il sottoscritto non vuol attribuire niente a nessuno; i numeri ci sono già e danno la vittoria al ‘ unione.
Il bromuro ,se serve, lo prendo volentieri, se non altro potrà servire a mitigare in me , il senso di indignazione di fronte ad un’ insieme di accozzaglia qualunquista, impresentabile e cafona che ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, a mostrato la giustezza delle mie convinzioni nei loro confronti, in aula ieri, fischiando ed annoverando tra i bolscevichi, gli emeriti senatori a vita che si sono permessi ( pensa tè, Andreotti e Cossiga inclusi) di dissentire da loro, votando si al nuovo governo, mentre il sig. B: da Napoli, dimentico che proprio il suo governo nel “94, vide la luce grazie al voto dei senatori a vita, bollava l’aver votato come atto vergognoso; forse era un poco su di giri per i fischi raccolti a man bassa dai napoletani( un poco di bromuro farebbe comodo anche a lui).
Nelle sue azziende certamente non si vota, la democrazia però è un’ altra cosa.
Un po’ di bromuro per il sig. malabrocca. Non si dia tanto da fare per attribuire la vittoria a questo o a quello. Lasciamo fare ai numeri…
Il sig B., ha avuto ben 5 anni per prendere decisioni importanti, con una maggioranza schiacciante; le decisioni le ha prese, peccato per gli italiani che le abbia prese per arricchire se stesso, i suoi famigliari, i suoi amici e non il popolo italiano che ha e sta ancora pagando, e continuera a pagare per molto tempo un prezzo esorbitante prima di riuscire a sanare i danni creati dal suo governo. Cosa vogliamo fare ? Affidarci ancora a lui ed ai suoi accoliti ? Spero proprio di no !
Rispondo al sig. Grassi di Grosseto sul fatto che Berlusconi non ha ancora ammesso la sconfitta. C’è un vantaggio di nemmeno venticinquemila voti e un milionecentomila schede annullate. Che male c’è a volerci vedere chiaro? Proprio in occasione delle citate elezioni del ’53, quelle nelle quali De Gasperi non volle andare a fondo per ricontrollare le schede annullate, tutti sapevano che se si fossero ricontati i voti, il premio di maggioranza sarebbe scattato.
Ricontare, non significa non ammettere la sconfitta. Significa togliere i dubbi. E questo potrebbe addirittura rafforzare Prodi. O no?
Le trattative per il governo Prodi stanno confermando quanto sostenuto nell’articolo e aprono interrogativi preoccupanti per il futuro. Al governo ci staranno e lo faranno durare perchè non hanno scelta, come dicono i sondaggi che danno Berlusconi in testa di ben cinque punti. Ma a uale prezzo per noi? Ogni decisione su questioni importanti avrà bisogno di mediazioni e si finirà col fare finta di decidere. Iproblemi di un Paese importante e industrializzato come il nostro non si possono affrontare così.
Io ho votato centrosinistra, come me milioni di italiani, per mandare a casa la banda di squali famelici e senza cervello che ha sfasciato l’Italia negli ultimi 5 anni. Leggi personali, finanza creativa, egocentrismo sfrenato, mancanza di un minimo di senso dello stato , arroganza infinita, mancanza di presa di coscenza sulla situazione reale del paese… questo ed altro è stato il governo del sig. B.
Se Prodi avesse accettato di mettersi in “combutta” con questi, il popolo del centrosinistra si sarebbe ribellato, a ragione, e sarebbe sceso in piazza.
Fino a quando da parte della destra non ci sarà la presa di coscenza che l’Italia è formata da 50.000.000 di cittadini e no di soli 2/3.000.000, non sarà possibile nessun dialogo, piuttosto si torna alle elezioni, costi quel che costi.
Con chi avrebbe dovuto realizzarlo l’accordo Prodi, con Berlusconi che ancora si rifiuta di ammettere la sconfitta?
Le colpe ancora una volta non sono da una parte sola!